Milan, quante prime volte a Frosinone!

Pubblicato il autore: Valerio Nisi

IM_Abate  C’è sempre una prima volta. Verrebbe da pensare a questo detto dopo aver visto la partita del Milan di ieri pomeriggio a Frosinone. Nella 17esima giornata di Serie A la squadra di Mihajlovic ha fatto quello che doveva fare, vincere per mantenere vive le speranze europee, Champions o Europa League che sia. E dopo il passaggio del turno in Coppa Italia di giovedì scorso il 2015 si chiude per i rossoneri in modo meno amaro. Quarti di finale raggiunti nella coppa nazionale con un percorso non proprio impossibile verso la finale e 28 punti in campionato con il sesto posto acquisito possono far ben sperare un Milan che ha mostrato a tratti, e questo rimane il vero problema, di saper giocare a calcio. Certo, resta ancora la delusione per i quattro punti persi per strada con i pareggi contro l’ultima e la penultima della classe, che avrebbero portato il Milan a 32 punti a pari merito con la Roma e a quattro distanze dalla vetta detenuta dai “cugini” interisti. Ma al momento c’è da prendere quanto di buono fatto, sempre a sprazzi, nelle ultime due trasferte della settimana appena conclusasi a Genova e a Frosinone. E’ un Milan che, a differenza delle abitudini degli ultimi anni, sta mostrando una idea di gioco, seppur molto volubile. La difficoltà resta sempre la stessa in realtà, si gioca molto in orizzontale e poco in verticale, quel benedetto ultimo passaggio raramente viene dai piedi dei centrocampisti. Il gioco in orizzontale vuole dei terzini propositivi, che mettano cross su cross in area di rigore. Bene, questo non accade così di frequente in casa Milan.

A sinistra De Sciglio, destro naturale, sembra in costante difficoltà nel proporsi e crossare con un piede che non è il suo. A destra Abate corre e tanto, lo ha sempre fatto, ma non sempre i palloni messi al centro sono precisi. Non sempre è un eufemismo che vuole premiare la corsa del terzino cresciuto nella primavera del Milan. Ma non solo. Questa volta vogliamo premiare anche il suo primo gol in campionato, dove non segnava dal 2013, che ha consentito al Milan di raggiungere il pareggio contro il Frosinone a inizio ripresa. Gol che ha dato il la alla rimonta.

Ecco qui, un’altra prima volta del Milan di Mihajlovic. Fino a ieri i rossoneri non erano ancora riusciti a rimontare uno svantaggio. Una volta incassato un gol, il Milan aveva saputo al massimo pareggiare ma mai ribaltare la situazione. Frosinone è stato un passaggio fondamentale anche per questo motivo.

Prima volta in campionato anche per Alex, che aveva segnato il suo primo gol con la maglia del Milan il 17 maggio scorso, nella gara casalinga persa 3-2 contro il Sassuolo. Tra Toni e Ciofani nelle ultime due partite di Serie A non è riuscito mai a prenderne una di testa in difesa, ha sofferto molto la prestanza fisica dei due attaccanti di Verona e Frosinone. Ma di testa ha segnato, tutto solo indisturbato, il gol del 3-1 su calcio d’angolo battuto da Niang. Gol che aveva messo le cose sul binario giusto, se non fosse stato per il 3-2 segnato da Dionisi.

Ecco un’altra prima volta. Il giovanissimo e ancor più talentuoso portiere del Milan, Gigi Donnarumma, per la prima volta da quando difende i pali dei rossoneri subisce più di un gol. Gigio, come viene affettuosamente chiamato dai suoi amici e compagni, ieri al Matusa ha avuto qualche problema con i rinvii dal fondo, facendo arrabbiare un po’ Sinisa. Non tanto quanto Lopez lo aveva fatto infuriare contro il Genoa. L’età del ragazzino, 16 anni, ha giocato un ruolo fondamentale per Mihajlovic, che si è comportato più da padre che da tecnico. Due gol quindi subiti da Donnarumma, apparso visibilmente infastidito da questo suo record negativo. Nonostante la giovane età, se deve farsi sentire in campo, lo fa senza problemi. Le paure di una clamorosa rimota frusinate sono state scacciate via dal solito Bonaventura, con il definitivo 4-2.

Ed ecco l’ultima prima volta di Frosinone. Il Milan non aveva ancora segnato 4 gol in trasferta. Qualche settimana fa aveva messo 4 palloni in fondo alla rete di Viviano, nel 4-1 casalingo contro la Sampdoria, ma mai ancora in trasferta.

Segnali, numeri, idee, speranze. Il 2015 si è concluso così per il Milan. E nonostante le critiche, meritate o no, era da tempo che i rossoneri non arrivavano a fine anno potendo ancora sperare in qualcosa.

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