Hamsik, ecco i tre motivi della sua rinascita

Pubblicato il autore: Alessandro Cipolla Segui

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E’ tornatata a brillare una stella sotto il cielo di Napoli. Dopo le ultime stagioni in chiaroscuro Marek Hamsik è tornato ad essere un giocatore fondamentale per gli azzurri e non più un caso, come spesso si titolava soprattutto la scorsa stagione. Perso nel manierismo di Benitez lo slovacco aveva anche quasi perso lo status da titolare, con in molti che rimpiangevano la possibilità di aver potuto fare cassa quando Berlusconi avrebbe fatto follie pur di portarlo a Milanello. Ma la classe non è acqua e questo ragazzo di 28 anni, dal 2007 al Napoli con cui maglia è il quarto giocatore con più presenze in assoluto, in questo inizio di stagione sta dimostrando che chi lo ha dato per finito si stava sbagliando di grosso, sfornando prestazioni di grande qualità a raffica. Ma cosa è cambiato rispetto la scorsa stagione ?

RINASCITA HAMSIK – Partiamo da alcuni dati. Hamsik finora in queste prime nove giornate di campionato, tralasciamo l’Europa League, è sempre sceso in campo realizzando anche una rete. Lo scorso anno di partite ne ha messe assieme 35 con 8 marcature. Un ottimo bottino per un centrocampista ma allora perchè si parlava di “Caso Hamsik” e lo slovacco finì anche più di una volta in panchina ? Allora vediamo un altro dato. La media voto di Marek nel 2014-2015 è stata di 5.83, la più bassa delle sue otto stagioni giocate per intero col Napoli. A prestazioni ottime erano alternate altre, più numerose, assolutamente insufficienti a rimarcare una pericolosa discontinuità che lo portarono a finire in panca. Quest’anno la sua media è di 6.33, sempre sopra la sufficienza tranne per la partita di Modena contro il Sassuolo dove però fu tutta la squadra a fornire una prestazione mediocre. Da quando la squadra di Sarri ha ingranato Hamsik ha preso una sfilza di sette in pagella, risultando uno dei fattori determinanti della svolta degli azzurri.

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I TRE MOTIVI – Non è sempre facile individuare i motivi che possono giustificare un così netto cambio di prestazioni. Spesso sono anche fattori che esulano dal campo, ed ecco che quindi sicuramente la prima cosa basilare è che Hamsik ha ritrovato, dopo i problemi con Benitez, finalmente la piena fiducia del proprio tecnico, che lo ha subito messo al centro della propria idea di gioco. Questo è un aspetto importantissimo per un ragazzo legatissimo alla maglia del Napoli, del quale è anche il capitano, che si è sentito troppo messo in secondo piano nelle ultime stagioni. Il secondo motivo, quello più importante, è che Marek finalmente è stato riportato nel suo ruolo d’origine ovvero quello di mezz’ala in un centrocampo a tre. E’ questa la posizione, più arretrata rispetto a quella di trequartista dove Benitez lo schierava, dove lo slovacco può esprimere tutto il suo potenziale stando più nel vivo del gioco e questo lo porta a non giocare più a sprazzi come faceva quando doveva galleggiare tra la linea di centrocampo e quella di attacco. Il terzo motivo e figlio del secondo, ovvero lo stile di gioco adottato da Sarri. Con la manovra più veloce e ficcante, oltre che ad una maniacale disciplina tattica, vengono esaltate sia le doti tecniche di Hamsik che la sua grande capacità di inserimento. In conclusione chi pensava che la scelta di Sarri come mister del Napoli fosse sbagliata si sta ricredendo, ma anche dei critici nei confronti dello slovacco ora pare che si sia persa ogni traccia.

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