Le pagelle Lazio a fine girone di andata: tanti flop, pochi top

Pubblicato il autore: Carmine Errico Segui

Pagelle LAzio girone di andata

Pagelle Lazio al termine del girone di andata

Se la Lazio è attualmente nona in classifica con 27 punti con un -4 di differenza tra i gol realizzati e quelli subiti, vorrà dire qualcosa. La stagione biancoceleste al giro di boa della Serie A non può assolutamente essere definita nemmeno sufficiente. Problemi di spogliatoio, di modulo, l’inserimento di nuovi calciatori, il calo dei “vecchi”, la crisi di alcuni pilastri della rosa sono solo alcune parti del problema. Inevitabilmente la brutta stagione dei biancocelesti lascia tracce nelle pagelle Lazio al termine del girone di andata e non possono essere voti positivi. Qui di seguito le pagelle Lazio al giro di boa della Serie A 2015-16.

PAGELLE PORTIERI

Marchetti. Una stagione strana per il portiere di Bassano del Grappa. Belle parata in alcune gare, leggerezze in altre. Un dato di fatto è certo: senza di lui la Lazio perde comunque qualcosa. Ma che rabbia quell’infortunio per ‘eccesso di esultanza’ al gol di Matri. 14 partite, 19 gol subiti, 5 partite senza subire gol. SENZA INFAMIA E SENZA LODE VOTO 6

Berisha. Senti il suo nome e sei improvvisamente preso da un attacco di panico. Tante tante tante leggerezze, ma si, chiamiamole con il loro nome: papere. Non dà sicurezza, sembra sempre che stia per compiere una ‘frittata’ e non è un caso che sia uno dei giocatori pronti a lasciare la Lazio a gennaio. 7 partite, 8 gol subiti, 2 partite senza subire golIMPANICATO voto 4.5

PAGELLE DIFENSORI

De Vrij. Solo due partite per lui lo rendono ingiudicabile. Sarebbe invece da giudicare e condannare lo staff medico della Lazio che con lui ha sbagliato dal primo momento. 2 presenze, 0 gol 0 assist. SFIGATO VOTO ng

Mauricio. Titolare per l’infortunio di De Vrij è riuscito nell’ardua impresa di far rimpiangere Cana. Stessi modi rudi, stessa mancanza di sicurezza. Otto ammonizioni in 13 partite potrebbero essere un record… se non ci fosse anche Gentiletti in squadra. Tanta fisicità e basta. 13 presenze, 0 gol, 0 assist. BRECCIA VOTO 4.5

Gentiletti. Forse la coppia di centrali difensivi più ‘spaventosa’ è proprio quella composta dall’argentino e da Mauricio. L’anno scorso sembrava poter diventare  un giocatore importante, lo è stato, e quest’anno tutti si aspettavano la conferma. Purtroppo è arrivata solo la conferma che anche lui non è un giocatore da Lazio. Sette ammonizioni in 13 gare anche per lui certificano una mancanza di scelta di tempo e una difficoltà netta a fermare gli avversari. 13 presenze, 0 gol, 0 assist. INCRINATO VOTO 4.5

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Hoedt. Probabilmente è il meno peggio della batteria di centrali della Lazio. Ha pagato lo scotto della Serie A ma ricordiamo che ha solo 21 anni e il futuro sembrerebbe dalla sua parte. Viste le mancanze degli altri, spicca di certo tra i suoi colleghi difensori. Bisogna continuare a dargli fiducia e permettergli di sbagliare per crescere. Le qualità ci sono. 11 presenze, 0 gol, 0 assist. ASPETTIAMOLO VOTO 6

Radu. Forse voleva e doveva lasciare la squadra nel mercato estivo. Difficile da spiegare in altri modi una involuzione da parte del rumeno, amatissimo per la grinta con la quale scende in campo. Grinta che, però, si è vista davvero poco quest’anno. È come se avesse perso ‘il fuoco’ e senza quello diventa un giocatore qualsiasi, sostituibile. 11 presenze, 1 gol, 0 assist. ANNACQUATO VOTO 5.5

Basta. Il corridore infaticabile ha un po’ faticato quest’anno. Qualche errore di troppo in fase difensiva e poca presenza in quella offensiva. La maglietta sudata la porta sempre a casa, ma non può bastare solo la sua grande voglia e i suoi polmoni. Deve essere più incisivo. 15 presenze, 0 gol, 0 assist. FRENATO VOTO 5.5

Konko. L’uomo che non ti aspetti. Si parla di una sua partenza ogni sessione di mercato e invece è sempre alla Lazio. E quest’anno pare proprio sia stato il meno peggio della difesa biancoceleste. Di certo potremmo insignirlo della onorificenza di ‘Portafortuna’. Con lui in campo tre vittorie, due pareggi e zero sconfitte. 5 presenze, 0 gol, 0 assist. PORTAFORTUNA VOTO 6

PAGELLE CENTROCAMPISTI

Biglia. Non si è presentato bene a inizio stagione. Prendere parte alla conferenza stampa della Supercoppa Italiana con gli oneri del grado di capitano  e dire alla stampa che non sa se resterà alla Lazio… Ma poi fa parlare il campo, diventando leader indiscusso della squadra e mente del gioco biancoceleste. Senza di lui la Lazio sarebbe davvero a pochissimi punti dalla zona retrocessione. 13 presenze, 3 gol, 2 assist. PIETRA MILIARE VOTO 7

Parolo. Il fatto che nelle 4 partite in cui è mancato la Lazio abbia portato a casa solo 3 punti e sia entrato in piena crisi lascia ogni dubbio sulla sua importanza in squadra. Meno decisivo e meno imprescindibile del solito, fa sempre il suo ‘sporco’ lavoro. Manca, però, in fase realizzativa. Da lui ci si aspettano più gol. 15 presenze, 1 gol, 0 assist. MINIMALISTA VOTO 6

