Serie A. Le 10 rimonte più incredibili della “pazza” Inter

Pubblicato il autore: MATTIA D'OTTAVIO Segui

inter romaSerie A, dall’estate del 2004 i giocatori, guidati da Zanetti, cantavano “Amala, pazza Inter, amala” e come se quell’inno fosse diventato un marchio di fabbrica, i nerazzurri in questi anni hanno regalato ai propri tifosi delle rimonte che difficilmente dimenticheranno. Ripercorriamo le dieci più memorabili, quelle che per un motivo o per un altro hanno lasciato un segno all’interno delle stagioni interiste. Annata 2004/05, a San Siro si affrontano Inter e Sampdoria in una sfida per un posto in Europa: blucerchiati avanti 2 a 0 fino all’89esimo grazie alle marcature di Tonetto e Kutuzov, tifosi interisti che abbandonano lo stadio, e invece, nel giro di sei minuti, Martins, Vieri e Recoba fissano il punteggio sul 3 a 2, San Siro in delirio, parte da qui la “Pazza Inter”. Sempre sotto la guida di Mancini l’Inter regala altre due partite incredibili ai propri tifosi: nella finale di Supercoppa italiana del 2006, sotto 3 a 0 contro la Roma di Spalletti, due gol di Vieira e un colpo di testa di Crespo portano la partita ai supplementari, Figo su punizione regala il trofeo ai nerazzurri. L’anno dopo, in casa, clamoroso 2 a 1 per il Parma, Ibrahimovic segna due gol nel recupero e ribalta tutto, compreso Mancini dopo una folle corsa in panchina. Arriva Mourinho nel 2009, la stagione successiva, nella fantastica annata del “Triplete”, memorabile la rimonta nei minuti finali nel gelo di Kiev, grazie a Milito e Sneijder, quest’ultimo grazie ad un gol su punizione segna il 3 a 3 a pochi minuti dalla fine contro il Siena di Malesani a San Siro, ma non è finita: all’ultimo respiro Samuel, schierato centravanti per l’ultimo assedio, sigla il 4 a 3 finale. Cambiano gli allenatori, ma la storia si ripete: Leonardo si è seduto da poco sulla panchina, la dirigenza da poco gli ha regalato Pazzini e durante Inter Palermo, con i rosanero avanti di due gol (Julio Cesar para anche un rigore a Pastore), il centravanti realizza una doppietta e procura il rigore del 3 a 2 (trasformato da Eto’o) per un esordio da sogno. Nello stesso anno contro il Bayern in Champions, l’Inter a Monaco fa l’impresa: dopo la sconfitta per 1 a 0 nella gara di andata e sotto per 2 a 1 in trasferta, prima Sneijder e poi Pandev in zona Cesarini regalano il passaggio del turno insperato. Anche nelle stagioni dove tutto sembra andare storto la “pazza Inter” ha qualche moto di orgoglio: nel 2013 con Stramaccioni in panchina, nel giro di due settimane vanno in scena due partite da cardiopalma: a Catania, sotto per 2 a 0, nella ripresa Alvarez e due gol di Palacio chiudono il match sul 3 a 2. Non sempre le rimonte vanno a buon fine, ma riescono a far ricucire il rapporto con la tifoseria. Dieci giorni dopo a San Siro l’Inter deve ribaltare il 3 a 0 dell’andata contro il Tottenham, due volte Cassano e Palacio portano l’incontro ai supplementari, Adebayor e Ranocchia fissano il risultato finale sul 4 a 1 che fa passare il turno ai londinesi, ma l’Inter lascia il campo tra gli applausi. Scena che ci riporta alla partita di ieri sera contro la Juve, dove l’Inter si è fermata a soli 11 metri dalla finale di Coppa Italia dopo il 3 a 0 per i bianconeri all’andata: nessuno si sarebbe aspettato una partita del genere, nemmeno il più ottimista dei tifosi nerazzurri, ma del resto si sa, l’Inter è pazza.

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