Paulo Sousa sulla sfida dell’Olimpico: “Non sarà decisiva ma vale 6 punti”

Pubblicato il autore: Christian Vannozzi Segui

paulo sousaSfida importantissima quella di venerdì sera all’Olimpico di Roma che vedrà la rinata Roma di Spalletti affrontare al Fiorentina di Paulo Sousa, una delle rivelazioni, assieme al Sassuolo e all’Empoli, del campionato di Serie A, e che ha per lungo tempo guidato il campionato assieme all’Inter. Per il tecnico portoghese non ci mezze parole sul match che a suo dire vale 6 punti:
“Non sarà decisiva perché mancano tante partite però è una gara che vale 6 punti. Se riusciremo a ripetere la prestazione di oggi, anche la fortuna ci sorriderà”.

La squadra che si è potuta ammirare contro il Napoli del prode Higuain fa senza dubbio sperare in una impresa, o almeno sul fatto di riuscire ad uscire indenni dallo Stadio Olimpico, dove ad attendere i toscani ci sarà un altro toscano, che guiderà la squadra giallorossa, quello Spalletti che ha dato tanto filo da torcere ai viola quando guidava l’Empoli, formazione che ha portato ad altissimi livelli pur essendo una realtà provinciale.

Leggi anche:  Maradona è andato dal "Barba", basta coi moralismi

Paulo Sousa: Roma Fiorentina vale l’accesso alla Champions

Compito di Paulo Sousa è difendere il terzo posto, posizione ultima per accedere ai play off di Champions League, risultato ottimale per una formazione che ha venduto i suoi pezzi migliori e che ha affidato al guida tecnica a un coach, senza dubbio capace e di grande intelletto, ma che ha principalmente lavorato con la nazionale portoghese giovanile e in campionati minori come quello elvetico (eccezion fatta per l’esperienza inglese al QPR). La scelta azzardata dei dirigenti fiorentini sta così portando la squadra a risultati migliori di quelli raggiunti con Vincenzo Montella, unendo al risparmio maggiori gioie sportive.
La fortuna aiuta quindi gli audaci, non sempre ma quando accade fa senza dubbio piacere, specialmente se si tratta di persone posate e con stile come è appunto Paulo Sousa, professionista serio e grande organizzatore di gioco, sia come calciatore che come allenatore. Da regista praticamente abilissimo il buon Paulo si è infatti saputo trasformare in un coach di prima categoria, magari non in grado di arrivare immediatamente a ottimi livelli ma senza dubbio capace di raccogliere qualche piccola soddisfazione in realtà che sicuramente se lo meritano, come appunto quella di Firenze.

Leggi anche:  Infortunio Belotti, il Torino pronto a recuperare il Gallo: salterà la Coppa Italia, ma ci sarà con la Sampdoria

Paulo Sousa e l’Inter primavera

Pensare che proprio il portoghese fu a un passo dall’Inter, quella primavera intendiamo, poiché quando allenava le giovanili della nazionale portoghese non sfuggì all’occhio attento e vigile di Ausilio, che lo voleva portare sulla panchina giovanile del club milanese. Purtroppo, per l’Inter, la cosa non andò in porto in virtù del grande desiderio di Paulo Sousa di passare ad allenare una prima squadra.

Se a quel tempo Paulo avesse accettato a quest’ora l’Inter avrebbe potuto avere in casa un valido tecnico che sarebbe stato utile per risolvere diverse problematiche legate alla formazione nerazzurra che con Roberto Mancini proprio non riesce a trovare la sua formazione tipo né il suo modulo di gioco, nonostante si siano spesi tanti saldi e nonostante il tecnico marchigiano sia stato accontentato in ogni sua richiesta, compreso l’acquisto di Melo e Jovetic per essere visti solo in panchina.

  •   
  •  
  •  
  •