Crisi Inter: che colpe ha Mancini?

Pubblicato il autore: Mario Tommasini Segui

14-02-16 FIORENTINA-INTER CAMPIONATO SERIE A TIM 15-16 DELUSIONE ROBERTO MANCINI

San Valentino amaro per l’Inter e triste epilogo di una partita nata bene e finita con un fallimentare 2-1, in pieno recupero.
Per l’occasione Mancini rispolvera la sciarpa del “Padre nostro in tutte le lingue del mondo” regalata a Sarri, grazie alle Iene, dopo il famoso scambio di saluti cordiali, epiteti vegetali compresi, e l’ironia del web.
Fiorentina-Inter in estrema sintesi: partita condizionata da episodi clamorosi (gol di petto in mischia all’ultimo minuto di Babacar che ancora si chiede come ha fatto) e da un arbitraggio non proprio esente da colpe (espulsioni comprese).
Prima conseguenza? un bel silenzio stampa da regalare ai posteri e crisi Inter servita su un bel piatto all’affamata platea.

E Mancini che colpa ha?
Sostanzialmente ha il demerito di aver esacerbato gli animi della piazza, dello spogliatoio e di aver prestato il fianco alle critiche e ai denigratori.
E dire che l’ambiente lo dovrebbe conoscere e invece è caduto di nuovo nel tranello.

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Di certo non umile ma indubbiamente competente ha costruito una squadra dall’unico reparto veramente vincente, la difesa, e ha vinto, sia pur con il filotto di vari 1-0,  le partite che doveva vincere.
Adesso comincia a perdere proprio quando la squadra sta esprimendo un briciolo di gioco offensivo, nella più classica delle coperte corte.
E allora ha ragione lui? In realtà non ce l’ha semplicemente per la gestione del momento.
Demerito maggiore è che quando ha vinto si è sentito pavone e ha fatto gruppo mentre, non appena qualcosa si è inceppato, ha cominciato a sparare nel gruppo, prima Jovetic, poi Icardi, poi i giornalisti Mediaset, poi Sky che non lo capisce.
E’ in verità mal coadiuvato da una società latitante, senza un vero e proprio organigramma e uno straccio di addetto stampa ma c’ha messo del suo.

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Cosa peggiore di tutte, vedere sempre erba del vicino più verde di quello che in realtà non sia.

Il Calcio Inglese, fin troppo osannato dal buon Roberto,  ha pressione della stampa e dei tifosi (chiedere a Van Gaal e Mourinho) e degli arbitri che fanno errori come ovunque (Arsenal-Leicester sembra il prequel di Fiorentina Inter)

Trovare una soluzione si può e si deve anche se incombe la possibilità di non raggiungere alcun obiettivo.
Il Milan di Mihajlovic è ormai dietro l’angolo e, sia pure in una realtà esigente come Milano, il predominio cittadino non è cosa da poco quando non si è protagonisti assoluti in campionato e si è da poco perso il derby amaramente.
Riscoprire la solidità difensiva, non ancorarsi al capriccio dell’avere sempre ragione, riscoprire o finalmente capire Perisic che, come dice Boban ogni volta che viene interpellato su Sky, non può che giocare a sinistra.
E poi Icardi.
Come può il capocannoniere dello scorso anno essere diventato un problema?
Sulla fiducia e sulla gestione dei momenti di stress si dovrà lavorare e parecchio.
È vero che gli espulsi non sono sempre colpa dell’allenatore ma il diktat del chi mena per primo mena due volte sembra essere un concetto deciso a priori nei pre partita.

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Con 9 punti in 9 partite non si va in Champions ma si finisce nell’anonimato.

Forse è meglio chiedere alla società meno giocatori e vivere tutto con maggiore serenità.

 

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