Pogba: “Il 10? Non sono ancora nessuno. Troppo forte Dybala. E su Vidal e Coman…”

Pubblicato il autore: Samuela Rubino Segui

Pogba

Gli ultimi mesi del 2015 hanno fatto intravedere sul campo il vecchio Pogba, lasciandosi alle spalle tutte le critiche ricevute dopo aver messo sulle spalle la numero 10 senza mai entusiasmare realmente; ma per questo 2016 Paul Pogba si aspetta il meglio, meglio ancora dell’anno appena passato perché se dagli errori si impara allora….. “un giorno voglio vincerla”!

Proprio il francese della Juventus ha rilasciato un’intervista a La Stampa affrontando diversi argomenti, dal campo agli spogliatoi, passando per i suoi vecchi compagni di squadra che ritroverà da avversari prossimamente.

Pogba, che cosa si porterà dietro del 2015?:Gli ultimi mesi, perché sono stati diversi rispetto agli anni precedenti, quando eravamo sempre primi e così arrivavamo. Ora è diverso”.

Che Juve è senza Pirlo, Vidal e Tevez?: “Diversa. C’è più responsabilità su altri uomini e poi dobbiamo pensare a giocare ancora più insieme. Prima avevo di fianco Pirlo e uno degli avversari era sempre su di lui. Ora lo mettono su di me ed è un po’ diverso, ho più responsabilità anche io”.

Numero 10 sulla schiena, proprio come Platini, Baggio, Del Piero, Tevez, ci pensa mai?: “Quando guardo la mia maglia non vedo né il numero né il mio nome, vedo solo la Juve e la voglia di dare il cento per cento, vincendo. È un onore, forse per gli altri sarà pesante. Per me è lo stesso, sono sul campo con la gioia di giocare, 10 o 27 è uguale”.

La Juventus sta ritornando ad essere quella di sempre, scudetto possibile?: “Non abbiamo paura di nessuno. Sicuramente le altre squadre si sono rinforzate. Dybala? Non sono sorpreso, è il mio fenomeno. Ammira la sua tecnica. E poi a me piacciono da matti i mancini: per questo ho cercato di imparare a tirare con il sinistro. Può arrivare al Pallone d’Oro. Lo chiamo “Quadrato R2”, i tasti che devi premere alla Playstation per fare il tiro a giro: fa sempre gol così”.

La scambiano ancora per Mario Balotelli?: “No, solo i primi mesi a Torino. Dopo il primo gol al Napoli diventai Pogba. Ora la mia vita è cambiata, non posso andare in giro e camminare tranquillo. Sono alto e con questi capelli ti vedono subito. Ma l’affetto dei tifosi è bellissimo”.

Si arrabbia mai con se stesso?: “Sempre. Sono un perfezionista, mio papà mi ha insegnato così. E anche Evra mi dice sempre di non essere così cattivo con me stesso. Invece sono fatto così e ogni volta mi dico: “Ma non posso sbagliare queste cose”. Se non sei così, non raggiungerai mai la perfezione”.

Tutte le volte che la fotografano a cena, a Montecarlo o a Manchester, pensano possa essere la sua prossima destinazione, le da fastidio?: “Se mi vedessero in Cina, qualcuno direbbe che vado a giocare là. Mi piace la Premier, la Liga. Osservo sempre quelli che giocano nel mio ruolo: Yaya Touré, Iniesta, Arturo (Vidal), per vedere dove posso ancora migliorare. Ma anche gli attaccanti, e mi chiedo come fanno a fare così tanti gol. Cerco di prendere qualcosa anche da loro, per migliorare”.

Quando gioca alla Play, chi prende?: “Juve, Barça, Madrid, il City. Gioco anche con me stesso e a volte mi arrabbio, perché il Pogba del videogame gioca meglio di me, com’è possibile? (sorride, ndr)”.

Il suo connazionale Kondogbia va così così, se l’aspettava?: “All’inizio giocava, poi non so se c’è qualcosa con l’allenatore. Ma è molto bravo, non è facile venire in Italia e andare benissimo subito, con tutta la tattica che c’è. Ci vuole un periodo di adattamento”.

Nello spogliatoio preferisce parlare o ascoltare?: “Ascolto i vecchi e poi parlo. Ma soprattutto voglio vincere. Mi incavolo, ma preferisco non parlare quando sono arrabbiato, non è il momento migliore”.

Con il suo ct della Francia Deschamps parla mai di Juve?: “Oh sì. La Juve è il suo club, quanto gli piace. Vede sempre le nostre partite. Cosa mi dice? bravo è il massimo del complimento. Mi ha consigliato di giocare semplice”.

Che cosa chiede al 2016?: “Di fare meglio del 2015, inclusa la finale di Champions. Un giorno voglio vincerla. L’abbiamo persa ma, come si dice… dalle sconfitte e dagli errori s’impara”.

Si passa infine alla Champions, Pogba e la sua Juve agli ottavi incontreranno la super potenza tedesca, il Bayern Monaco. Paul si ritroverà di fronte i suoi vecchi amici bianconeri. “C’è una cosa brutta di questi sorteggi, che poteva capitarci una squadra più debole, ma anche un’altra bella, che tutti si aspettano che perdiamo, come nella semifinale col Real dell’anno scorso. Me lo sentivo che avremmo preso il Bayern, l’avevo detto a Coman. Quando lasciò la Juve gli dissi di essere felice. Ero contento per lui, perché andava a giocare, che era quello di cui aveva bisogno”.

Quasi più semplice giocare nel Bayern che nella Juve, non sembra un po’ strano?: “La gente deve sapere che nella Juve non è facile. C’è una cultura del lavoro diversa rispetto all’estero. Io sono stato al Manchester, sembrava di essere in vacanza. Qui si lavora tanto, fino alla fine. E poi c’era Tevez, c’è Morata, per un attaccante non era facile giocare”.

Ritroverà anche Vidal, sarà duro giocarci contro?: “Difficile giocare contro Arturo”.
Peggio di sfidare Pogba?: “Io non sono nessuno, e non ho ancora fatto niente”.

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