Napoli “Un giorno all’improvviso”, tra scaramanzia e voglia di sognare

Pubblicato il autore: Gennaro Esposito Segui

squadra-napoli-2015-2016
E così capitò che nella stagione 2015-2016 Napoli si trovò così, “un giorno all’improvviso“, divisa e combattuta tra la classica scaramanzia e l’irrefrenabile voglia di sognare.
Nelle ultime stagioni i calciatori hanno regalato qualche Coppa Italia e una Supercoppa Italiana, trofei che mancavano dai tempi di Maradona. Ma si sa, l’appetito vien mangiando e i tifosi sognano molto in grande: quest’anno la squadra, dopo ben 20 partite di campionato, si trova al primo posto in classifica, ha conquistato il titolo virtuale di Campione d’Inverno e continua a viaggiare a vele spiegate. Situazione che non si verificava in città dalle stagioni degli ultimi anni 1990: situazione completamente nuova per i più giovani e piacevolmente familiare per coloro che hanno vissuto l’epoca d’oro di Diego Armando Maradona con la colonna sonora di “Quel ragazzo della Curva B“.
La colonna sonora del Napoli di Sarri è “Un giorno all’improvviso“, il coro-tormentone che caratterizza il tifo partenopeo, sempre pronto a cantarlo a squarciagola spesso con lo splendido aiuto proprio dei calciatori azzurri, completamente calati e integrati nella realtà di una tifoseria così passionale.
Se chiedete ad un qualsiasi sostenitore del Napoli quale sarà, secondo lui, l’esito finale della stagione, svierà l’argomento e cambierà discorso in nome della proverbiale scaramanzia che caratterizza la Città del Sole: il tifoso che alberga dentro di lui spera però con tutto il cuore di poter rivivere quei momenti di gioia vissuti nelle stagioni 1986-87 e 1989-90, quando l’intera città si bloccò per dare luogo a lunghissimi festeggiamenti in onore della squadra che guardò, per le uniche 2 volte della sua storia, tutte le altre dall’alto verso il basso.
Napoli Campione d’Italia, sono queste le tre parole che ogni tifoso del Napoli spera di poter pronunciare a maggio ma che ora non direbbe neanche sotto tortura: tre parole che sanno di riscatto, tre parole così semplici ma che hanno un immenso significato per una Città spesso bistrattata, spesso non capita e trattata come “una carta sporca”, ma piena di colori.
Ecco come Napoli si ritrovò così, “un giorno all’improvviso“, divisa e combattuta tra scaramanzia e voglia di sognare

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