Rosella Sensi: “Gestione di Totti preoccupante”

Pubblicato il autore: Edoardo Peretti Segui

presidentessa

Il crepuscolo difficilmente è un momento della giornata anonimo; può essere poetico, rilassante e sereno, così come può essere può essere denso di preoccupazioni, rimpianti ed angosce. Dipende da come è stata la giornata appena trascorsa e da cosa la giornata successiva promette. Ben poco sereno sembra essere il crepuscolo della lunga storia d’amore tra l’As Roma e la sua bandiera Francesco Totti, che – al momento – pare rafforzare le metafore più amare e malinconiche che in letteratura vengono associate al tramonto, adatte del resto anche ad quel fatalismo ironico tipico di molti sostenitori giallorossi. Ancora nebuloso è il futuro del numero 10: potrà (improbabile) giocare ancora un anno o due, potrà iniziare subito la sua carriera da dirigente o potrà svernare, come altri grandi campioni, in qualche campionato come la MSL nordamericana. Futuro incerto, ma certa è la constatazione che questa “fine” sia più amara e problematica di quanto la storia del rapporto tra il giocatore e la squadra di cui è bandiera meritasse. Era più che lecito e giusto per il tifoso romanista e per l’appassonato di calcio pensare ad un epilogo più sereno.

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A dire la sua sulla questione, durante Il Processo del Lunedì, anche l’ex presidentessa giallorossa Rosella Sensi, a capo della squadra proprio durante la (quasi) golden age spallettiana, uno dei periodi di maggior splendore calcistico di Francesco Totti. Ai microfoni della trasmissione Rai la Sensi ha definito “preoccupante” la gestione del caso: “Non andrebbe trattato solo da capitano della Roma, ma da risorsa del calcio italiano. Mi preoccupa questa gestione: quando si parla di vivaio, bisogna partire anche da questi simboli. Io credo che Francesco abbia la consapevolezza di poter continuare a giocare nei modi e con i limiti che ha espresso. Si può gestire diversamente: nel rispetto suo e del calcio italiano” sono state le sue parole.

L’imprenditrice ha anche affermato che Totti  “Non rappresenta solo il capitando della Roma, ma anche un simbolo per tanti bambini“, allargando quindi il suo ragionamento all’importanza del vivaio e della sua corretta conduzione. è un intervento certamente in parte motivato da ricordi e motivazioni personali (ammette anche di “Essere di parte”.), e non così esplicitamente polemico, ma in cui traspare una critica abbastanza netta alla gestione della situazione da parte dei suoi eredi italoamericani. Rosella Sensi si è comunque detta certa, conoscendo entrambi, che il giocatore e Luciano Spalletti si chiariranno da soli a quattr’occhi, ancor prima di parlare con James Pallotta; altra piccola e gentile stoccata che chiarifica chi è il vero bersaglio di queste dichiarazioni.

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