Allarme Juventus: mai così male da 45 anni

Pubblicato il autore: Al Rey Segui

Allarme Juventus mai così male da 45 anni

La Juventus non andava così male dalla stagione 1970-71. Di chi è la colpa? La dirigenza pretende una svolta e la partita con il Napoli sarà fondamentale.

La Juventus nelle partite del campionato di serie A di quest’anno ha messo insieme solamente cinque punti dopo cinque giornate, ottenendo risultati inaspettati con squadre considerate di basso livello, come l’ultima gara con il Frosinone, pareggiata in casa 1-1. Il campionato 2015-2016 è cominciato male per i bianconeri, battuti in casa dall’Udinese all’esordio della stagione il 23 agosto 2015. L’unica sconfitta giustificabile forse è quella della seconda giornata allo stadio Olimpico contro la Roma, la rivale di sempre con la quale negli ultimi anni si è contesa lo scudetto. La giornata successiva, la terza di campionato, i bianconeri hanno giocato nuovamente allo Stadium contro il Chievo Verona, andando sotto di un gol dopo cinque minuti e riuscendo a strappare un pareggio solamente all’83º minuto grazie a un rigore. A Marassi contro il Genoa la squadra di Massimiliano Allegri ha vinto 0-2, ma le reti sono venute fuori grazie ad un autogol di Lamanna e un rigore dubbio concesso alla Juve. Nel turno infrasettimanale giocato mercoledì scorso la goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza della dirigenza bianconera: il Frosinone, appena promosso in serie A, è riuscito a strappare il primo punto del campionato pareggiando a tempo scaduto allo Stadium.

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I numeri della crisi bianconera

La 13ª posizione della Juventus è caratterizzata dal numero cinque: dopo cinque partite ha cinque punti, con cinque gol fatti e altrettanti subìti. Una partenza al rallentatore non accadeva dalla stagione 1970-71, quando la Signora era allenata da Armando Picchi. I bianconeri esordirono contro il Catania vincendo grazie ad un gol di Roberto Bettega, pareggiarono 0-0 contro Bologna e Verona e furono sconfitti due volte consecutivamente in casa contro il Milan e allo stadio San Paolo contro il Napoli. A quei tempi la vittoria valeva due punti e la Juve aveva quattro punti in classifica. La stagione della Juventus di quell’anno fu molto altalenante è finì il campionato al quarto posto in classifica. Nela stagione 2015-2016 i numeri sono molto deludenti, a cominciare dai 10 punti in meno rispetto allo scorso anno, quando era a punteggio pieno dopo cinque giornate. Per il momento la vittoria conquistata è un risultato migliore soltanto di Frosinone, Verona e Carpi. Le vittorie casalinghe in campionato sono zero e su 9 punti che potevano essere conquistati tra mura amiche, il bottino è di 2. La difesa bianconera è rimasta imbattuta solamente nella partita esterna contro il Genoa e le reti subite sono ben cinque. La partenza del campionato 15/16 è decisamente in salita, a 10 punti di distacco dalla capolista Inter e a 5 dai cugini del Torino.

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Dirigenza della Juventus in allarme

La dirigenza della Juventus è in allarme ed esige un cambio di rotta. Il presidente Andrea Agnelli e l’ad Beppe Marotta sono preoccupati non solamente per i punti di distacco dal primo posto in classifica, ma l’andamento della squadra è decisamente lontano dall’obiettivo primario della stagione che si era prefissato quest’estate Massimiliano Allegri. L’allenatore della Juve aveva annunciato che lo scopo della stagione bianconera era quello di scrivere un’altra pagina di storia e infilare il quinto scudetto consecutivo, cosa che per il momento sembra molto lontana dall’essere raggiunta. Questa partenza al rallentatore può essere dovuta a tanti fattori, tra cui anche quello dell’ansia da prestazione; il tempo per rimontare la classifica c’è, sempre che le altre squadre candidate allo scudetto lo consentano.

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Almeno il secondo posto per rifarsi dalle spese

La dirigenza richiede che sia almeno centrato il secondo posto in classifica per rifarsi dalle spese sostenute. La Juventus si è sempre vantata dell’autogestione economica del suo club, e se non riuscisse a raggiungere perlomeno l’obiettivo della Champions League cioè il secondo posto, vi sarebbe una perdita economica di almeno 50 milioni di euro. Il terzo posto non sarebbe sufficiente perché c’è il rischio è essere eliminati come è capitato a Lazio e Napoli, con una conseguente perdita economica che sarebbe molto dannosa per la prossima campagna acquisti.

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