Mancini: “Ero come Ljajic…ma a 16 anni”

Pubblicato il autore: Simone Braconcini Segui

ljajcic-mancini

Adesso basta, si potrebbe dire. E invece, Roberto Mancini, torna a criticare Adem Ljajic. La lavata di testa, per il talento serbo, sembrava esaurita dopo la gara contro il Palermo. Eppure Mancini rincara la dose. A chi oggi gli ha fatto osservare che lui fosse stato, da calciatore, un po’ simile (caratterialmente) a Ljajic, Mancini ha oggi risposto così: “Io ero simile a Ljajic quando avevo 16 anni, ma non a 25. Siccome ha qualità enormi, alla sua età dovrebbe ragionare da grande professionista perché la carriera del calciatore è breve e finisce in fretta. Se si comporta in maniera inadeguata, è una grave perdita per lui”.

Chiaramente Mancini può fare quello che vuole, è l’allenatore di Ljajic e meglio di chiunque altro conoscerà il giocatore. Ma così, ad occhio e croce e per quanto fatto vedere da Ljajic nella sua carriera, Adem è un calciatore al quale le critiche di un allenatore fanno male e rischiano di generare l’effetto opposto. Ne sanno qualcosa alla Fiorentina. Un po’ meno alla Roma, dove, non ha caso, il giocatore ha sempre ricevuto un trattamento positivo da parte di Rudi Garcia, con risultati, se non proprio brillantissimi, comunque positivi. Ora Mancini torna ad usare il bastone nei confronti di Ljajic, che, tuttavia, è un ragazzo che ha bisogno di totale fiducia, di sentirsi importante e stimato, per rendere al massimo. A Ljajic fanno meglio le coccole che i rimproveri. E la storia del calcio è piena di giocatori così. Forse è Mancini che si dovrebbe adeguare a Ljajic e non viceversa. Almeno se desidera da Ljajic un rendimento importante.

Leggi anche:  Le probabili formazioni di Inter-Real Madrid: Zidane in totale emergenza, Conte lancia Eriksen?

Poi Mancini ha toccato anche altri argomenti: “Se non mi cacciano io resto qui – ha poi dichiarato Roberto Mancini al portale calciomercato.com. Conosco bene il calcio italiano e so bene come le cose cambino dalla mattina alla sera: a inizio campionato dovevano esonerare Allegri, adesso alla Juventus devono fargli un contratto di vent’anni. E così io, a inizio campionato, dovevo rimanere all’Inter e ora invece mi volete esonerare“.

Poi c’è spazio anche per una riflessione sulla gestione societaria ed economica di Thohir che, secondo alcuni, non sarebbe ottimale. Mancini a tal proposito si chiama fuori: “Non fa parte del mio lavoro controllare i conti dell’Inter, faccio un lavoro diverso. Penso che è solo questione di tempo prima di tornare a essere una grandissima squadra. Thohir ha investito e investirà: ho grande fiducia nel mio presidente”. 

  •   
  •  
  •  
  •