Serie A, Napoli-Inter 2-1: Top & Flop degli azzurri

Pubblicato il autore: Domenico Cicalese

Il Pipita è l'uomo più decisivo della Serie A
Dopo un inizio che lasciava presagire la solita partita da accademia del calcio, il Napoli si è imposto con un finale da infarto sull’Inter: al triplice fischio, il 2-1 degli azzurri significa sorpasso sulla squadra di Mancini e conseguente primo posto solitario in classifica. Per la gioia di quanti si aspettavano un gran match, quello del San Paolo può essere ritenuto, a ragione, lo spot perfetto per il calcio italiano: in questa stagione di equilibrio totale, in assenza di una squadra padrona del campionato, non poteva nascere partita migliore. La nona sinfonia di mister Sarri decreta la crescita di un gruppo, quello azzurro, partito tra le critiche e lo scetticismo generale e assurto in poco tempo a modello da seguire per chi voglia abbinare ai risultati, il gioco spumeggiante che tanto diverte i tifosi. Andiamo a vedere chi ha brillato in questo match, e chi invece si è reso protagonista di una prova non all’altezza della situazione.

TOP:

Gonzalo Higuain 9: come le vittorie finora conquistate dal suo Napoli, e come il numero che ne rispecchia appieno il carattere di bomber. Si inventa due gol straordinari, danza tra le maglie nerazzurre, viene a fare la sponda, allunga la formazione con strappi di velocità supersonica e compie il sorpasso che spedisce la squadra in vetta. E’ l’uomo più decisivo della Serie A, senza ombra di dubbio, e tutta la città lo celebra come fece con il suo più illustre (e divino) predecessore, verso la fine degli anni ’80. TOCCATO DALLA GRAZIA DIVINA.

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Reina 8: spettatore non pagante per la maggior parte del match, manda il Napoli in orbita, mettendo le mani sul primo posto, con la parata da Pallone d’Oro all’ultimo secondo sul colpo di testa al veleno di Miranda. Il suo guantone destro si trasforma in un muro invalicabile, grazie anche all’aiuto del “santo” palo, suo alleato quando le cose sembrano volgere nel verso sbagliato. L’anno scorso non c’era, e la differenza si nota tutta. PROVVIDENZA.

Jorginho 7,5: perché contro un centrocampo così fisico come quello di Mancini non è mai facile, per uno che si ferma ai 65 kg, fare la guerra. Ma Jorginho con Sarri è rinato e oltre a cucire il gioco come il miglior Xavi, si fa sentire bene in fase di rottura dell’azione avversaria. Sembra che non si muova, eppure corre più di tutti, solo che i suoi passetti delicati traggono in inganno perfino i più esperti di psicologia dello sport e del movimento umano. E’ il regista che il produttore cinematografico De Laurentiis desiderava da anni. La fantasia al servizio di Sarri. SPIELBERG.

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Allan 7: come le camicie che suda ogni volta che scende in campo. Il brasiliano si getta su ogni pallone come se non ci fosse un domani, ma non solo, perché quando c’è da giochicchiare con il pallone, marchio di fabbrica della sua nazione di nascita, Allan ci sa fare, eccome. Non esiste avversario che tenga fisicamente quando il numero 5 si mette a caricare come un toro scatenato. Nel finale perde un pizzico di lucidità, ma sfidiamo chiunque a percorrere 12 km a partita con l’intensità che mette in scena, senza sbagliare un allaggerimento. MONUMENTO.

FLOP:

Koulibaly 5,5: Non è la sua miglior prova, nonostante contro Icardi non abbia in pratica mai sofferto nel corso del primo tempo. Se l’argentino quasi non si vede in campo, i meriti non sono da ascrivere al senegalese, che nel frattempo abbina belle giocate sicure alla solita insensata irruenza che gli fa guadagnare un bel cartellino giallo dopo soli 11 minuti di gioco per un’entrataccia a 50 metri dalla porta di Reina. Nella ripresa va in affanno e non trasmette sicurezza al reparto, anzi, si mette a sbagliare qualche passaggio di troppo, e ricorda ai suoi tifosi, nel giorno in cui si festeggia il 33° anno della pubblicazione, il video di “Thriller” ideato dal genio di Michael Jackson. Serve il miglior Koulibaly per affrontare le vertigini da primo posto. OFFUSCATO.

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David Lopez 4: entra per far rifiatare Hamsik e dare al Napoli la barriera per arginare l’avanzata nerazzurra, e invece sbaglia tutto ciò che un altro, al posto suo, avrebbe amministrato con la dovuta saggezza. Doveva essere il frangilutti di Sarri, ma si è rivelato l’usciere che ha spalancato le porte al forcing finale dell’Inter. La prossima volta, caro David, mettici più impegno e, soprattutto, mostrati più determinato: si vede che la brillante prestazione in Belgio gli ha dato alla testa. Avrò confuso il nerazzurro della corazzata di Mancini, con quello del povero Bruges. OFFLINE.

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