Balotelli: un giocatore carismatico incapace di prendere per mano la squadra

Pubblicato il autore: Simone Satragno Segui
during the Serie A match between AC Milan and Empoli FC at Stadio Giuseppe Meazza on August 29, 2015 in Milan, Italy.

during the Serie A match between AC Milan and Empoli FC at Stadio Giuseppe Meazza on August 29, 2015 in Milan, Italy.

Negli ultimi giorni si è fortemente parlato del futuro del giocatore più chiacchierato degli ultimi anni. Ci riferiamo ovviamente a Mario Balotelli, il quale è tutt’altro che rassegnato ad andare via da Milanello, nonostante il poco spazio che ha trovato al Milan, soprattutto dopo la pubalgia che l’ha tenuto fuori quasi 4 mesi. Negli scorsi giorni Mario ha incontrato il proprio procuratore, il volpone Mino Raiola, al quale avrebbe confidato: “Nelle ultime 8 partite darò tutto per convincere il Milan a riscattarmi e conquistarmi un posto per l’Europeo”. L’obiettivo è quello di giocare uno spezzone di gara contro l’Atalanta (dovrebbe infatti essere riconfermato Luiz Adriano accanto a Bacca), sperare di essere decisivo e convincere Sinisa Mihajlovic a dargli più spazio nelle ultime successive 7 gare della stagione.

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Raiola ha voluto parlare con il suo assistito per motivarlo per il finale di stagione, ma pare non abbia dovuto faticare più di tanto in quanto si è trovato davanti un giocatore con tanta voglia di fare e una grinta che non aveva da tempo.
La palla come al solito passa al campo, anche perchè quello ciò che conta più di ogni altra cosa, e Mario sa bene che il Milan è l’ultima grande occasione della carriera per rimanere ancorato ad un top club. Qualora dovesse fallire anche quest’anno, farebbe le valigie a giugno per tornare a Liverpool (squadra proprietaria del suo cartellino), ma probabilmente ci rimarrebbe solo per qualche settimana, prima di andare verso campionati e squadre meno prestigiosi.
Mihajlovic qualche giorno fa ha detto che fuori dal campo si comporta da dieci, ma il problema a quanto pare è sul rettangolo di gioco, dove Mario sembra non riuscire mai a prendere in mano la squadra: “Volevo parlare con lui e guardarlo negli occhi, perché conosco Mario da quando Mancio lo fece debuttare all’Inter, quando era un ragazzino. Da allora sono passati tanti anni, è anche cambiato. Ho ritrovato una persona matura, ho visto un uomo, non un ragazzino. Ho voluto guardarlo negli occhi e mi ha dato l’impressione giusta. La cosa fondamentale è che lui è un bravo ragazzo, gli voglio bene. Lui sa che ha fatto tante cose sbagliate, è il primo a dirlo. E’ vero che è tutto molto amplificato quando si tratta di lui, ma è anche vero che molto è farina del suo sacco. Quest’anno si è sempre comportato da dieci. Poi deve fare qualcosa in più in campo, questo lo sa anche lui e ne parliamo spesso. Sono sicuro che ci riuscirà”. E’ indubbiamente un giocatore carismatico, ma non riesce mai a dare una scossa alla squadra; il motivo forse è che Balotelli risulta essere un corpo a sè all’interno dell’undici in campo, e per questo nè i compagni, nè lui riescono ad essere un tutt’uno. Le capacità tecniche e il carisma non gli mancano di certo, ma il problema è come gestirle e usarle.
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