Icardi a Tiki Taka: “Penso all’Inter e sullo scudetto..”

Pubblicato il autore: Mattia Ravaglia Segui

Icardi

Mauro Icardi ha presentato ieri il gioco sportivo Fifa 16 in qualità di testimonial e ha commentato la situazione dell’Inter ai microfoni di Tiki Taka:

“E’ bellissimo che l’Inter sia in testa al campionato, alla nazionale non penso. La preparazione è stata dura, poi siamo stati in Cina dove faceva molto caldo. Ora abbiamo ricominciato e siamo più rilassati, a Milano lavoriamo molto ma siamo concentrati. Spero di ricominciare presto a segnare, poi sono contento perché la squadra ha vinto, vuol dire che si può vincere anche senza i miei gol. Però per me sono importanti. Un segreto del Mancio? Lui lavora sempre allo stesso modo, fa sì che il gruppo sia unito e questo alla fine paga. La fascia? Non mi ha cambiato, però mi ha dato più responsabilità nei confronti della squadra in campo e nello spogliatoio. Non è da un giocatore che dipendono le sorti di una squadra. Il gossip? Non mi interessa, conduco una bella vita con la mia famiglia e i miei figli. Il papa? E’ una delle persone più importanti al mondo, ma è umile ed è un orgoglio che sia argentino. La paternità non mi ha cambiato molto, già prima mi occupavo di tre bambini. Quando è nata Francesca è stato diverso. Tra cinque o sei anni spero di vincere qualcosa con l’Inter, è per questo che sono qui. Poi quello che può succedere non si sa mai”

Sempre allo stesso evento Icardi è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ecco le domande più importanti:

Abbiamo visto che nel suo attico con vista San Siro c’è anche la piscina in cui ha lavorato pure nei giorni di riposo per recuperare dall’infortunio di inizio stagione. Adesso come sta? 
“Anche con l’aiuto di Sergio Viganò, abbiamo fatto di tutto per far guarire la coscia destra e giocare il derby. Non ero al 100%, ma ora sto meglio”.

Contro Chievo e Verona non l’abbiamo vista calciare con la consueta potenza. Le dà ancora fastidio la famosa cicatrice? 
“No, semplicemente non mi sono arrivati i palloni giusti per tirare da fuori. Ora sono vicino al top della condizione”.

La stupiscono di più i 15 punti dell’Inter o i 5 della Juve?
“I bianconeri nella seconda metà della classifica non se li aspettava nessuno. Noi invece volevamo partire forte . Magari non così forte… Però, che soddisfazione stare lassù”.

Parlare almeno di fuga Champions però si può, visto che con il vantaggio accumulato non sarà facile che vi rimontino in tre. 
“Il terzo posto è l’obiettivo minimo di una società che ha fatto grandi investimenti. L’Inter non può rimanere un’altra stagione senza Europa”.

Cosa cambia per lei tra giocare al fianco di Jovetic, con Perisic trequartista, o con il croato e Ljajic ai suoi fianchi? 
“Alla fine devo comunque cercare la profondità e muovermi al centro. Tutti e tre i nuovi amano avere la palla tra i piedi e scambiarsi la posizione”.

Eppure si dice che l’Inter non gioca bene. 
“Il bel gioco deve ancora arrivare. Facciamo tanto possesso palla, ma dobbiamo alzare l’asticella. Essere più veloci, visto che di grinta in campo ne mettiamo già parecchia…”.

Cosa è cambiato rispetto a 12 mesi fa, a parte la classifica? 
“Con 10 giocatori nuovi, c’è stata una rivoluzione che ci ha fatto benissimo. Abbiamo tirato una riga sul passato e lavorato per creare un grande gruppo. Col tempo ve ne accorgerete. Possiamo solo migliorare”.

Chi l’ha colpita dei nuovi? 
“Devo ammettere che la grinta di Melo è contagiosa…”.

Ora arrivano la Fiorentina, seconda, e la Samp a Marassi. Uno stadio speciale per lei. 
“Testa ai viola, poi a Marassi vedremo. Ora dobbiamo salire più in alto possibile”.

Alla nazionale pensa mai? 
“Penso all’Inter”.

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