Infortuni Milan, chiamatelo DisastroLab! Storia di un fallimento

Pubblicato il autore: Gianluca Cedolin

Infortuni Milan
Infortuni Milan, da MilanLab a DisastroLab
– Quando venne fondato nel 2002, Adriano Galliani disse che MilanLab era la cosa che lo rendeva maggiormente orgoglioso di tutta la sua carriera rossonera. Struttura medico-sportiva all’avanguardia, pensata dal chiropratico Jean Pierre Meersseman, diventa in breve il fiore all’occhiello del plurititolato club rossonero, tanto che nel 2009 una nota del sito recita: “MilanLab ha consentito nell’arco di tre stagioni di diminuire il numero degli infortuni non causati da traumi di gioco di circa il 90%“.

Sono passati solo sei anni da quel proclama, ma a rileggerlo adesso vieni quasi da ridere (o da piangere) pensando a quanto nell’ultimo periodo il Milan sia stato falcidiato dai problemi fisici, soprattutto muscolari. Se Alexandre Pato rappresenta un caso emblematico (oltre 70 partite saltate in rossonero e quasi 20 infortuni) e triste di un fenomeno rovinato dai suoi muscoli fragili (e mal allenati?), sono i tanti altri giocatori costretti a lunghi stop a far precipitare MilanLab (e in generale tutto lo staff, in quanto il Lab ultimamente lavora meno con la prima squadra) nell’occhio del ciclone.

Infortuni Milan, vedono rossonero e si rompono – Spaventa soprattutto il fatto che giocatori dapprima integri una volta arrivati in rossonero abbiano iniziato ad accusare magagne fisiche, e viceversa calciatori spesso infortunati al Milan una volta andati via non si siano fatti male (lo stesso Papero da quando ha lasciato San Siro ha saltato solo una partita).

Tralasciando infortuni quasi inspiegabili, ma non per questo meno preoccupanti, come l’ictus di Antonio Cassano e i problemi all’occhio di Gennaro Gattuso, basta sfogliare la cartella clinica degli uomini di Mihajlovic per scoprire che qualcosa non va. Andrea Bertolacci in 4 mesi di Milan ha saltato 9 partite, tutte per infortunio muscolare (prima adduttori e poi bicipite femorale), mentre durante tutti gli anni precedenti di carriera era mancato in sole 11 occasioni. Ancora peggio se possibile capitan Montolivo, rimasto ai box per 48 partite in 3 anni e mezzo in rossonero (18 volte a causa di dolori muscolari) e solo 14 volte tra Fiorentina e Atalanta. E Jeremy Menez, che fine ha fatto? Il francese aveva saltato solo 9 partite in carriera prima di arrivare a San Siro, mentre in un anno e mezzo al Diavolo ha toccato recentemente quota 20. Si potrebbe andare avanti tanto, da De Jong (40 partite saltate, con di mezzo tuttavia anche la rottura del legamento) a Alex (14 assenze in un anno e spiccioli), fino ad arrivare a chi, come Aly Cissokho, al Milan non era nemmeno arrivato per un’errata diagnosi di MilanLab. Il terzino sinistro, in procinto di arrivare a Milanello dal Porto, era infatti stato bloccato alle visite mediche per dei presunti problemi ai denti, salvo poi approdare al Lione e giocare 60 partite in due anni senza neanche l’ombra di un infortunio.

Infortuni Milan, le parole di Zlatan e Riky – In passato non sono mancate le stoccate di grandi campioni che tanto hanno dato alla causa rossonera e che, pur avendo lasciato il cuore (e tanti trofei) a Milano, non hanno potuto fare a meno di criticare lo staff medico del Milan. All’indomani dello Scudetto perso in favore della Juventus nel 2012, Zlatan Ibrahimovic non le aveva mandate a dire a Daniele Tognaccini, capo dello staff dei preparatori di Allegri, rinfacciandogli i carichi di lavoro eccessivi e i troppi infortuni (in una trasferta di quel campionato a Verona il Milan si era presentato con addirittura 14 indisponibili), oltre alla cattiva gestione di alcuni suoi compagni come Thiago Silva, rischiato contro la Roma e perso fino a fine stagione, e Pato, che al Camp Nou era entrato e uscito nel giro di qualche minuto.

Le statistiche davano ragione al campione svedese: nel 2012 le assenze dei giocatori del Milan erano state 307 in 38 giornate di campionato, con una media di 8,07 a partita. Il doppio rispetto a quelle delle altre grandi come l’Inter (179) e la Roma (154), e ben sei volte tanto quelle del Napoli (71) e della Juve (44).

Nemmeno Riky Kakà era andato leggero con lo staff rossonero. Tormentato dalla pubalgia negli ultimi anni di Milan, in un’intervista rilasciata a un giornale brasiliano aveva dichiarato: “Sono migliorato di più in una settimana in nazionale che in cinque con il Milan”.

Anche quest’anno era iniziato sotto auspici migliori. Un articolo di Calciomercato.com del 3 marzo 2015, racconta che nei primi due mesi dell’anno gli infortuni erano stati ben 21, di cui addirittura 12 di natura muscolare.

Il ritorno del Diavolo sui palcoscenici che gli spettano passa anche da questo, da una miglior gestione degli infortuni e della preparazione. Specialmente in un periodo in cui i rossoneri non hanno la rosa migliore degli ultimi anni, e anche un’assenza potrebbe rivelarsi decisiva. Se nel 2002 era all’avanguardia, adesso MilanLab va rivisto e migliorato, prima che diventi un vero e proprio DisastroLab.

I dati relativi agli infortuni sono stati presi da Transfermarkt.it

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