Milan, adesso serve continuità

Pubblicato il autore: Nicola Di Gregorio Segui
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Con i fantasmi di Conte e Lippi che aleggiano sulla panchina di Mihajlovic, il Milan deve affidarsi a poche ma concrete verità: il settimo assist di Jack Bonaventura, in testa al questa particolare classifica insieme a Dybala e Insigne; il nono gol di Carlos Bacca su un totale di 19 tiri effettuati (se si mette Bacca in condizione di segnare, lui esegue).
Questi sono due punti su cui il Milan di Mihajlovic deve puntare se vuole dare continuità al rilancio cominciato con la vittoria sulla Fiorentina di Sousa. Altra curiosità: se il Milan passa in vantaggio, poi non perde. Sono infatti 9 vittorie e 2 pareggi lo score dei rossoneri quando passano in vantaggio, sintomo di una maggiore fiducia e tranquillità quando c’è da gestire, piuttosto che inseguire l’avversario.
Il cinismo di una piccola. A volte bisogna saper cambiare i propri connotati, e il Milan sta scoprendo  questa sua nuova faccia. Quando la partita lo richiede, come contro la Viola, il possesso palla cala drasticamente in favore di un maggior cinismo sotto porta (contro la Fiorentina il possesso palla è stato nettamente a favore della squadra ospite, 31.2 – 68.8).

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Innesti. L’ad Galliani come al solito non si sbottona. Per il momento i nuovi acquisti sono il redivivo Boateng (già positivo e in gol in questa giornata) e Menez, ormai pronto al ritorno sul campo di gioco. E poi? Tanti nomi, uno fra tutti Stephan El Shaarawy. Forse torna, torna se parte Cerci, non torna e resta a fare panchina al Monaco, misteri del Calciomercato. A questo Milan potrebbe fare utile, da sacrificare però sulla fascia, ma per inseguire l’Europeo si può star certi che il ragazzo non si lamenterebbe affatto. Davanti torna Balotelli: con Bacca potrebbero formare potenzialmente la coppia d’attacco più forte d’Italia.

Applausi a sorpresa. Una parentesi se la meritano Montolivo e Honda: applausi per entrambi durante e al termine della partita contro la Fiorentina. Due prestazioni convincenti che mancavano da tanto, troppo tempo. Il giapponese ha messo da parte la flemma portata in campo nelle ultime prestazioni, offrendo tanto sacrificio e tanta corsa sulla fascia; il capotano rossonero ha dettato i tempi di una squadra a cui un regista con la R maiuscola manca come il pane.

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Classifica. La classifica del Milan è da mangiarsi le mani. Sesto posto a 3 punti dalla Roma (prima piazza valida per l’Europa) e otto dall’Inter sul podio. Nel mezzo una Fiorentina in crisi d’identità (con contestazione dei tifosi ai Della Valle) a quota 38. Due vittorie consecutive porterebbero entusiamo nell’ambiente rossonero, ma il rischio di sciogliersi alla prima occasione è dietro l’angolo. Sinisa si mangia le mani, con i punti sprecati contro le ultime della classe prima della sosta invernale, si poteva tranquillamente ragionare in termini di Champions, ma con i “se” e con i “ma” non si va da nessuna parte.

Prossimi appuntamenti. L’Empoli sarà un vero e proprio esame per il Milan, a maggior ragione se si pensa che la partita successiva sarà il Derby con i nerazzurri di Mancini. Ci si può sbilanciare dicendo che entro gennaio si potranno definire le vere potenzialità di questo Milan.

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