Milan, un rimpianto chiamato Saponara

Pubblicato il autore: Alessandro Cipolla Segui

riccardo_saponara
Honda, Menez, Suso, Bonaventura e Bertolacci. Questi sono i possibili trequartisti che mister Mihajlovic ha a disposizione nella sua rosa per disegnare al meglio il suo 4-3-1-2, la sua tattica preferita. Cinque giocatori di prestigio che però, Menez escluso essendo fuori causa per un infortunio dall’inizio della stagione, finora non sono riusciti a soddisfare il tecnico serbo, che ultimamente è stato costretto a virare al 4-3-3 per mancanza di interpreti. Un deficit che non può che far pensare che il Milan un trequartista naturale lo aveva già, ovvero quel Riccardo Saponara acquistato per metà nel gennaio 2013 per 3,8 milioni di Euro dall’Empoli dove viene lasciato fino al finale della stagione. Ad inizio del campionato seguente viene aggregato alla prima squadra rossonera dove metterà assieme otto presenze, soprattutto spezzoni di partita, prima di ritornare a gennaio 2015 all’Empoli in prestito, con i toscani che poi a maggio lo riscattano completamente per 4 milioni di Euro.

UN SAPONARA MATURO – Quello arrivato al Milan era un giovane di belle speranze, ora Saponara è un giocatore in grado di caricarsi una intera squadra sulle spalle. Già nella seconda metà dello scorso campionato il suo ritorno in toscana fu di grande impatto, con 7 reti realizzate in 17 incontri oltre a grandi prestazioni sfornate. Quest’anno, con l’Empoli notevolmente indebolito dalle partenze di Valdifiori, Tavano, Rugani, Sepe e Hysay, è riuscito a realizzare 3 gol nelle prime tre partite per poi, dopo una lunga squalifica, ritornare in campo ed essere subito decisivo fornendo l’assist a Pucciarelli per il momentaneo vantaggio empolese a Genova contro la Samp.

FUTURO ASSICURATOOttima tecnica, senso del gol e buon fisico Saponara incarna perfettamente il prototipo del trequartista moderno, un grande talento del nostro campionato che il Milan ha lasciato andare con troppa disinvoltura. Va bene le ragioni di bilancio ma sarebbe valsa sicuramente la pena avere più calma con un giovane dal potenziale che era sotto gli occhi di tutti, soprattutto quando visto che ora i rossoneri si ritrovano con un ventaglio di strapagati numeri dieci in rosa  che però, paradossalmente, non riescono a garantire un rendimento accettabile. Per un Milan che da anni dichiara di puntare sugli italiani e sui giovani la vicenda Saponara non è stata gestita al meglio, il rischio è quello di ripetere in futuri gli stessi rimpianti avuti con Aubameyang.

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