Mihajlovic come Seedorf. Al Milan “meglio fai e prima te ne vai”?

Pubblicato il autore: Mario Massimo Perri Segui

La storia tra Sinisa Mihajlovic e il Milan sembra essere giunta ai titoli di coda. Con ogni probabilità, infatti, il tecnico serbo non sarà più l’allenatore rossonero nella prossima stagione. Lo confermano le dichiarazioni, a cadenza quasi quotidiana, del numero uno rossonero, Silvio Berlusconi. L’ultima uscita del presidente è avvenuta oggi, con un’intervista ad una radio, in cui ha affermato: “Mihajlovic sulla panchina rossonera nella prossima stagione? E’ difficile, ma se dovesse fare un finale da Milan in queste ultime nove partite, vedremo”.  Dichiarazioni che lasciano pochi spazi ad interpretazioni, visto che è stato lo stesso Mihajlovic ad affermare l’impossibilità di intraprendere un filotto importante di vittorie con la rosa a disposizione.

Seedorf e Mihajlovic sembrano essere accomunati dallo stesso destino

Seedorf e Mihajlovic sembrano essere accomunati dallo stesso destino

CAMBIO DI PANCHINE – La società di via Aldo Rossi, negli ultimi due anni, ha cambiato tre allenatori. E, con l’addio di Mihajlovic, questo dato negativo è destinato a salire. Allegri è stato l’ultimo allenatore a trovare stabilità sulla panchina rossonera. Il livornese è rimasto alla guida del Milan per tre stagioni e mezzo. Dopo di lui, Clarence Seedorf (gennaio 2014 – giugno 2014), Filippo Inzaghi (2014-2015) e Sinisa Mihajlovic.

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MIHA COME CLARENCE – Dopo essere arrivati entrambi in pompa magna e con tutti gli onori del caso sulla panchina rossonera, Seedorf e Mihajlovic, dopo poche partite, sono stati abbandonati – dalla società – a sè stessi. Colpa di una personalità forte e spigolosa e di un pragmatismo che ha dato, probabilmente, fastidio ai vertici rossoneri. Due allenatori che, pur non avendo compiuto cose straordinarie, hanno fatto bene da allenatori del Milan. Seedorf, arrivato dopo l’esonero di Allegri nel Gennaio 2014, in 19 partite di campionato fece 35 punti (contro i 23 di Allegri). L’olandese fece peggio solo di Conte e Garcia, ma fu cacciato dal Milan neanche fosse stato retrocesso. Mihajlovic, invece, ha ottenuto – sin qui – 49 punti in 29 giornate, portando il Milan al sesto posto (miglior risultato per i rossoneri dalla stagione 2012-2013).

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Insomma, nonostante il contratto fino al 2017, le parti non sembrano avere intenzione a continuare un rapporto ormai logoro. Probabilmente, al di là di qualche (poche) dichiarazione di facciata, neanche una serie di vittorie potranno influire sull’addio del tecnico di Vukovar, ormai rassegnato a vedersi continuamente scavalcato da un presidente ingombrante come Berlusconi.

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