L’Inter sempre in crisi comanda il campionato

Pubblicato il autore: Mattia Ravaglia

Inter - Mancini

Inter, è Crisi!

Il primo ad averla sintetizzata è stato Josè Mourinho che, dall’alto della sua grande intelligenza e comprensione del mondo dell’informazione e dei mass media, l’aveva riassunta con due semplici e allo stesso tempo complesse parole: prostituzione intellettuale. Ebbene, proprio dall’addio del tecnico di Setubal, l’Inter ha avuto negli anni un escalation di articoli più o meno pessimistici (mi sbilancio e posso portare l’asticella verso il segno più) da parte dei maggiori quotidiani italiani che talvolta criticavano il gioco della squadra neroazzurra, talvolta il metodo con cui il mister di turno si rapportava con i giornalisti (i casi più eclatanti sono avvenuti con Walter Mazzarri), finendo con le prestazioni altalenanti dei giocatori più rappresentativi (Milito, Sneijder e Julio Cesar su tutti).
Se per gli anni passati sono stato d’accordo più o meno in toto con le accuse mosse all’Inter, sia a livello di squadra sia a livello societario, da quest’anno è ancora più evidente come vi sia una campagna denigratoria nei confronti della squadra di Mancini che, quasi quotidianamente, si vede accusata di questo o quell’altro problema, nonostante sia in testa al campionato di Serie A andando ben oltre ad ogni più rosea aspettativa.

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L’Inter non incanta, ma vince

All’Inter vengono imputate diverse problematiche, alcune anche veritiere, che cercherò di riassumere nelle prossime righe e a cui cercherò di rispondere nella maniera più oggettiva possibile:

L’Inter è una squadra che segna poco, pochissimo: ha infatti siglato la miseria di 12 gol in 12 partite di questa Serie A – esattamente di 1 gol a partita – con una media che assomiglia tantissimo da squadra da retrocessione; il capocannoniere della squadra è Stevan Jovetic, a pari merito con Mauro Icardi, con 3 gol segnati in questa prima parte di stagione. Su questo argomento sono stati scritti fiumi e fiumi di inchiostro, riempite pagine di giornali sulla crisi dei giocatori offensivi dell’Inter – Jovetic che gioca con la paura di farsi male e saltare la nazionale, Icardi che è un giocatore viziato, Perisic che è stato un acquisto al di sotto delle aspettative, Palacio che è un giocatore che non può più giocare a questi livelli – e di quanto la squadra di Mancini stia faticando.
La cosa che si evince da questi dati però è che la squadra interista è dannatamente cinica e capace di portarsi a casa la vittoria con il minimo sforzo: sono infatti 7 le partite in cui l’Inter ha vinto con il risultato di 1 a 0, certamente non il massimo dal punto di vista del gioco ma quello che conta sono i 3 punti e, con una difesa che ha subito solo 7 gol in 12 partite di campionato (media che scende a 3 gol in 11 partite, escludendo la drammatica partita con la Fiorentina), portarsi a casa il bottino pieno è tutto più facile.

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L’altra grande problematica che viene chiamata a gran voce dai giornalisti è il non-gioco dell’Inter. Roberto Mancini ha imbottito la mediana dell’Inter con giocatori muscolari come Medel, Kondogbia e Felipe Melo, decidendo di rinunciare alla qualità: il motivo della cessione di Kovacic al Real Madrid è lampante in questo caso. Questo punto mi trova d’accordo: l’Inter è una squadra creata per concedere molto poco agli avversari e cercare di colpire in contropiede, con il tridente offensivo incaricato di dare qualità alla manovra neroazzurra. L’Inter non so se sarà mai in grado di mostrare un bel gioco ai livelli del Napoli o della Fiorentina (gli interpreti contano molto nel gioco del calcio), certamente i margini per migliorare ci sono e, finchè i neroazzurri vincono giocando male, nessun obbiettivo andrebbe precluso in partenza alla banda di Mancini.

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