Antonio Rudiger: rompicapo in casa Roma

Pubblicato il autore: Massimo Scialla Segui

Antonio Rudiger

Fuori Mapou, dentro Antonio: a giudicare da quanto si poteva ascoltare nel pomeriggio di ieri sugli spalti dell’Olimpico, il cambio non sarebbe stato così conveniente. Il riferimento è chiaramente all’ex difensore della Roma Yanga-Mbiwa, trasferitosi in estate al Lione per una cifra vicina ai 10 milioni di euro, e a quello attuale, Antonio Rudiger, arrivato proprio per sostituire il francese.
Certo si poteva immaginare che il difensore, già del Montpellier e del Newcastle, avrebbe lasciato un vuoto incolmabile nel cuore dei tifosi, dopo esser divenuto loro idolo grazie al gol che decise l’ultimo derby tra Roma e Lazio. Ma l’affetto è un conto, la competitività è un’altra cosa.
Ed in virtù proprio della competitività la Roma ha accettato di puntare, per sostituire il francese, su Antonio Rudiger, giovane centrale difensivo tedesco originario della Sierra Leone, fisico imponente e prospettive interessanti, con gli occhi di importanti squadre europee puntati addosso.
IL CURRICULUM – Dopo il debutto, avvenuto nella stagione 2012/2013, Antonio Rudiger colleziona 16 presenze nella stagione successiva, con la casacca dello Stoccarda, all’età di 20 anni. L’anno dopo, sempre nel club dei rossi, diventa titolare inamovibile collezionando 30 presenze in campionato e 4 in Europa League, tra qualificazioni e gironcino. Acquisisce popolarità, ma nella stagione successiva, quella 2014/2015 può collezionare solo 19 presenze in Bundesliga, a causa di un infortunio al menisco (poi operato) che lo ha tenuto fuori fino all’inizio della stagione in corso. Appena prima del mondiale vinto dalla Germania nel 2014, Antonio Rudiger è entrato anche nel giro della nazionale vincitrice, esordendo il 14 maggio 2014, e collezionando fino ad oggi 6 presenze. Non un bottino di lusso, ma che gli è valso comunque qualche irriverente paragone con il collega Jerome Boateng.
ALLA ROMA – Nella capitale, dicevamo, è arrivato dopo un’operazione di pulizia del menisco, un intervento non gravissimo in sé, che lo ha tenuto lontano dalle partite ufficiali fino al match esterno della Roma contro il Frosinone. In quel caso Antonio Rudiger aveva mostrato un paio di discreti recuperi ed una buona condizione di base, favorita chiaramente dalle sue doti atletiche indiscutibili. Prestazione che aveva lasciato spazio ad un moderato ottimismo, tanto che il calciatore viene gettato nella mischia anche contro il Barcellona. Contro i catalani Antonio Rudiger dimostra un filo di confidenza di troppo nei suoi non eccelsi mezzi tecnici, ma si mette anche in luce per alcune chiusure davvero degne di nota. Così viene riconfermato contro il Sassuolo: qui torniamo al rimpianto che alcuni tifosi romanisti hanno manifestato nei confronti di Yanga-Mbiwa, a causa di una prestazione fortemente negativa di Rudiger.
BILANCIO – Tre partite, due positive, una disastrosa, in cui però il calciatore, che dà l’idea di poter funzionare in un contesto già solido, ha dovuto fare i conti con una squadra molto lunga, con un centrocampo che ha fatto poco filtro soprattutto dalla sua parte, e con un compagno di reparto come Torosidis (adattato a sinistra) che a sua volta ha mostrato una serie di limiti tattici, tecnici e di tenuta.
Sono abbastanza questi elementi per dare a Rudiger un giudizio già così definitivo?

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