Sampdoria Fiorentina 0-2: i viola tornano in vetta, Samp da dimenticare..

Pubblicato il autore: Susanna Terribile

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SAMPDORIA FIORENTINA. 
 La dodicesima giornata di Serie A si chiude con l’espugnazione dello stadio ligure di Marassi, imbattuto nella sua compagine blucerchiata per quanto riguarda il campionato 2015-16. Le prospettive per entrambe le squadre al momento di scendere in campo erano tante e tutte molto allettanti: in generale, la gara tra Sampdoria-Fiorentina avrebbe potuto proiettare il Doria tra le contendenti alle prossime coppe europee e i viola in cima alla classifica di Serie A.

Alle 20.45, al momento di scendere in campo, sia Walter Zenga che Paulo Sousa hanno riservato poche sorprese, confermando in linea di massima le formazioni annunciate dai bookmaker alla vigilia dell’incontro: Sampdoria con il 4-3-3, mentre la Fiorentina ha preferito il 3-4-2-1 per cercare la vittoria esterna sul campo del Ferraris.

Zenga sceglie Eder e Muriel insieme a Carbonero, mentre Cassano si siede come di consueto in panchina: a centrocampo tutto regolare con il solito Soriano che ha tentato di fluidificare le palle tra l’attacco e il centrocampo, quest’ultimo composto anche da Barreto e Fernando. In difesa davanti a Viviano ci sono Pereira e il rientrante De Silvestri, mentre in difesa Silvestre e Zukanovic sono oramai la coppia collaudata del tecnico blucerchiato. Fuori Cassani, mentre gli indisponibili sono ancora Correa e Krsticic.

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Dall’altra parte Sousa aveva a disposizione quasi tutta la rosa viola, ma alla fine ha schierato Tatarusanu a tutela della porta, Roncaglia in difesa, Gonzalo Rodriguez e Astori per lanciare Pasqual. Badelj e Vecino completano il reparto insieme a Bernardeschi preferito a Błaszczykowski che è rimasto seduto in panchina insieme a Babacacar e Giuseppe Rossi, mentre Kalinin è partito dal primo minuto come unica punta. Borja Valero e Ilicic sono stati impiegati sulla trequarti.

SAMPDORIA FIORENTINA. Primo tempo. Ottimo avvio per la Fiorentina che ha approfittato già al 9′ del fallo di mano in area di Zukanovic  per passare subito in vantaggio, attraverso un calcio di rigore battuto da Ilicic . La squadra di Paulo Sousa ha dominato quasi sempre il capo di Marassi, sfoggiando tu
tta l’organicità calcistica di questa Fiorentina bella, ma fallosa nella prima fase di gioco: già al 6′ gli gioco l’arbitro Russo annota sul taccuino sia Badelj che Vecino -entrambi ammoniti per aver contrastato scorrettamente il contropiede di Eder. Invece la Sampdoria era praticamente addormentata sotto gli occhi del suo stesso pubblico.  L’unico momento in cui i blucerchiati hanno fatto sentire la loro presenza nel primo tempo è stato quando cera da protestare per il rischiosissimo malo di mano del già segnato Vecino, tuttavia l’arbitro concede la grazia ai toscani e fa proseguire. Scampato il pericolo, la squadra di Paulo Sousa ha continuato a mostrarsi organizzata e consapevole. Bernardeschi, Ilicic e Kalinin hanno agitato non poco la difesa doriana.  Ed è solo grazie a una prodezza di  Viviano che il primo tempo non si è chiuso con un passivo più pesante per la squadra di Zenga.

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SAMPDORIA FIORENTINA. Secondo tempo. Anche dopo l’intervallo la Fiorentina ha spinto sull’acceleratore. In particolare, Bernardeschi si è trovato molto spesso faccia a faccia con Viviano che è riuscito ad arginare il difensore. Al 13° minuto del secondo tempo, la splendida triangolazione tra Kalinic e Ilicic scorre liscia fino all’area piccola dove il croato è liberissimo di spingere dentro la palla praticamente a porta vuota. Con il goal dello 0-2 la gara si è praticamente spenta, nonostante mancassero più di trenta minuti al taglio di Russo. Dopo la seconda rete, la Sampdoria ha mostrato soltanto i suoi difetti organizzativi, non essendo stata capace di creare qualcosa in tutto il match.
Nella prossima giornata Zenga  e i suoi affronteranno in trasferta l’Udinese reduce dalla dignitosa sconfitta in casa del Napoli di Sarri. Derbi tutto toscano invece per la fiorentina che ospiterà l’Empoli di Giampaolo che, nella partita delle 15 contro la Juve, ha fatto tremare la panchina di Massimiliano Allegri. 

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