Zamparini: il presidente ammazza allenatori

Pubblicato il autore: andrea celesti Segui

Zamparini
Si sa che per ottenere risultati positivi nel calcio c’è bisogno di una certa dose di pazienza da parte di  giocatori, allenatori, ma sopratutto presidenti. Chi è privo di questa “dote” è sicuramente Maurizio Zamparini, ex patron del Venezia e ora alla guida del Palermo.  L’ultimo esonero è quello di Bosi, che si andato ad aggiungere alla lista dei trentatrè allenatori cacciati in quattordici anni di presidenza rosanero. Con il recente ritorno di Iachini sulla panchina dei siciliani, l’imprenditore friulano ha toccato quota cinquantotto esoneri in carriera, di cui sette in questa stagione da record(sei nel solo mese di febbraio), senza contare poi il  primato degli  undici allenatori cacciati e poi richiamati nella stessa annata calcistica. Zamparini inoltre è l’unico presidente in Serie A ad aver esonerato nella stessa stagione (2015-2016) due tecnici all’indomani di una vittoria in campionato( Iachini alla dodicesima e Ballardini alla diciottesima). C’è chi è stato allontanato per mancanza di risultati, chi per vicissitudini con lo stesso presidente. Con i cambi in corsa, il “mangia-allenatori” spesso ci ha indovinato, ma molte volte ha anche fallito: basta pensare alla stagione 2012-2013, che ha portato alla retrocessione del Palermo in serie B, con Gasperini e Sannino cacciati e poi richiamati, e poi un tecnico di transizione come Malesani durato solo tre giornate. Non è andata meglio nella stagione 1994-1995 con cinque tecnici: Ventura, Maifredi, Geretto, Ventura, Geretto. Gli unici a concludere un’intera stagione con Zamparini sono stati Iachini, rimasto sulla panchina del Palermo per più di settecento giorni, Novellino, che ha allenato il Venezia dal 1997 al 1999, e Guidolin, che nel 2003-2004 con i rosanero ha ottenuto la promozione in serie A e l’annata successiva la qualificazione in Coppa Uefa.
Per tutti gli altri tecnici, la sorte è stata più o meno la stessa.  Il primo fu Cerantola nella stagione 1988-89, che venne cacciato dalla panchina del Venezia dopo solo quattro giornate e sostituito da Fabbri. Nel 2002 Zamparini rilevò il Palermo dalla famiglia Sensi. A fine luglio il passaggio di proprietà, con il patron che cedette la società lagunare e si portò a Palermo staff, rosa e allenatore. Il primo tecnico ad essere mandato via fu Glerean, che dopo un precampionato altalenante e la sconfitta alla prima giornata, venne esonerato: la prima puntata di una saga interminabile. Tra i tanti allenatori passati sotto la corte del mangia-allenatori ci furono anche Prandelli, che venne esonerato dal Venezia nel 2001, e Zaccheroni, che venne cacciato nel 1993. Proprio l’ex tecnico del Giappone fu la vittima più illustre della “girandola” del  presidente: nel 1991-1992 venne esonerato a stagione in corso e poi richiamato nelle ultime giornate, la stessa cosa si verificò l’anno dopo. Tra i tecnici di livello delle gestioni Zamparini ricordiamo anche Spalletti, Delio Rossi, Ventura, Pioli, Del Neri, solo per citarne alcuni. Numeri record, che testimoniano la predisposizione naturale del patron a cambiare guida tecnica. Un pregio o un difetto? Se è vero che nel calcio la stabilità è molto importante e la discontinuità non porta mai a grandi risultati, bisogna dare i meriti a Zamparini di essere stato sempre un presidente affezionato alla sua squadra, onesto, che ha spesso ammesso i suoi errori calcistici, doti non da tutti nel calcio di oggi.

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