Spalletti in conferenza: “Totti? La Roma ha la priorità”

Pubblicato il autore: Domenico Cicalese Segui

Spalletti commenta il caso Totti
E così, capita che in una città passionale come Roma, il nuovo allenatore osannato al momento dell’atterraggio a Fiumicino dopo il calvario del suo predecessore transalpino, diventi oggetto di un polverone mediatico e costante bersaglio di voci provenienti dai capitoli chiusi, un tempo punti fermi della tifoseria. Nei giorni scorsi, al centro della cronaca calcistica a tinte giallorosse (e non solo), vi era finito Zdenek Zeman, due volte ex allenatore della Roma, e le sue frecciatine indirizzate a Luciano Spalletti e al campione che più di tutti ha fatto le fortune del boemo: Francesco Totti, 39 primavere e mezzo, relegato al ruolo di comparsa per via, appunto, di un’età che certamente non gli permette di essere, come per tutta la sua carriera, sulle prima pagine dei giornali sportivi italiani e internazionali.

Fu proprio Zeman a lanciare il ragazzo di Porta Metronia nell’Olimpo della storia della Roma, regalandogli la fascia da capitano che, a partire dal 31 agosto 1998, non avrebbe più tolto dal braccio sinistro. Ed oggi, dopo 18 anni, il boemo prende le difese del suo Figliol Prodigo, denunciando Luciano Spalletti, l’allenatore delle feste in aeroporto, di non sapere gestire al meglio la preziosa risorsa del numero 10.

“Dispiace non vederlo in campo e vederlo infreddolito in panchina. È un giocatore che ha fatto e dato tanto. Se sta lì sa di potere dare qualcosa, bisogna gestirlo diversamente”, queste le parole, mai scontate, di Zdenek Zeman. Il polverone si è alzato.

Il giorno che precede la delicata sfida della Roma col Frosinone (previsto un esodo sulla rotta Ciociaria-Stadio Olimpico), è caratterizzato dalla conferenza stampa di Spalletti. Il momento della sua Roma non è dei migliori, e l’esordio sulla panchina giallorossa non proprio positivo (pareggio nella Capitale con l’Hellas Verona e sconfitta allo Stadium contro la Juventus), obbliga la squadra a far suoi i tre punti, magari anche convincendo il pubblico con una prestazione brillante.
In sede di presentazione della gara che illuminerà l’anticipo serale del sabato italiano, Spalletti ha suonato la carica usando frasi importanti come “Con il Frosinone sarà una finale”, e scendendo nel profondo della critica mossa dal boemo al fine di sedarla per liberare la mente dei calciatori, di tutti quei pensieri che in questo momento possono essere lesivi.

Io devo stare attento alla Roma, non è la gestione di un singolo la cosa più importante ora“, questa la sentenza finale emessa dal tecnico giallorosso riguardo il caso Totti. Per di più, Spalletti ha anche aggiunto che poco prima che Zeman rilasciasse quelle dichiarazioni, i due si erano sentiti al telefono e dell’argomento Pupone non c’era stata neanche la benché minima traccia.
Insomma, Spalletti ha voluto chiudere con forza le polemiche per lo scarso utilizzo di un campione che egli stesso ha saputo sublimare durante la sua prima esperienza nella Capitale (dal 2005 al 2009), disegnandogli addosso, a mo’ di sarto, il ruolo di falso nueve che avrebbe poi fatto le fortune della formazione giallorossa, nonché aperto la strada ad un nuovo modo di intendere l’attaccante, ancora molto di moda nel calcio d’oggi. Totti tornerà utile alla Roma, questo è certo, e Spalletti non ha certo dimenticato il suo fuoriclasse. Tra i due la stima è infinita, ma in questo momento la priorità del tecnico è ritrovare i risultati avvalendosi degli uomini maggiormente in forma.

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