Iturbe si copia in bella: Bologna Roma per diventare scolaretto modello

Pubblicato il autore: Massimo Scialla

Bologna Roma iturbe

Fino ad ora, salvo rare eccezioni, lo abbiamo visto così Juan Manuel Iturbe: prestazioni pasticciate, disordinate, scarabocchiate dappertutto; paragrafi da mettere in ordine seguendo i numeretti, chiazze di bianchetto che magari basta, parentesi, asterischi e note a pie’di pagina. Insomma, i compiti in classe, per lo più a sorpresa, non sono quasi mai andati bene per l’attaccante argentino portato a Roma nell’estate del 2014, da un quasi paterno Walter Sabatini. Quasi materno, anzi, perchè proprio come una mamma non troppo lucida nei confronti di un figlio troppo bravo, troppo bello, troppo tutto, il diesse della Roma ci ha sempre tenuto a difendere non tanto l’investimento, quanto il giocatore, il ragazzo che, stando alle ultime dichiarazioni del dirigente, avrebbe risentito fin troppo del “frigorifero” messogli addosso dalla cifra esborsata per il suo cartellino.

Se Sabatini fa la mamma forse troppo chioccia, a Garcia tocca il ruolo di maestra, che quei compiti con tutto quell’inchiostro nei posti sbagliati ha dovuto correggerli: l’allenatore della Roma, messo alle strette dal più che convincente avvio di stagione di Salah, non ha concesso ad Iturbe molte occasioni per alzare la media. Il registro di classe è impietoso e, delle dodici presenze stagionali tra campionato e Champions League, mette in evidenza solo due apparizioni dal primo minuto nell’undici in campo, dal quale l’alunno Iturbe è stato peraltro “cancellato”, gomma alla mano, una volta al 50esimo ed una al 45esimo minuto.

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Stavolta, il compito in classe è pressochè annunciato per Iturbe: con Salah ai box per almeno altre due settimane e lo stop quasi certo di Gervinho contro i Felsinei , il ventiduenne mancino di origini paraguaiane ha da tempo dato inizio a tutti i preparativi del caso per evitare il temuto “impreparato”, sempre che l’allenatore decida di dargli una chance – in caso contrario la bocciatura anticipata sarebbe quasi evidente: lo immaginiamo aver messo in ordine tutte le sue penne, affilato le matite e piegato con minuziosa delicatezza i fogli protocollo, almeno cinque o sei, per star tranquilli; e soprattutto aver svuotato la boccetta di bianchetto, un po’come un alcolista di buona volontà fa con la vodka nel lavabo della cucina.

Tutti preparativi che l’alunno Juan Manuel, aveva già fatto in vista dei compiti a sorpresa da lui previsti in passato. Tutti preparativi che si erano rivelati perfettamente inutili quando, preso dall’ansia di far bene, il ragazzo aveva maldestramente gettato tutto per aria, cominciato a scrivere nevroticamente qualsiasi cosa gli passasse per la testa – non prima di essersi lasciato scoppiare tra le mani un paio di penne – e sfoderato una boccetta di bianchetto nuova di pacca, in preda ad una fibrillante crisi d’astinenza – ogni alcolista che si rispetti ha le sue scorte di vodka nascoste nel posto giusto per il momento giusto.

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La speranza, per il calciatore ma soprattutto per i tifosi della Roma, è che in due settimane di lavoro a Trigoria le paginette di bella calligrafia assegnategli da Garcia, diano all’alunno Iturbe la necessaria tranquillità per affrontare la gara contro un Bologna neopromosso. Se così fosse, lo studente avrebbe tutti i margini per recuperare pienamente nel secondo quadrimestre, magari per diventare uno dei primi della classe. In caso contrario, mamma-Sabatini potrebbe concretamente pensare di far cambiare scuola all’alunno Juan Manuel, già a gennaio.

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