Sotto l’albero del Napoli ci sono tre punti, il secondo posto e tanto carattere

Pubblicato il autore: Gennaro Esposito

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I tifosi del Napoli avranno fatto tutti gli scongiuri del caso in vista dell’ultima partita del 2015: il campo è quello di Bergamo, storicamente ostico e particolarmente sfortunato per gli azzurri.
Il primo tempo scorre senza particolari problemi: qualche amnesia difensiva, tanto possesso palla (sterile) e la sensazione che forse, quest’anno, si può vincere anche qui. Dopo 7 minuti dal fischio d’inizio del secondo tempo, ecco l’episodio che può decidere una partita: De Roon si improvvisa pallavolista in area baergamasca e regala un calcio di rigore al Napoli. Sul dischetto va il capitano, Marek Hamsik, desideroso di riscattarsi dal palo colpito proprio su penalty contro il Verona in Coppa Italia: stavolta la palla colpisce la traversa ma entra ugualmente.
Il tempo di esultare e di portare il pallone al centro, che l’Atalanta si esibisce in un’azione degna del miglior Barcellona e porta Gomez al pareggio immediato. Riecco gli antichi fantasmi, riecco le fragilità di una squadra che forse deve ancora fare i conti con la propria grandezza.
Il pareggio subìto dopo appena due minuti avrebbe tagliato le gambe di chiunque, ma il Napoli non si scoraggia e continua a giocare: al 62′ arriva il colpo di testa vincente di Gonzalo Higuain, che su calcio d’angolo firma il suo quindicesimo gol in campionato in 17 partite.
Manca un quarto d’ora alla fine, il Napoli è in vantaggio e tutto sembra nelle loro mani: ma al 74′ arriva l’episodio che rimescola completamente le carte e rischia di rovinare una partita data già per vinta. Jorginho perde la testa e nel giro di 3 minuti si becca due ammonizioni che lo fanno finire anzitempo sotto la doccia. Sarà quindi un quarto d’ora di sofferenza, nella bolgia di Bergamo e in 10 contro 11.
Ma qui si vede la vera forza dei campioni, il vero carattere di una squadra che proprio nelle difficoltà riesce a trovare le motivazioni giuste. Il Napoli si difende e sceglie di puntare sul contropiede: proprio uno di questi dà il via all’azione che porta Higuain a segnare la sua doppietta personale, il sedicesimo gol in campionato, a 5 minuti dalla fine.
C’è spazio fino alla fine per le sorprese in questa partita spettacolare: Paletta atterra Mertens, autore ancora una volta di 25 minuti di altissimo livello, e l’arbitro fischia il secondo rigore per il Napoli. Sul dischetto c’è ancora Hamsik, che sembra voler superare a tutti i suoi costi questo “tabù” penalty: niente da fare, palla alta sopra la traversa e nono rigore sbagliato su 16 calciati. Chissà, forse è il caso di pensare a un altro rigorista. Fatto sta che il Napoli conquista i 3 punti, si porta saldamente al secondo posto e fa passare delle feste serene e felici a tutti i suoi tifosi.
Nell’attesa di sapere il 2016 cosa riserverà a una squadra che ha totalizzato finora 16 vittorie, 5 pareggi e 2 sconfitte in 23 partite stagionali.

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