Diritti 2015-2018 e Infront, ecco la semplice storia

Pubblicato il autore: Alessandro Cipolla Segui

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A chi studia comunicazione la prima cosa che gli viene insegnata è cosa sia l’Agenda Setting e come funziona. Si tratta di una teoria che si basa sul presupposto che un fatto è avvenuto solo se è stato raccontato, quindi la scelta delle notizie che i mass media danno determina quali argomenti siano di dominio pubblico e , in base alla rilevanza che se ne da, su quali fatti l’opinione pubblica possa discutere. Se per esempio tutti i telegiornali, giornali, siti di news online italiani non riportano che ieri sia esplosa una bomba in Gambia ma tutti invece pubblicano degli accoltellamenti in Isreale, noi discutiamo di questa nuova escalation di attentati a Gerusalemme ma ignoriamo cosa sia successo in Gambia. I media non ti dicono cosa pensare ma su quali argomenti discutere.

Ci sono fatti però che, anche se scomodi, per la loro rilevanza non possono essere non riportati. Allora quando in ballo ci sono grandi interessi i media si rifugiano dietro a tecnicismi e non entrano mai nel merito della vicenda, riportando solo i commenti dei vari protagonisti. Questo accade quando sotto la lente finiscono politici famosi, banche e grosse aziende, naturalmente tutte legate a filo doppio o triplo con i maggiori media che, direttamente o indirettamente, sono controllati da loro. Per intenderci un giornale non parlerà mai male di una società che ne è l’editore, ma allo stesso tempo sarà molto buona anche con quelle aziende che investono molti soldi comprando gli spazi pubblicitari. Naturalmente è sbagliato fare di tutta un’erba un fascio ma spesso è così. A questo circolo vizioso non è esente la storia dell’assegnazione dei diritti tv calcio per le stagioni che vanno dal 2015 al 2018 e al ruolo svolto da Infront.

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Qui non si vuole dare eventuali colpe o responsabilità a nessuno, ma solo riportare semplicemente cosa è avvenuto, piccolo particolare che i principali media offuscano dietro un muro di dichiarazioni. Innanzitutto è bene spiegare che Infront è una azienda svizzera di marketing per lo sport e, nello specifico che adesso ci interessa, è l’advisor per la Lega Calcio e per questo motivo ha curato l’asta per l’assegnazione dei diritti calcistici relativi al triennio 2015-2018. La gara per l’assegnazione si è conclusa il 26 giugno 2014 con questi risultati. I pacchetti dei diritti tv messi all’asta sono cinque. Il pacchetto A prevede i diritti per le migliori 8 squadre per il satellite: Sky ha offerto 357 milioni, Mediaset 350 milioni, Fox 275 milioni. Il pacchetto B prevede i diritti per le migliori 8 squadre per il digitale terrestre: Sky ha offerto 422 milioni, Mediaset 280 milioni, Fox 400 milioni. Il pacchetto C contiene i diritti per le immagini di spogliatoio e le interviste pre gara: le offerte di Sky e Fox sono inferiori alla base d’asta di 66 milioni, per cui si andrà a trattativa privata. Nel pacchetto D ci sono i diritti esclusivi per le altre 12 squadre di serie A: Sky ha offerto 150 milioni, Mediaset 301 milioni, Fox 180 milioni. Il pacchetto E contiene i diritti per il web, per cui non sono arrivate offerte.

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Questa è la situazione al termine dell’asta. Quello che ne usciva fuori era una situazione complessa, con i due gruppi, Sky e Mediaset, pronti ad una guerra di carte bollate. Lo stallo però veniva rotto dal raggiungimento di un accordo tra le due parti dove Sky si aggiudicava il pacchetto A e Mediaset i pacchetti B e D salvo poi, con il via libera dell’Agicom, cedere in sublicenza i diritti esclusivi per il satellite delle 12 squadre minori della Serie A ai rivali. In totale la Lega incassa 945 milioni invece che 1,08 miliardi che sarebbero entrati nelle casse dopo l’esito dell’asta. Questo è l’esito definitivo delle assegnazioni dei diritti.

Lo scorso maggio però, anche a seguito delle famose parole di Lotito rese pubbliche dall’ex Dg dell’Ischia Pino Iodice, l’Autorità Antitrust ha avviato un’istruttorio, che si concluderà nella primavera del 2016, ipotizzando un “accordo restrittivo della concorrenza“, tra Sky e Mediaset, “favorite dalla stessa Lega, nonchè da Infront, in base ad alcune notizie di stampa apparse nel febbraio 2015“. Questo lodo ideato dall’asse Lega-Infront ha così evitato l’annullamento del bando, anche se alla fine l’introito generale incassato è inferiore a quello scaturito in sede di asta. Questo è quello che accaduto, il tassello che manca ai fiumi di parole usciti negli ultimi giorni. Per il resto c’è sia l’Antitrust che la magistratura che stanno indagando, saranno loro a giudicare se il tutto si è svolto in maniera legale o meno.

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