Milan. Bee Taechaubol, Boa e stadio. I passi indietro che tormentano il diavolo

Pubblicato il autore: Valerio Nisi Segui

Berlusconi-Taechaubol

Non ci siamo. Gli ultimi quindi giorni in casa Milan non sono stati sereni come ci si aspettava. La squadra non decolla, anzi, lascia emergere con troppa facilità le amnesie e le paure che hanno invaso lo spogliatoio negli ultimi due anni di gestione, societaria, allo sbaraglio. Il campo ne ha sempre risentito, come è logico che sia, quando ti rendi conto che il Milan non è più quello dei fasti e delle Coppe Campioni. Una serie incredibile di passi indietro negli ultimi giorni iniziano a preoccupare seriamente.

PORTELLO – Il nodo cruciale, il fiore all’occhiello di Barbara Berlusconi, lo stadio di proprietà al Portello, quello ritenuto dalla figlia del Presidente un “Passo storico” per il Milan, è sfumato come un sogno all’alba. La motivazione è che i costi di bonifica dell’area dedicata sarebbero troppo elevati. Ma come? Da un giorno all’altro? E l’entusiasmo di quel sette luglio dove lo abbiamo messo? Impossibile che il Milan abbia dimenticato l’importanza di avere uno stadio di proprietà, la Juventus e i top-club europei sono un esempio troppo lampante per abbandonare così la vera svolta per una società che vuole competere nel calcio moderno. Sembrerebbe che l’abbandono dell’idea del Portello non significhi tuttavia abbandonare la costruzione di un nuovo stadio, e che si stia pensando comunque un’alternativa. Sembrerebbe però, e il Milan di queste cose cadute nel dimenticatoio negli ultimi tempi ci ha riempito la testa.

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BEE – A proposito di dimenticatoio. Il 5 luglio è dietro l’angolo. Il giorno in cui ufficialmente si sono aperte le trattative con Bee Taechaubol per il passaggio del 48% delle quote del Milan al broker tailandese. Si e no di Berlusconi, prima la sfiducia nei confronti di un programma che sembrava poco serio, con eccessivo movimento social di terze parti a disturbare il numero uno del Milan, poi un riavvicinamento che è coinciso, guarda caso, con la totale assenza di Bee Taechaubol e del suo staff da internet e da Milano. Tutto ad un tratto la partita si è riaperta e Bee Taechaubol è diventato nuovamente il partner ideale per far tornare grande il Milan. Si a quasi 500 milioni per il 48% della società (e vorrei ben vedere!). Closing fissato a fine settembre. Poi però il nulla, o meglio, il broker tailandese ha chiesto a Berlusconi più tempo, un altro mese in più rispetto a quello previsto. Fininvest ha accettato questa proroga, ma nel frattempo cresce un po’ di sfiducia nei confronti di Bee Taechaubol e del suo staff per via di voci, che al momento restano tali, che vorrebbero il tailandese meno innamorato del rossonero di come si proclamava un tempo. Un altro mese per capire se abbiamo fatto il passo più lungo della gamba noi o se questa storia è una farsa. Vedremo.

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BOATENG – Dal punto di vista tecnico il Milan compie un altro passo indietro, meglio, un ritorno al passato. Di quelle cose tanto gradite a Galliani che ai tifosi iniziano a diventare indigeste, di quelle cose che ti fanno dire “Basta! Non se ne può più!”. Kevin Prince Boateng si allena con il Milan. Messo fuori rosa dallo Shalke 04 già nel campionato scorso, il ghanese ha scelto. Dopo aver rifiutato il trasferimento in mezza Europa, a dir la verità nella maggior parte dei casi sono state le società di mezza Europa non convinte dal Boa, ecco l’opera di carità di casa Milan. Perché no? Vieni pure, che se ci va bene abbiamo pure trovato il trequartista che tanto ci serve. Ovviamente servirà l’avallo di Mihajlovic per tesserare Boateng a gennaio 2016, che resta ancora un giocatore dello Shalke. Non ho nulla contro Boateng, anzi, gli anni milanesi sono stati meravigliosi per lui e per il Milan. Sono allergico ai ritorni, sono infastidito dalle prese in giro, ci sono operazioni che ormai possono essere etichettate come “cose da Milan”.

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Al momento di positivo c’è il mercato. Un mercato che dopo anni è tornato ad essere serio, sebbene ci siano stati passi indietro anche lì, o forse passi falsi. Probabilmente l’abitudine a tesserare parametri 0 ha fatto sbiadire l’eccezionale capacità del Milan di trattare. Ma comunque non ci si può lamentare sempre. Ovviamente spero che da qui a un mese queste mie parole possano essere fumo, che il Milan abbia già un nuovo progetto per un altro stadio, che Bee rimpolpi le casse rossonere di liquidi di cui ha bisogno come il pane, e che Sinisa mi dica che Boa è un giocatore eccezionale. I tifosi del Milan ci saranno sempre, nella buona e nella cattiva sorte.

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