Roma, domani arriva Pallotta. Parlerà con Totti e Sabatini

Pubblicato il autore: Mario Tommasini Segui

Pallotta-SabatiniRoma. Dovendo adempiere a pratiche burocratiche istituzionali, in qualità di Presidente (approvazione del bilancio di secondo semestre e previsionali per il 2016), James Pallotta ha deciso che è il caso di tornare a Roma.
Non erano state sufficienti le esternazioni e i dubbi di Sabatini e Spalletti per farlo restare almeno un giorno in più nella capitale, dopo Roma-Real Madrid.
Ha dovuto parlare Totti, esponendosi in un’intervista televisiva, opportunamente o meno, per sciogliere il ghiaccio del distacco.
Un presidente che demanda. James Pallotta è un presidente all’americana, attento ai bilanci ma meno alle situazioni ambientali. Si è affidato fiducioso nelle mani di “esperti” e ha deciso di non intromettersi.
La realtà e i risultati soprattutto a livello di immagine lo hanno fatto dubitare più volte e ora, non si sa se cogliendo il pretesto del capitano o se per propria decisione, interviene.
Molti temi caldi. Diversi i temi in ballo e diversi gli appuntamenti in agenda, fitta fin dalla mattina di domani al suo arrivo a Ciampino.
Totti. Ovviamente “dovrà” incontrare Totti, vista la risposta relativa al rispetto e al far luce sulla situazione latente del rinnovo del contratto. Come ormai tutti a Roma sanno, anche i selci dei sampietrini, Totti è in scadenza a fine giugno e si dovrà valutare la proposta per l’eventuale rinnovo annuale del contratto. Sembrerebbe favorevole la Nike, sponsor tecnico del club e del calciatore, ufficiosamente, visto che le maglie del capitano continuano ad essere le più vendute. Sembrerebbe opportuno per la regola delle rose, con gli obblighi dei giocatori provenienti dal vivaio.
Opinione è che il tema siano le cifre e non la volontà del giocatore che si diverte più di tutti.
Management. Tante le scadenze contrattuali. A Bruno Conti è possibile che la società gli proponga un rinnovo ma con un ruolo diverso, non più responsabile del settore giovanile ma capo degli osservatori del mondo; il direttore generale Baldissoni dovrebbe andare verso la conferma. Parla poco ed è di recente nomina. Pallotta si fida di lui ma nonostante avergli dato le “chiavi dell’ufficio” pesano alcune situazioni in stallo inspiegabile, come la questione sponsor sulla maglia che manca da più di tre anni o la posizione della società verso le decisioni del prefetto Gabrielli in tema di divisione delle Curve.
Sabatini. Andrà discusso il futuro di Walter Sabatini. Il d.s. ha ancora dodici mesi di contratto ma ha rimesso il mandato nelle mani del presidente a parole (vicenda Garcia e prime dichiarazioni del nuovo ciclo Spalletti).
L’intenzione della proprietà Usa sembra quella di non fare rivoluzioni, visti i guadagni dalle plusvalenze.
Stadio. La questione Stadio della Roma è prioritaria. Lo vuole il Coni per bocca di Malagò e Montezemolo,in vista di Roma 2024. Lo vorrebbe il comune di Roma per le promesse infrastrutture promesse, anche se parlare in un Campidoglio commissariato è come con interlocutore di paglia date le amministrative di giugno. Lo vuole Parnasi per liberare le macerie di Tor di Valle. Lo vuole soprattutto la Pallotta SPA, per motivi economici e di ritorno di investimenti. Non è chiaro se e come siano fissati degli incontri ma è chiaro che sembra più che altro un sondaggio di opinioni.
Trigoria.
Infine da sottolineare la visita a Trigoria. Esatto Trigoria, non al Campus Biomedico ma al Centro sportivo dell’AS Roma. Pallotta manca da un anno esatto, almeno ufficialmente. Demandare ha demandato, non c’è che dire, ma forse è il caso di ricordare al presidente che a calcio ci si allena su campi diversi dagli stadi.
La Roma troppe volte sembra una sposa tradita all’altare e lasciata sola.

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