Scoppia il caso Menez. Mihajlovic: “Era svogliato? Ci penserò io…”

Pubblicato il autore: Christian Vannozzi Segui

caso menez
In casa Milan non bastava il pareggio interno con la Lazio, ci si doveva mettere anche il caso Menez, che a quanto pare inizia a vedere stretto il Milan e pensa già a mete migliori ove approdare, dove potersi mettere in mostra in Europa, cosa che al Milan non è riuscito a fare. Altra tegola quindi per un Mihajolovic che ha ormai le valigie pronte.
Il caso Menez è alquanto scomodo è implica scarsa professionalità da parte del giocatore francese che già in passato ha dato prove di indisciplina e probabilmente per questa ragione non è mai riuscito a esprimersi ad altissimi livelli nonostante l’ottima e indiscussa tecnica che tutti gli riconoscono. A 15 minuti dalla fine dell’incontro contro la Lazio il francese si è rifiutato di scaldarsi per scendere in campo, e solo dopo l’intervento di Sakic il transalpino si è deciso a prepararsi per entrare in campo. Durissime le parole di Mihajlovic, che non ha assolutamente gradito l’atteggiamento poco professionale del giocatore, che essendo pagato, e non poco, per giocare, dovrebbe farlo ogni volta che il coach glie lo chiede:

“Se risulterà che Menez non aveva voglia, ci penserò io a lui”

caso menezQueste le parole di un Mihajlovic ormai stufo della situazione insostenibile in casa Milan, nonostante una finale di Coppa Italia da giocare che potrebbe portare un trofeo che manca da molto nella bacheca rossonera.
Anche Galliani è apparso contrariato dall’atteggiamento disfattista di Menez, tanto che starebbe già lavorando per una sua futura cessione in Premier o in Cina.
Lo scarso attaccamento alla maglia è infatti una cosa che si paga in una società, come quella rossonera, che è molto infuocata e non gradisce assolutamente un atteggiamento menefreghista e di poco attaccamento alla maglia.
D’altra parte Mihajlovic si appresta ad affrontare l’ennesimo problema di una stagione disgraziata che a quanto pare ha stancato anche lui, un uomo dalla tempra d’acciaio che non si demoralizza davanti a nulla.
Sono già pronti, anzi prontissimi, i nomi dei sostituti che sono sempre Donadoni e Di Francesco, passando dal coach della primavera Brocchi, soluzione gradita a Berlusconi che vedrebbe anche l’inserimento di Marcello Lippi come direttore tecnico e supervisore del giovane allenatore.

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