Record Buffon, parla Zoff: “Lui il più forte, un leader come me. Un primato anche della squadra”

Pubblicato il autore: Samuela Rubino Segui

Record Buffon

Record Buffon quasi raggiunto, ieri sera nell’anticipo serale della Juventus contro il Sassuolo il portiere numero 1 bianconero ha superato, grazie all’inviolabilità della porta che ormai dura da 10 partite consecutive – l’ultimo a fargli gol è stato Antonio Cassano in Juve-Samp lo scorso 10 gennaio – un mito di sempre tra i pali, Dino Zoff, ed è ad un passo, solo 3 minuti, dal raggiungere il record di sempre in serie A, che al momento è ancora ‘nelle mani’ di Sebastiano Rossi.
Proprio Dino Zoff, stamane ha rilasciato un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’, elogiando l’uomo che difende i pali della Juventus, Gigi Buffon.

Record Buffon, lei Dino Zoff, adesso si è tolto il pensiero?:
“Ero sicuro che sarebbe successo e ovviamente adesso Buffon batterà anche il record di Rossi”.
Più di quarant’anni fa, avrebbe detto che sarebbe servito tanto tempo per far meglio dei suoi 903’?:
“Io ai record non ho mai badato granché: sono importanti solo perché fanno il bene della squadra. L’unico a cui tengo davvero è quello delle 330 partite consecutive nella Juve”.
Più facile stare tanto tempo senza prendere gol ai suoi tempi o adesso?:
“Non dipende dai tempi, ma dalla forza della squadra. E questa Juve può vincere cinque scudetti di fila: un traguardo stratosferico”.
Dunque è più un record della Juve che di Buffon?:
“Come era più della Juve che mio. Ma questo lo sa anche Buffon: se ti fanno cinque tiri difficili a partita, magari ne pari quattro, ma al quinto prendi gol”.
Più facile prenderne con i palloni di oggi?:
“Guardi che anche ai miei tempi, in Inghilterra, si giocava con palloni non facilissimi. La bravura del portiere si vede lì: se prende i tiri o li respinge. O comunque se li respinge raramente, e bene. E poi ci vuole anche un po’ di fortuna, sempre”.
Le fa piacere essere stato superato proprio da Buffon?:
“E’ quello che ha più credenziali. Statura superiore a tutti: anche a Rossi”.
Il suo segreto?:
Non si è accontentato delle sue attitudini naturali e ha lavorato molto sulla personalità”.
Ce la farà a smettere a 41 anni come lei?:
“Non lo darei per certo, ma fisicamente può farcela: forse è vero che sta meglio adesso di qualche anno fa, ma quelli sono cicli, periodi che non dipendono dall’età”.
Una cosa in cui vede Buffon simile a lei?:
“Nel modo di stare in porta, nel “pesare” in porta”.
E diverso?:
“Si dice che sia leader come me, ma in modo meno silenzioso. Io dico che quello che fa la differenza è quanto e come si parla nello spogliatoio, e lì lo facevo anche io, nel rispetto delle regole del ruolo”.
Ma è vero che da là dietro si vede meglio?:
“No, ma puoi usare meglio i tempi morti per “studiare” la partita in modo più distaccato. Sempre che tu non ti faccia fregare da quei tempi morti: io mi facevo da solo la telecronaca della partita per non correre il rischio di distrarmi”.
Vede già un erede di Buffon?:
“Erede è una parola grossa: ci sono un paio di giovani, Perin e Sportiello, che stanno facendo bene. E poi c’è Donnarumma: è presto per dare sentenze, ma se uno a 16 anni fa il titolare nel Milan, come minimo ha una carriera aperta davanti.

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