Milan, Honda ha il motore inceppato. E Saponara se la ride

Pubblicato il autore: Valerio Nisi Segui

Keisuke Honda

MILANO – A bocce ferme resta una consapevolezza. Il Milan quest’anno c’è. Il derby, perso immeritatamente domenica sera contro l’Inter per un gol di Guarin, ha mostrato il carattere del diavolo e del suo allenatore. E non solo. Il Milan, dopo una cinquantina di partite, è tornato ad offrire gioco, almeno ad avere un’idea di cosa fare in campo. Le prime due prestazioni in campionato contro Fiorentina ed Empoli avevano scoraggiato i tifosi e quanti credevano che i fantasmi del passato fossero ormai dimenticati. La squadra non solo non ha offerto gioco, ma sembrava aver perso il carattere combattivo mostrato in estate, quel carattere tipico del suo allenatore che vuole pressing a più non posso per recuperare palla. Proprio quel pressing, fatto male a dire di Sinisa, che ha portato l’Inter a segnare il gol con appena due passaggi. Ma per la prima volta in stagione, almeno, possiamo dire di non aver subito la partita. E sembra già una buona cosa. Bene Montolivo in regia. Il capitano rossonero è indubbiamente il centrocampista con maggiore qualità, ed è lui che deve dettare i tempi di gioco. Ok, non sarà Pirlo e lo sappiamo, ma non è De Jong. Recupera e distribuisce palloni, meglio di così… Kucka ha impressionato per carattere, per personalità. La qualità l’aveva già mostrata nei 4 anni al Genoa, stupisce in positivo il modo in cui è sceso in campo. La difesa è solida, Mihajlovic ha avuto ragione su Romagnoli e Zapata è sembrato quello di Udine. L’attacco è forte, fortissimo. Ha bisogno di oliare le intese, ma è l’unica cosa di cui il Milan non deve preoccuparsi. Bacca e Luiz Adriano hanno già segnato in Serie A, hanno sempre segnato e tanto nelle loro carriere. Balotelli ha giocato mezzora ad alti livelli. Il reparto è il più forte. Potenzialmente, anche il più forte della Serie A.

IL 10 C’E’ E NON SI VEDE – Il problema più grande che deve affrontare il Milan è sulla trequarti. Honda ha deluso le aspettative e senza appello, ha steccato alla grande il derby. E’ sembrato impacciato, prevedibile, mai incisivo, passaggi fuori misura e stop fuori controllo. In più, cosa fondamentale, corre davvero molto poco. La posizione è delicata. Il trequartista in teoria è chi, in maniera più costante, offre palloni ai due là davanti. L’uomo dell’ultimo passaggio insomma. Il collante fra due reparti, deve muoversi, deve svariare, deve essere più veloce e nel pensiero e nelle gambe. Honda non lo è, e non giriamoci attorno, non lo sarà mai. Quel numero 10 sulle spalle stride con la qualità del giapponese, che ha un ottimo mancino sì, calcia bene le punizioni, ma ha mostrato di essere poca cosa. Allo stato attuale delle cose il numero 10 del Milan deve essere il 28, Giacomo Bonaventura. Il jolly che copre tutti i ruoli del centrocampo e fa anche l’attaccante, al momento sembra il più adatto a giocare lì. Con il rientro di Bertolacci, a cui bisogna dare un po’ di tempo per entrare in uno schema tattico a lui finora sconosciuto, il miglior centrocampo possibile è Montolivo, il romano, Kucka e Bonaventura dietro le punte. Tutto con qualche rimorso.

SAPONARA RIMPIANTO – Se si fossero date a Riccardo Saponara la metà delle occasioni date a Honda, il Milan adesso si troverebbe sulla trequarti il vero numero 10. Inspiegabile non aver puntato sul ragazzo. E’ vero, non è colpa di Sinisa, che un giocatore del genere lo avrebbe tenuto eccome. I Milan precedenti giocavano con le tre punte, anche se il ragazzo fa, e bene, anche il centrocampista. Riccardo è stato sfortunato nella sua esperienza rossonera, con qualche infortunio di troppo. L’errore questa volta però è tutto societario. Credo che fosse anche giusto lasciare andare il ragazzo a giocare ad Empoli, ma perché non in prestito? O ancora, quel benedetto diritto di ricompra adottato per Mastour al Malaga? Niente di tutto ciò. Saponara è stato venduto all’Empoli per 4 miseri milioni di euro. In Toscana, dopo il primo mese passato un po’ allo sbando, non giocava da un anno e mezzo, Riccardo è tornato ad essere quel ragazzo che in Serie B aveva fatto lustrare gli occhi a molti, Milan compreso. Gli ultimi 6 mesi sono stati la consacrazione di un ragazzo di talento che adesso vale sul mercato almeno 5 volte il prezzo pagato dall’Empoli per riportarlo in Toscana.

A poco vale la giustificazione che il Milan è una grande squadra e le grandi squadre non hanno tempo. Il tempo con Honda si è trovato, così come con tanti mezzi giocatori passati da Milanello e in Serie A in generale. Solo che Honda è una fabbrica da soldi per il mercato orientale, Saponara è un giocatore. Piccolissimo particolare. Quel 5 che porta sulle spalle ad Empoli può tranquillamente raddoppiare. Ma quel 10 sulle spalle di Honda, vi prego, toglietelo da lì.

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