Addio a Garcia: l’uomo che riportò la speranza scudetto a Roma

Pubblicato il autore: Eugenio Usai Segui

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Adesso è ufficiale: Rudi Garcia non è più l’allenatore della Roma. A dare l’ufficialità ci ha pensato il Presidente Pallotta, il quale ha dichiarato: “A nome mio e di tutta l’AS Roma desidero ringraziare Rudi Garcia per l’importante lavoro svolto sin dal suo arrivo in Società. Insieme abbiamo vissuto momenti positivi ma riteniamo che questo sia il momento giusto per cambiare“. Il tecnico francese se ne andrà con i collaborato Blonchard e Fichaux e lascerà il posto a Luciano Spalletti, che avrà un ingaggio di tre milioni. Garcia se ne va lasciando una Roma a sette punti dalla prima in classifica e ancora in corsa Champions, con un bilancio di 61 vittorie, 35 pareggi e 22 sconfitte. Visti gli inizi della sua avventura giallorossa, non si poteva certo prevedere un epilogo così amaro per l’allenatore francese, il quale in merito ai suoi buoni risultati dei suoi primi due anni era seriamente preso in considerazione come l’artefice di un possibile quarto scudetto romanista. Il primo anno, partito con tutti i scetticismi della piazza, lo ha visto come uno dei coach più competenti del nostro campionato, abile a ridare linfa vitale ad una squadra scarica che collezionò due deludenti sesti posti nelle scorse stagioni. Con le sue dieci vittorie di fila ha fatto sognare la curva sud di un altro storico scudetto e fatto applaudire la società da tutta europa, ma non ha potuto nulla contro la Juventus, la quale ha dimostrato più dimestichezza con la mentalità scudetto e che ha raggiunto lo storico record di 102 punti. Tuttavia, il primo campionato di Garcia, oltre ad ottenere 85 punti (record capitolino in massima serie), è stato contraddistinto da un bel gioco e dal lancio di giocatori importanti come Strootman, Nainggolan, Gervinho e Florenzi.  Ma già dal secondo anno ha cominciato a formarsi una lieve frattura tra il tecnico e i tifosi. Eppure alle partenze la Roma era quella dell’anno passato, vincente e con brillantezza nel gioco. Garcia però fa un gigantesco passo falso dopo la sconfitta con la Juventus per 3-2 dichiarando più che convinto che la Roma avrebbe vinto lo scudetto, aggiungendo pressione ad una squadra che cominciava ad incontrare le prime difficoltà, sia per un Gervinho non esaltante come la stagione passata e per il grosso numero di infortuni che decima la squadra. Il crac arriva con il pesante 7-1 contro il Bayer Monaco, un risultato che fa crollare certezze e autostima di una Roma che partirà con una negativa involuzione a partire dal 2015, aggravata anche dall’uscita del girone in Champions. Garcia diventerà “Mr X” a causa di una lunga successione di pareggi in serie A e che a fine stagione saranno ben 13. I risultati incolori faranno in modo che una rinnovata Lazio li superi al secondo posto in classifica; solo con uno scatto d’orgoglio nel derby vinto 2-1, la Roma supera nuovamente i rivali e riesce a raggiungere il secondo posto, salvando in extremis una grigia stagione dove la Roma venne anche eliminata ai quarti di Europa League dalla Fiorentina.  Quest’anno anche sembrava che la Roma avesse qualcosa da dire in tema scudetto, grazie alle eccellenti prestazioni dei due velocisti Salah-Gervinho, che grazie ai positivi risultati hanno portato per una giornata i giallorossi in vetta, ma i problemi non sono scomparsi e la Roma è riuscita a farsi rimontare in maniera incredibile in partite che aveva praticamente già vinto, ripresentando vecchi fantasmi con la batosta rimediata contro il Barcellona per 6-1; si aggiungano la vergognosa sconfitta ai rigori contro La Spezia in Coppa Italia e un indegno passaggio agli ottavi Champions con un comico pareggio 0-0 contro il Bate Borisov. Gli ultimi due pareggi, soprattutto il rocambolesco 3-3 con il Chievo, hanno ridato la nomea di “Mr X” a Garcia, a cui però non deve essere dimenticato l’importante contributo dato in questi due anni e mezzo, ridando la speranza di una Roma trionfante ad una piazza fin troppo critica a volte.

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