Roma: terzo posto, si può fare

Pubblicato il autore: Eugenio Usai Segui

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7 punti in quattro partite, di cui 6 presi nelle ultime due; la cura Spalletti sembra funzionare. Con l’arrivo dei due nuovi innesti in attacco, Perotti ed El Shaarawy, la Roma può riuscire a fare un bel filotto di vittorie consecutive, che possono permetterle di aggiudicarsi il terzo posto, in modo da concorrere per un ingresso della prossima Champions League. Il terzo posto per la Roma è più di una speranza, basta guardare indietro al passato e ricordarsi le storiche undici vittorie consecutive del primo Spalletti e dei suoi successivi secondi posti ottenuti. Facendo ragionamenti statistici, di media il terzo posto si raggiunge più o meno ai 70 punti, ora la Roma si trova al quinto posto a pari merito con l’Inter a 41 punti. La Roma dovrebbe quindi accumulare 29 punti e nel caso sarebbe auspicabile almeno fare nove/dieci vittorie su 16 vittorie: impresa possibilissima.

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Ricordiamoci anche degli ostacoli Inter e Fiorentina: l’Inter per ora è quello più facile da saltare, la squadra di Mancini sta vivendo tempi bui; due punti in quattro partite, aggravati dalle batoste subite da Juve e Milan, senza contare la sterilità sotto porta degli attaccanti nerazzurri. Tuttavia è difficile credere che l’Inter rimanga in queste condizioni a lungo, e già con il match di stasera contro il Chievo potrebbe risollevarsi, ma toccherà vedere come andrà nel prossimo scontro con i giallorossi, con i quali Mancini nel passato non ha mai avuto partite facili e ci ha perso due Coppe Italia consecutive. La Fiorentina anche non è in forma: quattro punti in quattro partite e la squadra convincente della prima parte di stagione fatica a ritrovarsi. Però la Fiorentina ha più possibilità dell’Inter ed ha pur sempre un gioco migliore che metterebbe più difficoltà la Roma. Poi se consideriamo un buon attacco, ben più produttivo di quello interista, allora possiamo essere quasi certi che la Fiorentina sarà più difficile da sorpassare. In questo campionato, però, è più determinante la continuità di vittorie che gli scontri diretti; continuità che al momento è più nelle corde della Roma, rinnovata e con uno stile spallettiano di bel gioco che sta cominciando a marcarsi. Ma come in tutte le sfide, quella più dura è la battaglia con se stessi: al secondo tempo della partita contro il Sassuolo, la Roma ha agito per un po’ di minuti come la vecchia e timida Roma di Garcia, chiudendosi a riccio e pensando più a non prenderle che darle; la stessa che si era vista nella partita contro la Juventus. Perciò deve ritrovare la mentalità da grande squadra che è fin troppo mancata nell’ultimo periodo e su ciò deve ancora lavorarci. In più deve stare attenta agli infortuni (quelli di De Rossi e Pjanic) e squalifiche (Naingollan) e cercare anche di migliorare la condizione fisica, visto che dopo il dispendiosissimo, ma ottimo, primo tempo, la Roma era già a corto di fiato. La missione terzo posto non è facile, ma questa Roma, ancora debole replica di quella storica di Spalletti, ha le potenzialità di compierla, magari anche più facilmente di quanto si creda. Sta tutto nelle mani di Spalletti, e bisogna dire che si tratta di buone mani.

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