Roma Iago Falque: «L’obiettivo è vincere, spero di restare a lungo»

Pubblicato il autore: Massimo Scialla

Roma Iago Falque

ROMA IAGO FALQUE: LO SCETTICISMO INIZIALE – Nella mattinata di oggi, il calciatore della Roma, Iago Falque, è intervenuto ai microfoni di Roma Radio, house organ della società giallorossa. La prima parte di stagione del jolly spagnolo è risultata fortemente positiva, nonostante lo scetticismo generale della piazza che, dopo l’acquisto del suo cartellino da parte di Sabatini a luglio, si era mostrata impaziente di accaparrarsi sul mercato giocatori di maggior blasone.
Lo spagnolo, rientrato nella trattativa che ha riportato Bertolacci momentaneamente a Trigoria, si è detto desideroso di rimanere per molti anni a Roma, città che ha definito  «Il posto perfetto».
Chissà che la dichiarazione del calciatore non sia una piccola frecciatina a chi, contestualmente al suo arrivo, aveva maliziato sulla singolare propensione ai trasferimenti di Iago Falque, che a soli 25 anni ha già vestito la maglia di sei diversi club, senza ovviamente contare le giovanili.

ROMA IAGO FALQUE: LE PAROLE – Di seguito riportiamo il resto dell’intervista al centrocampista della Roma:

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Sulla stagione della Roma:
«Sappiamo quali sono le nostre forze, abbiamo una rosa con giocatori top. La strada è quella giusta, nell’ultimo mese abbiamo infatti giocato delle grandi partite. Speriamo di vincere qualcosa quest’anno, penso che questo alla fine sia l’obiettivo di tutti noi».

Sull’impiego tattico nel derby:
«E’ un ruolo che ho ricoperto anche da piccolo. Mi piace perché mi permette di partecipare di più alla manovra delle squadra. Rudi Garcia me l’aveva anticipato qualche giorno prima, ci abbiamo lavorato un po’ e per fortuna è andato tutto bene».

Sullo spogliatoio:
«Sto molto bene, vado d’accordo con tutti. Ognuno è ovviamente diverso, ha il suo carattere, e anche questo permette di fare gruppo. Se tutti fossero come me o Nainggolan non sarebbe una cosa buona. A parte gli scherzi, stiamo andando bene e, soprattutto, ci sentiamo bene».

Sul rapporto con il calcio italiano:
«Ho affrontato da subito lo scetticismo italiano, ma i conti si fanno sempre alla fine. Al tempo avevo fiducia perché pensavo che il Genoa fosse giusto per me. Anche la Roma è una dimensione giusta in questo momento. Per fortuna sto giocando molto qui e ho la fiducia del mister: è una sensazione molto bella».

Sugli spagnoli in Serie A:
«Io dico che italiani e spagnoli sono molto simili, per me Roma è come la Spagna. E’ vero, prima gli spagnoli facevano fatica qui, ma adesso no. Ce ne sono tanti che sono stati importanti in Serie A come Llorente fino all’anno scorso e adesso Marcos Alonso, Callejon. L’elenco è molto lungo».

Sulla sfida al Barcellona:
«La città è particolare e negli ultimi anni è uscito fuori il tema dell’Indipendentismo. Comunque è un orgoglio tornare a giocare una partita lì al Camp Nou ed è una grande fortuna per tutti noi giocare contro il Barcellona in Champions League, perché significa che sfidiamo i club migliori e che quindi tutti gli sforzi fatti vengono ripagati. Ritroverò poi anche qualche compagno di quando ero lì nelle giovanili, come Messi, Busquet, Sergi Roberto, Jordi Alba e altri. Ne conosco davvero tanti».

Sulla città:
«Vado al centro due volte alla settimana con la mia ragazza. La gente mi ferma? Sì capita, ma a volte i tifosi non mi riconoscono e quindi passeggio tranquillamente. Mi trovo benissimo perché la gente mi tratta bene».

Sulla vita privata:
«Ho una vita normale. Il calcio è il mio lavoro ma oltre a questo mi piace girare per il centro della città, faccio cose che facciamo tutti. Ho un cane, Chato, che è il re della casa. Lì comandano Chato e la mia ragazza. Però mi piace cucinare, soprattutto cose semplici. Con la mia ragazza abbiamo un accordo: io cucino e lei sistema tutto alla fine della cena».

 

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