Le pagelle di Palermo-Roma: il broncio cupo di Rudi Garcia

Pubblicato il autore: Massimo Scialla Segui

pagelle di Palermo-Roma

Dopo la deludente prestazione di Borisov, la Roma torna alla vittoria, con luci ed ombre. Partenza bomba e primo tempo che si chiude 0-3. Nel secondo tempo, per poco non si concretizza la rimonta del Palermo che avrebbe inferocito l’ambiente giallorosso, che però può adesso crogiolarsi a soli due punti di distanza dalla capolista (provvisoria), l’Inter di Mancini, fermata sull’1-1 a Marassi.
Ma diamo un’occhiata alle pagelle di Palermo-Roma

PALERMO:

Sorrentino, 6: impedisce che il passivo di 0-3 si espanda. Puntuale in diverse occasioni nonostante oggi non sia semplice difendere i pali del Palermo.
Struna, 5.5: una partita non certo esaltante, che si sviluppa soprattutto sotto il profilo difensivo. Impegnato a turno contro Gervinho, Falque e Digne, che oggi non sono facili da tenere. Alza il gomito, senza bicchiere.
Gonzalez, 6: non aiutato da un centrocampo che non fa filtro. I buchi nell’area di rigore di sua competenza ne sono la dimostrazione. Perde Pjanic in occasione del primo gol, ma segna il 2-3. Riscatto.
El Kaoutari, 5: prova a tenere alta la linea difensiva del Palermo, per facilitare il pressing sui portatori di palla avversari. La semplicità ad arrivare in rete degli attaccanti romanisti ne modifica presto il compito, che diventa quasi una sfida impossibile. Statica la sua copertura su tutti gli attaccanti della Roma. Insufficiente.
Lazaar, 5.5: dalla sua parte il Palermo riesce a creare qualcosa in più. Lui partorisce qualche cross, prova ad inserirsi, e conclude un paio di volte. Ma Florenzi, Torosidis e Nainggolan fanno troppa densità. Freno a mano.
Rigoni, 6: solita pericolosità in fase di inserimento, manca qualcosa in copertura e si vede. Anima.
Jajalo, 5: sacrificato nell’intervallo per dare peso all’attacco rosanero. In effetti i suoi primi 45 minuti non sono esaltanti, pressa in modo disordinato e viene tagliato fuori dai passaggi dei centrocampisti della Roma.
Chochev, 5: impreciso negli appoggi, cerca comunque di dare quantità al suo centrocampo. Mediocrità.
Hiljemark, 5.5: porta su il pallone guadagnando qualche utile calcio di punizione, ma rimedia anche un giallo per il suo lavoro sporco. Ciccia.
Trajkovski, 5: evanescente in fase offensiva, porta il pressing con scarso successo, come tutti i suoi. Il macedone non giustifica l’assenza dal campo dal primo minuto di Alberto Gilardino.
Vazquez, 6: scaltro a procurarsi un’occasione che più nitida non si può, sullo 0-1 per gli ospiti; scellerato a non finalizzarla, la porta era spalancata ed il portiere fuori causa. Prova a far reparto da solo prima dell’ingresso di Gilardino, cresce molto nella seconda frazione. Impegno lodevole.
Gilardino (dal 46′), 6.5: cambia la partita al livello psicologico, se non con il suo ingresso, con il gol, poco dopo. Contro la Roma vede rosso, killer instinct.
Quaison (dal 59′), 6: dai suoi piedi parte l’assist per il gol di Gonzalez, che illude i tifosi del Palermo su una rimonta che all’inizio del secondo tempo sembrava impossibile. Testa o croce.
Rispoli (dall’85’), s.v.

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Iachini, : prova ad impostarla sul pressing, ma oggi l’impostazione della Roma è troppo fluida per esser scalfita dall’altezza del baricentro avversario. Il divario tra la sua squadra e quella del collega Garcia è eccessivo. Se perdi non potevi evitarlo, se vinci fai l’impresa. Non poteva evitarlo.

ROMA:

Szczesny, 6: nel primo tempo sembra voler regalare il gol al Palermo a tutti i costi, in due occasioni. Nel secondo salva il risultato. Non era facile dopo la figuraccia di Borisov. Psicologia.
Torosidis, 6: non strafa, come sempre. Sulle seconde palle però c’è spesso, liberando la Roma da qualche situazione imbarazzante. Calma.
Manolas, 6: rischia di fare la frittata, aiutato dal suo portiere, quando la Roma è appena passata in vantaggio, rischia. Rischia di mandar fuori causa proprio Szczesny con deviazione su colpo di testa di Vazquez, che aveva perso, rischia. Ma gli va bene. Santino.
De Rossi, 6.5: non si fa mai cogliere impreparato sui cross dalle fasce, che arrivano poi non così di rado. Sul primo gol subito dalla Roma dimostra di avere ancora qualcosa da imparare, nella scuola da centrale difensivo che sta frequentando: va giù troppo presto. La prestazione è però ampiamente sufficiente. Serenità.
Digne, 6.5: sollecitato dalla regia della squadra, sulla sua fascia si sviluppano molte azioni interessanti, che diventano a tratti pericolose. Il francesino in prestito dal PSG sta facendo un percorso continuo, visibile. Crescita.
Nainggolan, 6: prima regola, fare le cose semplici. Se il periodo non è fortunato la regola va rispettata ancora di più. E lui lo fa. Scolaretto.
Florenzi, 7: attende di essere schierato in porta, dopodichè, probabilmente, proverà a stupire anche in politica. Gol e assist per un giocatore che non smette di crescere. Da tutto anche dal punto di vista fisico e deve essere sostituito. Gioia per gli occhi e per il cuore.
Pjanic, 6.5: primo tempo stratosferico, ma cala molto nel secondo tempo. Paga forse un impiego reiterato dopo il recupero lampo dall’infortunio al polpaccio di qualche settimana fa. Nonostante questo, il bosniaco non è mai stato così continuo. Crederci paga.
Falque, 6.5: anche lui non è al meglio, ma viene scelto per dare equilibrio alla squadra, come Florenzi. Dopo una prima fase in cui gioca da ala, comincia ad arretrare per dare una possibilità in più in cabina di regia. Buono, come il pane.
Gervinho, 7: spegne le critiche nei suoi confronti con la forza. Doppietta a suggellamento di un periodo di crescita lenta ma costante. Si confermi.
Salah, 5.5: ci prova e si vede, il giocatore ha qualità da vendere e la dimostra dando sempre una possibilità di passaggio ai centrocampisti che devono impostare. Ma oggi gli riesce poco la giocata negli ultimi trenta metri. Spremuto.
Emerson (dal 66′), 6: debutta contro la sua ex squadra e non ruba l’occhio, ci prova con la corsa, col fisico e, a tratti, con l’irruenza. Virilità.
Ucan (dal 75′), 5.5: entra per tentare di tenere il pallone tra i piedi, far salire i suoi e mettere ordine in fase di possesso. Non ci riesce, forse perchè dosato come l’acqua nel deserto. Non ancora.
Gyomber (dall’83’), s.v.

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Garcia, 6.5: la sua squadra oggi sembra scendere in campo con convinzione e pazienza insolite. Va subito in vantaggio ma quello odierno è un Garcia insolito, forse inedito: imbronciato, strilla e si sbraccia. Le dichiarazioni post-gara tradiscono un nervosismo latente, nei confronti di chi?

Arbitro:
Damato, 6.5: arbitra davvero bene, e ai suoi collaboratori non sfugge nulla. Unica pecca, manica larga su qualche gomitata di troppo.

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