Giovani Serie A, il paradosso del Chievo

Pubblicato il autore: Alessandro Cipolla

giovani Serie A

Giovani Serie A un binomio che proprio non piace al nostro calcio. Durante gli ultimi anni, da quando è scoppiata la bolla dell’insostenibilità economica dei periodi di Cragnotti e Tanzi per intenderci, che da ogni parte del mondo del pallone nostrano si sentono solo due dogmi : stadi proprietà e puntare sui giovani. Sul primo tema meglio soprassedere al momento, sul secondo invece l’ipocrisia è ancora più lampante. Perchè quando dalla parole si devono passare ai fatti ecco che esce esattamente l’opposto dei buoni propositi, basta guardare le cifre. Il campionato di Serie A è infatti il secondo campionato con la media età più alta, ben 27,3 anni. Ma naturalmente non ci si può accontentare della medaglia d’argento, così ci ha pensato il Chievo Verona a regalarci una, non invidiabile, medaglia d’oro : la squadra con l’età media più alta al Mondo, 30,1 anni.

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Naturalmente bisogna dare atto all’autentico miracolo compiuto dal Chievo e dal suo presidente Campedelli negli ultimi anni. Una squadra di un quartiere di Verona capace non solo di stabilizzarsi nel nostro campionato italiano da anni ormai, ma di arrivare anche a disputare i preliminari di Champion League. Altro fatto da non trascurare sono i conti dei gialloblù storicamente sani, avendo sempre scelto di perseguire la strada dello spendere quello che era nelle possibilità. Il fiore all’occhiello poi dei mussi sarebbe lo scudetto del Campionato Primavera vinto nell’anno 2014, battendo in finale il Torino ai rigori. Un tricolore che significava che, oltre alla prima squadra, la società scaligera abbia anche pensato a costruire una base giovanile adeguata, capace addirittura di mettere in riga squadre che spendono cifre anche dieci volte superiori per il settore giovanile. Ma allora perchè il Chievo è la squadra più vecchia ?

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Andiamo a dare un’occhiata alla rosa che vinse lo scudetto giovanile. Di quella squadra nessuno dei componenti attualmente fa parte della prima squadra anzi, addirittura esclue le poche presenze di Da Silva in pochi hanno calcato il terreno della Serie A anche negli anni passati. La maggior parte dei ragazzi ora è in prestito in Lega Pro, lo stesso Da Silva che sembrava il più promettente è parcheggiato al Chievo. Come è possibile che una squadra che riesca a vincere il campionato Primavera poi non piazzi almeno un giocatore nel massimo campionato ? Comunque non cambia molto se guardiamo all’altra finalista, il Torino. Anche di quella squadra nessuno è nella prima squadra, con gli unici due giocatori in Serie B i promettenti mancini Barreca e Aramu che comunque probabilmente dalla prossima stagione vestiranno la maglia granata. Il bomber di allora Gyasi è anche lui in Lega Pro, alla Carrarese per esattezza.

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Qui ci troviamo ad un bivio. O questi ragazzi si sono un pò tutti persi per strada, oppure la fiducia da dare ai giovani è solo a parole. I dati parlano chiaro a riguardo. Anche i deludenti risultati delle nostre rappresentative giovanili nazionali dovrebbero far accendere più di un campanello d’allarme. I nostri ragazzi devono essere inseriti nelle prime squadre e deve esser dato loro anche la possibilità di sbagliare, ma purtroppo l’isteria che attanaglia il nostro attuale pallone fa si che si cerchi sempre il meglio oggi senza pensare al domani.

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