Crisi Lazio, con il Genoa è obbligatorio vincere

Pubblicato il autore: Al Rey Segui

Crisi Lazio, con il Genoa è obbligatorio vincere

Quinta giornata di serie A 2015/16: stasera all’Olimpico contro il Genoa la Lazio deve vincere.

Dopo la disfatta contro il Napoli sui social network e nei gruppi di discussione dei laziali ci sono tanta rabbia e delusione. Sono molti gli aggettivi che si sprecano su Internet dopo l’incredibile batosta dell’ultima giornata di serie A e a Formello sono comparse numerose scritte contro la Lazio in caduta libera che ha distrutto l’umore dei suoi supporters. Qualcuno è talmente arrabbiato con la squadra che vuole andare allo stadio apposta per fischiarla perché si sente profondamente tradito dopo aver tanto amato una compagine che ultimamente sta dispensando solamente delusioni. In parecchi hanno appoggiato l’idea di fare lo sciopero del tifo e lasciare lo stadio Olimpico vuoto per lanciare un messaggio forte e chiaro di protesta.

Chi è il colpevole della crisi della Lazio?

Non si riesce a trovare un colpevole, perché sul banco degli imputati ci sono più o meno tutti, persino Pioli. La responsabilità è di tutta la società e se nel 2007 c’era stato il salto di qualità con la qualificazione in Champions League, tutti si sarebbero aspettati una crescita costante. Questo non è avvenuto e qualche maligno sospetta addirittura che questo crollo di forma sia stato programmato. Dal punto di vista finanziario e del calciomercato la società non è sempre stata precisa ed anche Stefano Pioli è caduto nel discredito più totale; la frase più gentile nei suoi riguardi che si legge e si sente dire è che sia in confusione. Nessun rappresentante della società ha avuto il coraggio di farsi vedere e chiedere scusa alla tifoseria, che si sente abbandonata e scaricata da un gruppo nel quale aveva messo il cuore. C’è molta amarezza nei confronti dei nuovi giocatori e qualcuno sostiene che non onorano la maglia perché non conoscono la storia di chi la indossa. Le responsabilità sono un po’ di tutti, del mercato sbagliato, gli errori del tecnico e quelli del presidente Claudio Lotito, che tra l’altro lunedì è stato visto a Salerno per la festa patronale di San Matteo: chissà se oltre che per la squadra locale ha pregato anche per la Lazio. Quello che fa ancora più rabbia è che l’anno scorso la Lazio è stata quasi perfetta e nei primi due mesi della nuova gestione c’è stato un crollo totale. Perse tutte le amichevoli estive, persa la Supercoppa, addio alla Champions, figuracce da dimenticare in campionato. Il 31 maggio quando è tornata dalla vittoria a Napoli la squadra era stata accolta da 7000 tifosi felici, mentre domenica notte ha rischiato le ire di un centinaio di ultras furibondi. In questi casi è sempre l’allenatore il principale indiziato, e in effetti anche lui ha commesso l’errore di lasciare un po’ andare la squadra e non pressarla più di tanto dal punto di vista psicologico come aveva fatto l’anno scorso.

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Il Genoa è la bestia nera della Lazio

L’unica speranza di salvare la faccia e l’onore di fronte alla tifoseria laziale è quella di fare una gran bella figura alla partita di campionato contro il Genoa stasera, mercoledì 23 settembre 2015, alle 20:45. Purtroppo il Genoa è la bestia nera dei biancocelesti, contro il grifone la Lazio ha perso le ultime otto partite giocate e spesso si sono infortunati giocatori importanti come Briglia e Basta per citare solamente l’ultima gara giocata allo stadio Marassi. La Lazio deve reagire, la gente vuole vedere una partita arrabbiata e non ammette altri risultati che una vittoria. Per gli scaramantici il Genoa porta sfortuna alla Lazio e sarebbe stato meglio che non capitasse in un momento così negativo. Stasera Stefano Pioli dovrà fare molta attenzione alla formazione che manderà in campo, perché ultimamente ha cambiato troppo spesso modulo e non ha dato più quella certezza che era la sua caratteristica in passato. Le scelte tecniche e le scelte di formazione sono state molto confuse ultimamente e si è visto anche nelle amichevoli estive. Secondo molti la prima parte del ritiro durata nove giorni ad Auronzo è stata insufficiente, ma soprattutto la scelta di stare otto giorni nel clima torrido ed umido di Shanghai ha influito negativamente sulla salute di tutta la squadra. La condizione atletica della Lazio ne ha risentito parecchio e si è visto sul campo.

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