Le pagelle di Sampdoria-Roma: bene la difesa blucerchiata, De Sanctis il peggiore

Pubblicato il autore: Massimo Scialla Segui

pagelle di Sampdoria-Roma

La Roma esce con le ossa rotte dalla trasferta di Genova, rimediando una sconfitta per 2-1. Non manca la voglia ai giocatori di Garcia, che ci provano ma sembrano non utilizzare le giuste armi, nonostante una rosa di primissimo livello. Inchiodati ad otto punti dunque i giallorossi, mentre si portano a quota 10 gli uomini di Zenga, che ottengono la vittoria a seguito di una partita ordinata ma anche fortunata.
Di seguito le pagelle di Sampdoria-Roma.

SAMPDORIA:

Viviano, 6.5: plastico, forse troppo attento ai fotografi, ma gli rimane la concentrazione giusta per neutralizzare i pochi tiri nello specchio della Roma. Il resto lo fanno i difensori. Affettato.
Mesbah, 6: Dalla sua parte c’è poco lavoro nel primo tempo, nel secondo lo aiuta la buona fase difensiva della sua squadra, sempre attenta a ripiegare. Metodico.
Zukanovic, 7: forse il migliore dei suoi, finisce la partita con il segno dei pentagoni un po’ ovunque sul suo corpo, per i vari tiri murati ai calciatori giallorossi.
Silvestre, 6: il suo è un 6 politico, la Roma cresce nella seconda metà del primo tempo, quando lui non può essere sollecitato perché uscito per infortunio.
Pereira, 6.5: aveva già esordito in serie A, non dal primo minuto. Alla prima da titolare il portoghese mostra ottime doti atletiche, eccellente fase difensiva e personalità, almeno da maggiorenne, lui che di anni ne ha solo diciassette! Perde Pjanic sul gol della Roma, ma è pur sempre un coniglio fuori dal cilindro.
Barreto, 6: corsa e polmoni sono qualità alle quali ci ha abituato, abbaia a centrocampo e fa densità davanti alla difesa. Filtro.
Fernando, 6.5: in impostazione prezioso, forse ancor di più in copertura, in una gara che vede la Samp aspettare forse anche troppo la Roma, per tentare le ripartenze con le punte.
Soriano, 6: serata difficile, non può inserirsi come sa perché il pallone la Sampdoria lo tiene poco. Sempre tanta corsa, chioccia per il giovane compagno Correa.
Correa, 6.5: ventunenne, il dieci che fu di gente come Mancini – non uno qualunque – sembra proprio non pesargli sulle spalle. Guadagna il calcio di punizione che porta in vantaggio i suoi per la prima volta. Margini di crescita.
Muriel, 6: tenta di alleggerire con le sue sgroppate palla al piede, fa respirare la squadra, cerca spazi come l’aria. Non riesce ad incidere fino in fondo. Utile.
Eder, 6.5: tantissimo lavoro sporco, sembra non esserci margine per porre un altro mattoncino verso il titolo di capocannoniere, e invece sa approfittare di una barriera davvero troppo corta purgando De Sanctis. Re Mida.
Moisander (dal 30′), 6: entra a freddo e si unisce al muro blucerchiato davanti alla porta di Viviano. Di palloni verso il portiere di Firenze ne passano pochissimi. Unico neo, aver perso Salah sul gol della Roma. Pronto.
Ivan (dal 60′), 6: rileva un Correa stanco, che cominciava a non seguire più le indicazioni di Zenga. Il suo compito: fare densità, soprattutto dopo il raddoppio dei suoi. Mossa riuscita.
Cassano (dal 78′), 6.5: entra e non ha bisogno di ambientarsi. Chili o non chili, difende palloni, guadagna punizioni, e ispira il secondo gol della Samp, nonostante Manolas ci metta uno zampino determinante. Ti ricordi?.

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Zenga, 6.5: La sua Samp è forse leggermente troppo rinunciataria dalla seconda metà del primo tempo, ma l’ordine e l’attenzione con cui difende non possono essere ignorate. Magnetico davanti ai microfoni, ma non solo: il suo lavoro sembra saperlo fare bene.

ROMA:

De Sanctis, 4: la barriera a tre che sceglie di piazzare sulla punizione che porta all’1-0 è criptica, ad esser buoni. Dubbi sulla sua adeguatezza. Chi ha incastrato Peter Pan?
Florenzi, 6.5: è in un periodo d’oro, non sbaglierebbe una prestazione nemmeno se giocasse bendato. Ma non basta, a pallone si gioca in undici. Salmone.
Manolas, 4.5: una partita tutto sommato anche discreta, ma l’errore madornale sull’autogol non può non pesare in modo enorme sulla sua valutazione. Destino.
De Rossi, 6.5: accorcia, scappa, anticipa e si piazza. Il giallo è una naturale conseguenza della velocità degli attaccanti blucerchiati, che lui però riesce a rendere quasi inoffensivi. Rigenerato.
Digne, 5.5: fa confusione in impostazione, quando anziché fare la cosa più semplice, fa sempre la cosa più banale, diventando prevedibile. Col passare dei minuti cresce e fa quello che sa fare meglio, crossare, ma lo fa comunque male. Passo indietro.
Keita, 5.5: comincia con una palla persa che neanche nei pulcini, come si dice. Poi ce la mette tutta ma non è in grado di fare la differenza. Distribuisce bene ma non dà equilibrio alla manovra. Tramonto.
Pjanic, 6: nel secondo tempo cresce tantissimo. Rende pericolose molte azioni palla a terra della sua squadra, ma sugli angoli è disastroso. Dottor Jekyll e Mr. Hyde
Nainggolan, 6: il periodo di forma non è tra i migliori, ma fa quel che può. Offre sempre una possibilità al portatore di palla ma fallisce un gol quasi fatto nel primo tempo. Trottola.
Iago Falque, 5.5: non riesce ad incidere nonostante il fattore “aria di derby”. La sua abilità in ripiegamento non è necessaria. Sprecato.
Salah, 6.5: male nel primo tempo, ma il gol lo sveglia e prova in ogni modo a fare il secondo. Sempre murato. Il secondo gol della Samp taglia le gambe anche a lui.
Dzeko, 5: il traffico da metropoli nella sua zona di competenza lo costringe ad uscirne, ma spesso si allarga un po’troppo. L’impegno c’è, la fortuna no e anche l’arbitro non lo premia. Polveri bagnate.
Gervinho (dal 60′): non sembra essere il solito ectoplasma, stavolta crea qualcosa ma le barricate della Sampdoria non consentono acuti. Lieve miglioramento.
Iturbe (dall’87’): s.v.
Ucan (dall’87’): s.v.

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Garcia, 5: fa il compitino schierando la migliore formazione possibile, dopo le polemiche del post-Sassuolo. Ma non basta. La sua squadra sembra non avere uno spartito tattico da seguire, nemmeno sui piazzati offensivi. Una squadra ospite non otteneva 17 angoli nel campionato italiano dal 2006, ma i calciatori giallorossi sembrano non sapere come muoversi, né come batterli. Che si fa a Trigoria?

Banti, 5: lasciano perplessi un giallo non dato a Nainggolan per un fallo tattico nel primo tempo, quello sventolato in faccia ad Eder per una simulazione inesistente nell’area della Roma – non era neanche rigore – e la mancata punizione per un fallo solare al limite dell’area su Dzeko. Dormiveglia.

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