Dove può arrivare questo Napoli?

Pubblicato il autore: Gennaro Esposito

Napoli
Dopo tre giornate non all’altezza delle aspettative (sconfitta con il Sassuolo e pareggi con Sampdoria ed Empoli) e dopo ben 6 gol subiti, il Napoli ha cominciato a macinare gioco e punti rispettando la profezia di Sarri, che aveva dichiarato che all’inizio della stagione la squadra avrebbe avuto difficoltà ad assimilare i nuovi movimenti. La difesa del presidente De Laurentiis è stata immediata e dopo 12 giornate di campionato gli azzurri si ritrovano al quarto posto in classifica (a 2 punti dalla vetta) ed a punteggio pieno dopo quattro partite di Europa League.
Quel gioco avvincente e difensivamente quasi perfetto dell’Empoli ammirato l’anno scorso, è come se fosse stato trasferito nel Napoli con protagonisti di maggiore qualità e sacrificio tattico.
Il tallone d’achille dei partenopei è stato negli anni passati, è risaputo, la fase difensiva: ebbene la squadra nelle ultime 9 partite di campionato ha subito soltanto 2 gol, contro Juventus e Fiorentina. Lo storico punto debole si è trasformato nel giro di qualche settimana in un punto di forza impressionante e determinante per le sorti della squadra.
Merito in primis dell’organizzazione collettiva e della cura dei dettagli di Maurizio Sarri, un tecnico che non lascia nulla al caso ed esige massima concentrazione dai suoi ragazzi in ogni momento della partita. La ritrovata esperienza di Pepe Reina tra i pali, di cui si è sentita la mancanza l’anno scorso, trasmette fiducia e sicurezza alla difesa ed in primis a Kalidou Koulibaly, il difensore forse più forte in prospettiva della squadra che sta disputando una stagione incredibile grazie proprio ai consigli e alla sicurezza trasmessa dal portiere spagnolo.
Raul Albiol è tornato a guidare la difesa, Hysaj è la sorpresa che non ti aspetti considerate le prime partite (da terzino sinistro) non proprio irresistibili, Ghoulam sta imparando anche ad essere sempre più affidabile in fase difensiva, oltre ad avere la solita propensione all’attacco ed un piede davvero niente male.
E’ il momento poi del centrocampo, il vero fulcro del gioco del Napoli: negli anni passati la mediana napoletana era quasi invisibile a causa del 4-2-3-1; Jorginho in qualità di regista sta dimostrando a tutti che quello di Verona non era una meteora, e non a caso si parla anche di una possibile convocazione in nazionale per lui. Hamsik gioca nel suo ruolo preferito, quello di mezz’ala sinistra, pronto con i suoi filtranti a scardinare qualsiasi difesa. Il mastino Allan è forse l’acquisto più convincente di questa stagione, un vero lottatore che abbina a tanta quantità anche una qualità immensa.
Il tridente d’attacco è rimasto invariato: Insigne sembra nella fase di maturazione completa, Callejon con il suo solito lavoro sporco sulla fascia destra è imprescindibile per l’equilibrio della squadra, e una menzione a parte la merita Gonzalo Higuain. L’argentino non è mai stato più determinante e concentrato di così, ha ritrovato il sorriso e si sta letteralmente caricando la squadra sulle spalle per portarla verso traguardi ambiziosi. Il tutto incorniciato da una panchina di tutto rispetto: Chiriches, Maggio, Valdifiori, Mertens, El Kaddouri, Gabbiadini e via dicendo.
Mai come quest’anno la squadra sembra essere matura e determinata ad arrivare in alto: sono un indizio le vittorie contro Chievo, Palermo e Udinese, “piccole” che in passato rappresentavano le vere bestie nere della squadra partenopea.

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