Rugani e Romagnoli: ridimensionati i gemelli del NO-Goal

Pubblicato il autore: Massimo Scialla Segui

rugani e romagnoli

Sette giornate di campionato trascorse, quasi un quinto della competizione è già volato via. Alla vigilia della stagione c’erano molti punti di interesse che incuriosivano i più. Ma mentre il livellamento tra le prime forze del campionato non ha tardato a farsi notare, i progressi di quelli che fino a questa estate erano definiti – e lo sono comunque tuttora – il futuro della retroguardia della nazionale azzurra, hanno stentato a mostrarsi al grande pubblico. Sì, perché Rugani e Romagnoli, passati durante il calciomercato estivo rispettivamente alla Juventus dall’Empoli ed al Milan dalla Roma, ognuno a modo proprio, hanno lasciato un principio di delusione negli appassionati che su di loro erano pronti a scommettere.
I due hanno comunque risposto alla chiamata in nazionale di Luigi Di Biagio, e scenderanno in campo, probabilmente da titolari, nella partita dell’Italia under 21 contro la Slovendia di domani, giovedì 8 ottobre. Ciò che fa riflettere sono però i momenti di Rugani e Romagnoli nei rispettivi club di militanza.

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RUGANI – Classe 1994, nato a Lucca, cresciuto nelle giovanili della Juventus. Daniele Rugani ha giocato gli ultimi due campionati nell’Empoli, con cui ha conquistato una promozione dalla B, per poi far parlare di sé come uno tra i difensori più in luce di tutto lo scorso campionato. Classe nei piedi, stacco imperioso, fiuto del gol ma, soprattutto, pulizia negli interventi. In tutta la stagione il ventunenne è riuscito a non rimediare neanche un cartellino, dato che acquisisce un valore doppio se conseguito dal centrale difensivo di una neopromossa.
La seconda metà del suo cartellino, in comproprietà tra Empoli e Juventus, viene riscattata a febbraio dai bianconeri, così Rugani passa in estate alla corte di Massimiliano Allegri. Davanti a lui, nelle gerarchie, mostri sacri come Chiellini, Bonucci e Barzagli, senza contare che la difesa preferita del mister conta quattro uomini, quindi solo due centrali e non tre. Il risultato però è forse eccessivamente penalizzante, per un giovanissimo difensore centrale che ha bisogno di non perdere l’abitudine alla competizione: nessun minuto giocato in Serie A, e due soli minuti strappati in Champions League per difendere la vittoria contro il Siviglia.
Rugani avrà senza dubbio i suoi spazi nell’arco della stagione: l’impegno della Coppa Italia sembra ritagliato apposta per lui, ma la sua crescita dovrà passare inevitabilmente per un numero di impieghi superiore, almeno in campionato.

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ROMAGNOLI – Analogo il discorso per il classe ’95 di Anzio: cartellino di proprietà della Roma, stagione 2014/2015 in prestito alla Samp e cuore biancoceleste. Dopo un ottimo campionato in maglia blucerchiata Alessio Romagnoli punta i piedi per andar via da Trigoria e la dirigenza giallorossa, forte di una valutazione importante del ragazzo da parte di tutti gli addetti ai lavori, riesce ad ottenere dalla sua cessione al Milan – cui nel frattempo è approdato Sinisa Mihajlovic – una cifra che a seconda dei bonus si attesterà intorno ai 28 mln di euro. Una fortuna.
Con i rossoneri, all’opposto di Rugani con la Juve, il ragazzo gioca eccome, ma ottiene risultati non esaltanti: in sei presenze colleziona due cartellini gialli ed un rosso per somma d’ammonizioni ma, quel che è peggio, il suo Milan incassa 8 reti, certo non solo una sua responsabilità. L’impressione è che la folle spesa affrontata da Berlusconi e Galliani non sia stata congrua al rendimento effettivo del calciatore, di sicuro non a quello attuale.

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Il valore della coppia costituita da Rugani e Romagnoli è indiscutibile, i due hanno davanti una lunga strada, che potrà essere costellata di successi. Strada che però comincia in salita. Ripida.

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