Cataldi. Ti aspetti che sia il suo anno, che possa sbocciare e trascinare la squadra, che sia l’uomo in più… invece è l’uomo in meno. Non è un caso che quest’anno la panchina è fin troppo sua amica. Titolare per 6 volte nelle prime 8 gare, disputa solo 152 minuti nelle restanti 11 partite. E non è un caso. Siamo certi che tornerà a far parlare di sé molto presto. 9 presenze, 0 gol, 1 assist. GODOT VOTO 5

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Onazi. Sospettato di portare sfiga (6 presenze, 4 sconfitte, 1 vittoria e 1 pareggio) Pioli lo lascia spesso a scaldare la panca e, come sempre, finisce sul mercato. Non lascia nessun segno positivo in squadra. L’attenuante è che è sceso in campo nelle peggiori partite della Lazio. Ma non può essere un caso. 6 presenze, 0 gol, 0 assist. RINUNCIABILE VOTO 5

Lulic. Forse distratto dalle sirene di mercato, non riesce a rendere come ha fatto a volte nelle passate stagioni. Ma non sembra essere così distante dal ‘buon-giocatore-niente-di-più’ che è. Senza infamia e senza lode, chi si aspettava di più da lui (anche se un po’ in più sarebbe stato lecito aspettarsi) pensa che Luic sia ‘normalmente’ quello della finale di Coppa Italia contro la Roma. 14 presenze, 1 gol, 3 assist. “NORMALE” VOTO 6

Milinkovic-Savic. Ed eccola qua la bella sorpresa stagionale. Il ragazzo piano piano scala le gerarchie e raggiunge il top nelle ultime tre gare con un assist e il suo primo gol in Serie A. Ha qualità, sta crescendo niente male, è di certo più affidabile lui che Anderson. Deve continuare a crescere. 14 presenze, 1 gol, 1 assist. SCALATORE VOTO 6.5

Morrison. Ha disputato solo 52 minuti, ma merita un giudizio… VERGOGNOSO VOTO 2

Mauri. 4 presenze a inizio campionato poi panchina. Serve di certo nello spogliatoio. VOTO ng

Anderson. Qui ci sarebbero pagine e pagine da scrivere, ma state tranquilli non lo farò. Il brasiliano sembra aver dimenticato il grande giocatore che è, che potrebbe essere, che è stato l’anno scorso. Di certo sembra essere più vicino a quello della prima stagione: insicuro, in crisi, superficiale. In una sola parola: banale. E forse non c’è offesa più grande per un giocatore fantasioso come lui. Timidi segnali di risveglio… molto timidi. 19 presenze, 5 gol, 2 assist BANALE VOTO 5

Candreva. Anche lui sottotono, ma almeno ci mette l’anima e, in tante partite, solo dalle sue giocate è sprizzata un po’ di luce. Lo si può criticare perché a volte è troppo fumo e poco arrosto, che è troppo egoista, che tira troppo in porta anche da posizioni improponibili, ma rimane uno dei pochi che fa cambiare marcia alla squadra. 15 presenze, 3 gol, 2 assist. SCOSSA VOTO 6

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PAGELLE ATTACCANTI

Kishna. Altro giovane di belle speranze, non è riuscito ad avere quel percorso di crescita continuo e senza intoppi come Milinkovic-Savic. Ma anche lui è da annoverare tra le note positive di questo girone di andata della Serie A. 10 presenze, 2 gol, 0 assist. POTENZIALE VOTO 6

Keita. E finalmente il talento si manifesta. Sempre a sprazzi ma è spesso lui l’uomo in più della Lazio. E non è solo un discorso legato a numeri statistici come i gol e gli assist, ma è legato alla rabbia agonistica che spesso mette in campo. E quando mette la sua classe a servizio della concentrazione è immarcabile. È lui che spesso ‘spacca’ le partite. 14 presenze, 2 gol, 4 assist. CARICO VOTO 7

Djordjevic. Può ancora reggere l’attenuante degli infortuni? No, quest’anno no. Salta solo le prime tre gare per infortunio poi potrebbe scendere in campo ma quando lo fa non riesce a lasciare il segno. Non trova la via del gol dal 4 ottobre ed è un dato che pesa tanto. 11 presenze, 2 gol, 2 assist. OPACO VOTO 5

Matri. Parte bene con due gol realizzati alla prima presenza in maglia biancoceleste e accende speranze che si raffreddano inesorabilmente con il passare delle partite. Trova il suo terzo e ultimo gol a dicembre, poi niente più. Eppure è il miglior marcatore della Lazio. Un dato che fa pensare… male. 14 presenze, 3 gol, 0 assist. SOGNO INFRANTO VOTO 5

Klose. L’età si sente. Pioli lo mette in campo titolare solo in 5 partite e lui ancora non è riuscito a trovare la via del gol. Da applausi per tutti i suoi anni alla Lazio, da standing ovation per tutta la sua carriera, ma forse era meglio che si fosse ritirato a giugno scorso. 9 presenze, 0 gol, 2 assist. AL TRAMONTO VOTO 5

Pioli. Annata, al momento, da dimenticare. Sogna di rivedere una Lazio più forte di quella della passata stagione, ma poi si sveglia e capisce che serve solo carattere per non naufragare. E così nelle ultime quattro gare mette assieme due pareggi casalinghi inaspettati contro Carpi e Sampdoria e due vittorie importantissime in trasferta contro l’Inter e la Fiorentina. Sta provando a risalire dal fondo del baratro, pare ci stia riuscendo. SCOSSO VOTO 5

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