Napoli, a Bologna l’obiettivo è consolidare il primato

Pubblicato il autore: Gennaro Esposito

Napoli
Il Napoli domenica (ore 12.30) si appresta a vivere la prima partita, da 25 anni a questa parte, da capolista assoluta del campionato. Nessuna squadra in queste prime 14 partite è riuscita a conquistare più punti della banda di Sarri e l’obiettivo contro il rinato Bologna è quello di consolidare il primato e chissà, sperando in qualche passo falso delle inseguitrici, attuare una prima mini-fuga in testa alla classifica.
L’incontro di Bologna non sarà facile: il Dall’Ara è tradizionalmente uno dei campi più ostici per il Napoli e il Bologna, a dispetto della situazione in classifica che lo vede in piena zona retrocessione, sembra rigenerato dalle cure del nuovo allenatore, ex Napoli, Roberto Donadoni. Nell’ultimo turno in casa infatti i felsinei hanno fermato la più quotata Roma sul pareggio per 2-2, e nell’incontro precedente hanno nettamente battuto l’Atalanta con un secco 3-0. Incontro da affrontare con la dovuta concentrazione, anche se i numeri del Napoli sembrano parlare di una squadra inarrestabile: 18 risultati utili consecutivi, una sola sconfitta stagionale all’esordio contro il Sassuolo, 26 gol fatti (terzo migliore attacco dopo Roma e Fiorentina) e 9 subiti (miglior difesa insieme all’Inter) in questo campionato.
Il punto di forza dei partenopei non è solo il San Paolo: fuori dalle mura amiche, dove spesso nella passata stagione gli azzurri si lasciavano sopraffare, le partite senza sconfitte sono in totale 9, con 16 gol segnati e soltanto 3 subiti.
La preoccupazione dei tifosi azzurri è che questi numeri da record possano portare a un facile eccesso di sicurezza: spetta al mister, e ai giocatori stessi, estraniarsi da qualsiasi voce e restare concentrati fino alla fine. Questa è la formula vincente che permette alle grandi squadre di lottare fino alla fine per obiettivi importanti: il Napoli ha mostrato un’identità di gioco senza eguali in Italia, e se riuscirà a lavorare bene anche sull’aspetto mentale nessun obiettivo potrà essere precluso.
Lo sa bene De Laurentiis, che senza fare proclami invita alla calma e incita Sarri a continuare con il suo lavoro, fin qui ineccepibile. Proprio lui, Sarri: colui che dopo aver conquistato 1 punto nelle prime 3 partite, era finito immediatamente sul banco degli imputati, accusato dagli “addetti ai lavori” di poca esperienza e di incapacità nel reggere la pressione di una piazza difficile da gestire come quella napoletana. Forse con le prestazioni che i suoi giocatori hanno mostrato negli ultimi 3 mesi, le opinioni sul toscano sono cambiate.
Maurizio Sarri è la dimostrazione di come, lavorando a testa bassa e senza prestare attenzione al curriculum o alle esperienze passate, si possono ottenere grandi risultati: il suo illustre predecessore, tale Rafael Benitez vincitore di Champions League e scudetti a destra e a manca, ha completamente fallito il suo lavoro alle pendici del Vesuvio, lasciando una squadra demoralizzata e svuotata psicologicamente. L’ex Empoli ha vestito quindi i panni del dottore ed ha curato in ogni aspetto una squadra che aveva soltanto bisogno delle giuste attenzioni e dei giusti metodi di lavoro per esprimere il suo enorme potenziale. Con buona pace dei “sapientoni” che a inizio stagione chiedevano la sua testa.
L’appuntamento ora è fissato a Bologna, obiettivo: continuare a sognare.

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