Gli allenatori stranieri non hanno fortuna nel Milan? Mihajlovic pronto a cambiare trend

Pubblicato il autore: Eugenio Usai Segui

Ac Milan head coach Sinisa Mihajlovic reacts during the Italian Serie A soccer match between FC Inter and AC Milan  at Giuseppe Meazza stadium in Milan, 13 september  2015.  ANSA / MATTEO BAZZI

Molti dicevano che non sarebbe arrivato al panettone, che non era un allenatore degno del Milan, ebbene, Sinisa Mihajlovic ha mangiato e pure ben digerito il panettone e ultimamente sta dimostrando anche di essere l’allenatore giusto per portare il Milan in Europa. L’allenatore serbo ha sta riuscendo ad immettere la sua idea di calcio ai suoi uomini, i quali giocano meglio, più ordinati e più grintosi e regalano momenti di bel gioco grazie all’asse Bacca – Niang. Considerando i risultati e lo stato di forma, è anche auspicabile il raggiungimento del terzo posto, anche se deve fare i conti con le ritrovate Roma, Inter e Fiorentina; ma tutto nel calcio è possibile, no? I dubbi di una buona gestione tecnica di Mihajlovic però, non sono solo frutto della mente dei critici e tifosi, ma bensì di qualcuno molto più importante del mondo Milan, ossia il Presidente Onorario e uomo rossonero per eccellenza Silvio Berlusconi, che per tutta la stagione ha brontolato sulla guida del “Sergente di ferro”. Guardando indietro nella storia del Milan, possiamo constatare che Berlusconi non ha mai visto di buon occhio gli allenatori stranieri. Da una parte gli si può anche dare ragione, dal momento che i trofei conquistati nella sua era sono stati ottenuti tutti da tecnici italiani: Sacchi vinse uno scudetto, una Supercoppa Italiana, due Coppe Campioni, due Supercoppe Europee e Due Coppe Intercontinentali; Capello 4 scudetti, una Champions League e una Supercoppa Europea; Carlo Ancelotti uno scudetto, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana, due Champions League, due Supercoppe Europee e due Mondiali per Club; Alberto Zaccheroni uno scudetto e lo stesso Max Allegri, più la Supercoppa Italiana vinta nel 2011.

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Se stiamo a vedere invece i risultati degli stranieri, vedremo che il massimo conquistato da uno di loro è il terzo posto di Leonardo del 2010, mentre i vari Liedhom, Tabarez, Terim e Sedorf sono stati tutti esonerati a stagione in corso, ma sarebbe ingiusto dire che la colpa è solo loro, tenendo conto anche dei fallimentari ritorni di Sacchi e Capello e della brutta stagione scorsa con Inzaghi in panchina, in più si ricorda l’esonero di Allegri nel 2013. Il futuro della panchina rossonera sembra ancora dire Mihajlovic, anche in virtù dei contratti di inzaghi e di Sedorf sul groppone, ma bisogna dire che Sinisa sta aprendo uno spiraglio di luce nel buio milanista delle ultime due stagioni, che l’hanno tenuta lontano dall’Europa, e visto il progressivo allontanamento di Empoli e Sassuolo dal sesto posto e con la pista in Coppa Italia ancora disponibile, il posto in Europa è sicuro almeno al 95%. L’unico neo da aggiungere è che con una rosa di questa qualità poteva anche svegliarsi prima e stare in una posizione migliore, ma mancano ancora quindici giornate e il Milan ha messo piede nell’acceleratore, finalmente, ed è pronto a tenere uno straniero in panchina per la seconda stagione consecutiva per la prima volta.

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