Rosella Sensi: “La Sud dovrebbe sempre essere lì”

Pubblicato il autore: Saverio Felici Segui

rosella sensi

Si rivede in ambiente Roma l’ex presidentessa Rosella Sensi, intervistata da Roma Radio in occasione della promozione dell’iniziativa di raccolta del sangue in programma al Nomentana Hospital il prossimo 3 ottobre, questo sabato. Rosella Sensi, presidentessa romanista dal 2008 al 2011 in seguito alla morte del padre Franco, fu oggetto di numerose contestazioni ai tempi della sue gestione della squadra, fino alla cessione della stessa, avvenuta nell’estate 2011 nei confronti della cordata americana di Di Benedetto e Pallotta: proprio in questo senso è stata chiamata ad esprimere la sua opinione sulle recenti iniziative di protesta della Curva Sud, oltre che sugli obbiettivi della Roma di Pallotta e sul futuro di Francesco Totti, suo amico e da sempre protegè della famiglia di imprenditori romani.

Le dichiarazioni integrali Rosella Sensi a Radio Radio:

Che effetto fa la Curva Sud divisa?

Io stessa sono stata oggettto di numerosissime contestazioni quando la Roma gravitava tra il secondo e il quasi ingiustificato terzo posto, ma la Curva Sud era lì e dovrà sempre essere lì. Per i giocatori deve essere il dodicesimo uomo in campo. Mi auguro che risolvano la cosa al più presto perchè l’Olimpico senza la Sud non è più la stessa cosa.

La Roma può vincere lo scudetto?

Non mi fate parlare per favore…

Rosella Sensi sindaco di Roma, ci ha mai pensato?

Assolutamente no. Per un lavoro simile ci vogliono doti politiche e manageriali, oltre ad un impegno 48 ore su 24. E’ necessaria una presenza assidua, e non ci sipuò improvvisare in simili ruoli.

Cosa le manca della Roma?

Quella bellissima esperienza è finita in ambito presidenziale, ma continua per me in quanto tifosa. nel calcio femminile è tutto diverso, ma non meno passionale. Spero che i problemi vengano risolti e si possa finalmente iniziare il campionato.

Come sta vivendo questo periodo di fine carriera per Totti?

Francesco può essere utile ala Roma anche giocando da fermo. Spero possa smettere personalmente, per tutto quello cha ha dato alla squadra e al calcio italiano in generale. E’ ancora l’unico simbolo, ed ha dimostrato ai giovani che è possibile fare scelte di vita importanti continuando a vestire un unica maglia.

 

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