Inter, vietato abbassare la guardia

Pubblicato il autore: Federico Montalto Segui

melo-felipe-bis-inter-settembre-2015-ifaINTER FIORENTINA MANCINI – Dopo cinque vittorie consecutive, la corsa dell’ Inter si ferma contro un’ottima Fiorentina, adesso in testa alla classifica insieme ai nerazzurri. Una sconfitta quasi inevitabile per il clima che si era creato intorno alla squadra di Mancini e per l’entusiasmo di quella di Paulo Sousa. L’ Inter aveva soltanto da perdere prima di questa gara e probabilmente un risultato così pesante è stato figlio dell’eccesso di fiducia riposta nella squadra. Tuttavia questa sconfitta non va interpretata come un ridimensionamento, semmai dovrebbe servire da trampolino di lancio per le prossime uscite. Che per l’ Inter fosse una partita stregata si era capito già nel prepartita con l’infortunio di Jovetic, che ha costretto Mancini a modificare la tattica preparata in settimana per inserire un Rodrigo Palacio, anche oggi, lontano parente di quello che era in grado di trascinare la squadra a suon di gol e assist. L’inizio della partita, poi, è stato un chiaro segnale di quello che si sarebbe poi visto con il passare dei minuti: l’errore di Handanovic nel controllo di palla e l’atterramento di Kalinic in area di rigore, con il conseguente svantaggio dopo soli 2 minuti di gioco hanno inevitabilmente condizionato l’intera partita. Per la prima volta in questa stagione, l’ Inter si è trovata in svantaggio ma, nonostante ciò, ha comunque dimostrato di avere acquisito la mentalità da grande squadra, che tanto era mancata durante il regno di Mazzarri. I nerazzurri hanno continuato a fare il loro gioco e tentato di riportare subito la partita sulla retta via senza farsi prendere da isterismi o da un eccesso di foga ma, quando non è la tua giornata, succede anche che un pallone smanacciato dopo un grande intervento di Handanovic si impenni e finisca proprio vicino al palo su cui è appostato Kalinic, facendo crollare ogni velleità di rimonta. Nonostante il risultato, l’ Inter che si vede in campo è probabilmente la migliore di tutto questo avvio di stagione: scambi stretti, passaggi precisi, i terzini si sovrappongono con il giusto tempo sulla fascia. L’ago della bilancia di questa partita è stato il centrocampo, dominato da un Borja Valero stratosferico e un Badelj preziosissimo in fase di filtro, mentre dall’altro lato Felipe Melo non è riuscito a ripetersi sui livelli delle scorse partite e Fredy Guarin, troppo spesso sottovalutato, ha giocato la sua peggior partita in questo campionato e, in generale, una delle peggiori in nerazzurro. Quando viene espulso anche il centrale di difesa e vai sullo 0-3, una rimonta diventa impossibile anche se ti chiami Barcellona o Bayern Monaco, figurarsi se sei una squadra forte ma ancora in costruzione, a maggior ragione se di fronte c’è una formazione che sta dimostrando di poter ambire a traguardi importanti. Al di là del risultato finale, è importante sottolineare che una reazione, nei limiti del possibile, l’ Inter l’ha anche avuta ed è proprio da questo che dovrà ripartire Mancini: a tal proposito la partita di domenica prossima a Marassi contro la Sampdoria sarà fondamentale per capire la reale caratura di questa squadra. L’ Inter dovrà dimostrare che stasera si è trattato soltanto di un semplice scivolone dovuto ad una serata storta, pur facendo grandi complimenti alla Fiorentina di Paulo Sousa, e che la vera Inter è quella che si è vista sino a mercoledì scorso contro il Verona. In ogni caso non bisogna fare l’errore di vedere tutto nero dopo la partita di questa sera, perché alcune cose positive si sono viste ed è per questo che sarà importante rialzare immediatamente la testa e riprendere la corsa già dalla prossima settimana. Dopo ci sarà la sosta per riorganizzare le idee in vista della partita contro la Juventus, un vero e proprio banco di prova per valutare le reali possibilità di scudetto dell’Inter.

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