Crisi Inter: senza Champions Mancini va via

Pubblicato il autore: Sabato Simone Del Pozzo Segui

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Notte fonda in casa Inter che, con la sconfitta di domenica sera allo Stadium contro la Juventus per 2-0, ha aggravato e confermato i tantissimi problemi evidenziati in questa fase di stagione. Inter che vede sgretolarsi giornata dopo giornata tutte le certezze, o pseudo tali, che la squadra di Roberto Mancini era riuscita a costruirsi nella prima parte di campionato, vincendo sì di misura, ma dimostrando per lo meno compatezza difensiva e soprattutto compatezza mentale e di squadra.
Insomma l’Inter ad inizio campionato giocava con la testa prima che con i piedi. Ora che la testa non c’è più i risultati non arrivano. 12 soli punti in 11 partite. Pochi, pochissimi per una squadra che ha speso tanto e che ha ambizioni scudetto/champions. L’Inter vista in questi giorni è una squadra in totale black-out. Zero reazione, zero convinzione. Gli uomini di Mancini non vanno oltre una quindicina di minuti abbondante di gioco. Poi, il nulla. Poi, si inseguono le avversarie. Invano, a fatica. Il tecnico ha difficoltà a farsi capire. Ma probabilmente, il problema è di fondo. Mancini non sembra più avere le idee chiare da un pezzo. Dopo la sconfitta di Napoli, ultima prova di carattere e di orgoglio dell’Inter che nella circostanza, costretta in 10 uomini, non meritava neanche la sconfitta, dopo le dichiarazioni post gara, gli screzi con Sarri, si è rotto qualcosa.

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Si è rotto qualcosa nella testa di Mancini. La conferma arriva qualche giornata dopo, nel derby. Anche qui prova discreta dei neroazzurri per parte della gara. Poi, vuoi il rigore sbagliato, vuoi l’espulsione del tecnico, L’Inter crolla. Proprio l’espulsione, il gestaccio ai tifosi della tribuna, sono sintomi di qualcosa che non va. Sono sintomi di poca lucidità, sintomi di poche idee e di pochissima chiarezza. L’idea che trapela è che ci sia confusione totale.
Poi ci si mette la società che tra smentite e conferme, dichiara di avere la necessità di nuovi soci per portare avanti il progetto, che sembra compromesso anche quest’anno. Ovviamente il primo a farne le spese può essere, anzi sarà, l’allenatore. Mancini ha chiesto tanto in estate ed è stato accontentato. Ha chiesto anche a gennaio e la società ha fatto quello che poteva (prelevando Eder dalla Sampdoria ad esempio). Le attenuanti iniziano a diventare davvero poche e si rischia di diventare patetici. Quindi chi pagherà per il fallimento del progetto sarà, in primis, Roberto Mancini. Al tecnico di Jesi, tra l altro, non mancano di certo le offerte per il post Inter. Così come non mancano i nomi per la panchina dei nerazzurri. In queste ore si fa sempre più calda la pista che porta ad un ex nerazzurro, amatissimo per altro dal pubblico e idolo da sempre dei tifosi: Walter Zenga. Ovviamente, operazione che può sbloccarsi solo alla fine del campionato in corso, perché, se pur agli sgoccioli, la fiducia della società a Mancini verrà prolungata fino alla fine della stagione, periodo in cui si tireranno le somme definitive. Salvo, però, un ulteriore crollo dei risultati. Il calendario dell’Inter può aiutare Mancini a risollevarsi e a risollevare le sorti dei suoi. Infatti, nelle prossime due di campionato, giocherà in casa e ospiterà Bologna e Palermo, prima dello scontro diretto con la Roma fuori casa.
Il futuro di Mancini dipende solo da lui.

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