La Juventus rimane indigesta per Spalletti

Pubblicato il autore: Eugenio Usai Segui

Spalletti

Il compito di Spalletti di risollevare la stagione della Roma e dargli un’identità di gioco, non è certamente tra i più facili; se ci aggiungiamo di trovare una Juventus in condizione strepitosa alla sua seconda partita della sua seconda esperienza romanista, dal difficile si passa all’impossibile. Chissà, magari con un pizzico di coraggio in più la Roma avrebbe potuto mettere in difficoltà i bianconeri, che non hanno giocato nella solita maniera brillante, ma l’esperienza negativa di Spalletti contro la Juventus gli consiglia di barricarsi. Per 75 minuti la barriera ha retto e forse poteva anche guadagnarlo quel punto prezioso, ma il calcio insegna che se una squadra è fin troppo passiva, il gol alla fine lo prende, e così è avvenuto. Chi critica l’atteggiamento fin troppo difensivista del mister di Certaldo, deve ricordarsi che, Spalletti contro la Juve ha totalizzato 2 punti in otto partite e ha preso diciotto gol dai bianconeri; perciò è meglio essere un po’ indulgenti nei suoi confronti.

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Facendo un po’ di cronistoria della sfide Spalletti-Juve, emergono i due pesanti 4-1 presi nella sua prima sfida nell’anno 2005-06 e quello del 2008-09, senza dimenticarci l’1-3 che lo costrinse a dimettersi. Magari al primo scontro perso da Spalletti, gli si può concedere l’attenuante di trovarsi davanti ad una delle Juventus più forti della storia e lanciatissima sullo scudetto (poi revocato per la vicenda Calciopoli), mentre la sua Roma era ancora in cantiere, un po’ come questa di adesso. I suoi due pareggi rendono meno amaro il suo score.Il primo punto che ottenne (1-1), sempre nella stagione 2005 -06, fu grazie al suo zampino facendo entrare il marocchino Houssine Kharja, che è ricordato dai tifosi giusto per quella rete che permise il pareggio giallorosso. Ma nel pari del 2007 – 08 la Roma buttò al vento una vittoria sicura: dopo il vantaggio di Trezeguet, Totti suonò la carica e mandò avanti la Roma con una doppietta. Il seguito ha dell’incredibile, la Roma sbaglia delle limpidissime occasioni da gol e non sfrutta il rigore sbagliato da Del Piero; assurda la rete mangiata a porta vuota da Simone Perrotta e strepitosa la doppia parata di Buffon su punizione e tiro ravvicinato. Il beffardo gol di Iaquinta frantuma il sogno di Spalletti di prendere i suoi primi tre punti contro i bianconeri. Lo stesso Iaquinta demolirà la Roma con una sua doppietta nel 4-1 della stagione dopo, dove alla sfida dell’andata (2-0) Del Piero segnò un favoloso gol su una punizione da 30 metri. Una altra cosa da dire è, che nonostante i negativi risultati, la Roma del primo Spalletti era ben diversa nell’identità e nel gioco, in cui quest’ultimo risultava più bello e veloce, fatto di passaggi di prima e di una manovra di gioco corale dove i giocatori conoscevano a memoria i movimenti dei loro compagni riuscendo a mettere in difficoltà qualunque squadra. Ma soprattutto, c’era un Totti più giovane e più decisivo e un De Rossi più propositivo in avanti e con una miglior visione di gioco, ben diverso da quello appannato della partita di ieri. Tralasciando la sfida spallettiana contro la Juve, il tecnico toscano deve vincere quella più importante e più difficile: ridare anima e gioco alla Roma.

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