CHE PALERMO A FROSINONE? LA PROBABILE FORMAZIONE DEI ROSANERO

Pubblicato il autore: Pietro D'Alessandro Segui

Davide Ballardini
In attesa della partita da ultimissima spiaggia che la squadra rosanero disputerà domenica a Frosinone, le ipotesi di formazione si susseguono a ritmo incalzante. Il mister Ballardini avrà sicuramente tanto da pensare per non avvalorare le sensazioni di quelli che ritengono che il Presidente Zamparini abbia un ruolo non secondario nella individuazione dell’undici titolare.
E allora, stando al gioco, si potrebbe provare a stilare due formazioni, una quella più adatta allo scontro più che determinante per le sorti di ambedue i contendenti, l’altra più vicina ai desideri del Presidente, ripetendo che si tratta di un gioco senza voler insinuare il sospetto di condizionamento alcuno esistente verso l’allenatore del Palermo.
Prima di entrare nel dettaglio dei nomi dei giocatori, tra i quali non potranno esserci per squalifica né StrunaVitiello, sembra opportuno decidere il modulo con il quale schierarsi in campo.
Al fine di consentire alla squadra un gioco quanto più possibile finalizzato a privilegiare la fase offensiva, appare da preferire il modulo 3-5-1-1, per avere supremazia a centrocampo visto lo schieramento 4-4-2, con il quale l’allenatore del Frosinone è uso disporre la sua squadra in campo.
In corso d’opera il modulo iniziale potrebbe tramutarsi nel 3-4-1-2, per aumentare ancora se necessario il potenziale dell’attacco.
Con capitan Sorrentino tra i pali, la formazione, con il modulo 3-5-1-1, potrebbe essere composta da Goldaniga, Gonzalez e Andelkovic in difesa, Rispoli, Hiljemark, Jajalo, Brugman e Lazaar a centrocampo, Vazquez appena dietro Gilardino nel reparto offensivo.
In questa formazione Jajalo, posizionato davanti la difesa considerate le sue doti di incontrista, dovrebbe essere l’ulteriore baluardo difensivo sgravato dal compito di impostare il gioco, che sarebbe responsabilità di Brugman e del “mudo” Vazquez, con l’ausilio del movimento di Hiljemark e delle possibili incursioni sulle fasce di Rispoli e di Lazaar.
Il finalizzatore del gioco, dal quale non si può prescindere e per l’esperienza e per il peso offensivo, dovrebbe essere Alberto Gilardino, purchè servito in maniera decente e senza che venga costretto a retrocedere per cercarsi il pallone.
Eventuali necessità a partita inoltrata, potrebbero far optare per il passaggio al modulo 3-4-1-2, con la sostituzione di un centrocampista per l’inserimento di Quaison schierato a fianco di Gilardino.
Ma tale formazione sarebbe in linea con le aspettative del Presidente? Supponendo di no, si potrebbe ipotizzare una formazione titolare ancora una volta priva di Gilardino, relegato in panchina, e con l’inserimento di Trajkovski in attacco, magari affiancato da Vazquez, che potrebbe giocare più avanzato nel modulo 3-5-2. Addirittura, mantenendo Vazquez appena dietro le punte, si potrebbe ipotizzare un tandem offensivo formato da Trajkovski e da Quaison, nella speranza che Ballardini non voglia ripetere l’esperienza del primo tempo contro l’Atalanta schierando insieme Trajkovski e Djurdjevic.
A questo punto la parola passa a Davide Ballardini, che sicuramente saprà individuare la migliore formazione da schierare in campo, scevro da qualsiasi condizionamento esterno, ma guidato solo ed esclusivamente dall’esperienza e dal suo credo calcistico, con la consapevolezza che le ultime residue speranze dei tifosi rosanero, ancora con un briciolo di ottimismo, sono riposte nelle sue decisioni e nei piedi di Franco Vazquez.

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