Inter, problema abbondanza: i panchinari diventano di lusso

Pubblicato il autore: Mattia Ravaglia Segui

Inter

L’Inter di Roberto Mancini comanda il campionato di Serie A ancora a punteggio pieno con 9 punti conquistati su 9 disponibili. Con questo ruolino di marcia la squadra interista può davvero ambire a grandi traguardi soprattutto se si pensa che la squadra, a causa del mercato che stava per chiudersi, non ha avuto tutti i suoi effettivi disponibili dalla prima partita di campionato. Ora l’Inter ha però un organico nettamente migliorato rispetto allo scorso anno e si pone il problema dell’abbondanza: i panchinari sono ora infatti diventati dei giocatori di “lusso”, capaci di risolvere la partita anche entrando dalla panchina, ma che possono mettere in crisi l’allenatore durante la scelta dell’undici titolare.

Inter, Ranocchia da capitano a panchinaro

La prima grande differenza che salta all’occhio rispetto alla gestione Mazzarri è la difesa: sono stati comprati dei giocatori importanti che Joao Miranda e Jeison Murillo che hanno soffiato il posto da titolare all’ex capitano Andrea Ranocchia. Il giocatore italiano è sempre stato messo in discussione in questi anni a causa di prestazioni altalenanti e ad un carattere da “cattivo” mai veramente dimostrati: la panchina nel Derby, con l’arretramento di Gary Medel sulla linea dei difensori, ha il sapore di bocciatura pesante, e bisognerà vedere come il centrale umbro saprà reagire a queste difficoltà del tutto impreviste. Discorso simile per Danilo d’Ambrosio, che ha vissuto con le valige in mano per tutta la pre-season estiva: sulla destra il titolare è diventato Davide Santon, mentre sulla sinistra il posto viene ricoperto da Juan Jesus. Gli arrivi di Alex Telles e Martin Montoya (le prestazioni di quest’ultimo sono però nettamente al di sotto delle aspettative) non fanno altro che chiudere lo spazio al terzino ex Torino: non è da escludere una sua partenza dall’Inter anche a gennaio se non volesse continuare ad essere un rincalzo.

Inter, ora Medel dove lo metto?

Discorso particolare per Gary Medel: il pitbull cileno è un vero pallino per Roberto Mancini che lo ritiene talmente indispensabile nel suo scacchiere tattico da averlo fatto giocare come difensore centrale nel derby con il Milan. Il problema però si pone con l’arrivo di Felipe Melo, richiesto a gran voce dal tecnico dell’Inter: i due sono due giocatori che fanno dell’agonismo e della fase difensiva il loro punto di forza, per questo motivo il modulo che può vederli in campo insieme è essenzialmente uno solo: il 4-3-3 che Mancini vuole disegnare per la sua Inter. Con questo modulo Melo e Medel formerebbero una vera e propria diga difensiva davanti alla difesa, con la squadra che potrebbe quindi reggere il tridente “pesante” con Perisic, Icardi e Jovetic insieme dal primo minuto; il posto vacante se lo giocherebbero Guarin, Brozovic e Kondogbia. Improbabile che quest’ultimo possa finire in panchina a causa dei 30 milioni più bonus sborsati dall’Inter in sede di mercato per accaparrarselo, più probabile che sia Brozovic (comunque sempre lodato da Mancini) a perdere il posto da titolare a causa dello strepitoso momento di forma che sta vivendo Fredy Guarin con 1 gol e 1 assist – più un rigore procurato – in appena due partite giocate. Diventa quindi difficile pensare che Mancini si privi di Kondogbia e Guarin, con un ballottaggio che riguarda Felipe Melo e Gary Medel per l’ultima maglia da titolare.

Inter, il genio di Ljajic a partita in corso

L’Inter ha invece già scelto i 3 titolari del reparto avanzato: Mauro Icardi, eletto nuovo capitano al posto di Ranocchia, prenderà il posto da punta centrale, affiancato da un ormai insostituibile Stevan Jovetic e da Ivan Perisic, arrivato dal Wolfsburg questa estate per 20 milioni bonus compresi. Sembra quindi destinato alla panchina Adem Ljajic, arrivato dalla Roma questa estate, che con il suo genio – e sregolatezza – può spaccare in due le partite anche subentrando a partita in corso. Stesso discorso per Rodrigo Palacio che, a 33 anni, non può più dare il suo solito apporto per tutto il campionato ma, partendo dalla panchina, è probabile che riesca ad essere decisivo anche in questa stagione.

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