El Shaarawy si racconta ai tifosi: “Alla Roma ho sentito da subito la fiducia di tutti”

Pubblicato il autore: Lorenzo Matricardi Segui
El Shaarawy
Originale iniziativa della Roma, che ha permesso ai tifosi giallorossi sparsi per tutto il globo di rivolgere una domanda a Stephan El Shaarawy, uno degli ultimi arrivati a Trigoria, ma che sta attraversando un momento eccezionale di forma e rendimento. Queste le risposte di El Shaarawy ai tanti sostenitori che hanno partecipato all’iniziativa sul sito ufficiale della società:

Kaled dal Libano chiede: pensi di giocare meglio come ala o come seconda punta?
“Sono sempre partire come esterno sinistro. Mi piace partire largo per poi accentrarmi ed andare al tiro. Ho giocato anche come trequartista o seconda punta, ma esterno sinistro è il ruolo che prediligo”.

Sabrina dalla Francia chiede: qual è il tuo sogno più grande?
“Fin da bambino sognavo di diventare un giocatore professionista e l’ho realizzato. Ora mi auguro di vincere un trofeo importante, sia con un club che con la nazionale, la Champions League o un Mondiale”.

Lucas dal Brasile chiede: chi è il tuo migliore amico nello spogliatoio?
“Devo dire che mi sono trovato subito a mio agio nell’ambiente capitolino. E’ uno spogliatoio allegro, sereno. Poi io già conoscevo Florenzi. Devo dire che sono tutti dei bravi ragazzi e molto simpatici”.

Bastos dalla Nigeria chiede: cosa ti motiva a dare il massimo?
“Io non ho mai perso la forza. Ho avuto dei momenti difficili ma non ho mai mollato. Da me stesso chiedo sempre qualcosa di più. Non bisogna mai smettere di credere nei propri sogni”.

Voidek dalla Polonia chiede: ti vediamo spesso con delle cuffie prima delle partite. Che musica ascolti prima e dopo le gare?
“Ascolto un po’ tutti i generi, ma prevalentemente hip hop e il rap americano”.

Abdullah dall’Arabia Saudita chiede: ti taglierai mai i capelli?
“Me li taglio spesso. Questa cosa della cresta è venuta tanti anni fa ed ho deciso di tenerla. Ora l’ho un po’ spuntata ma è senza dubbio la mia caratteristica ed ho deciso di tenerla”.

Adam dall’Inghilterra chiede: tu Salah e Perotti vi intendete alla grande. Come ci riuscite?
“Quando hai giocatori accanto con tanta tecnica le cose si facilitano molto. Loro sono giocatori con grande velocità, soprattutto Salah, e mi sono trovato subito bene. Speriamo di continuare a fare bene così come stiamo facendo adesso, facendo tanti gol, assist e buone prestazioni”.

Alessia dall’Italia chiede: quando la Roma ti ha chiamato cosa hai pensato?
“È stata una sorpresa, ma molto positiva. Dall’inizio del mercato la Roma era stata la mia priorità, quando si sono interessati a me mi ha fatto piacere, così come quando ho parlato con Sabatini. Ho sentito da subito la fiducia del mister e ho sfruttato questa occasione, venendo qua a dare una svolta alla mia carriera. Sta andando bene, devo continuare così, c’è ancora da fare”.

Francesca dall’Italia chiede: cosa si può imparare da gente come Totti e De Rossi?
“Tantissimo, dal punto di vista tecnico e umano. Hanno fatto la storia della Roma. Sono due leader che ho sempre ammirato e stimato, è un vero piacere giocare con loro e averli conosciuti”.

Luna dalla Cina chiede: qual è la differenza principale tra la Ligue 1 e la Serie A?
“Dal punto di vista fisico sono due campionati diversi, la Ligue 1 è un campionato di intensità, fisicità mentre la Serie A è più tattica e devo dire che è più difficile giocare in Italia che in Francia. Si aprono più spazi nel campionato francese, mentre in Italia ci sono più situazioni difficili e ti devi creare più spazi per far male. Sicuramente sono due tornei diversi”.

Lina dalla Russia chiede: quante lingue parli?
“Sicuramente l’Italiano, l’inglese un po’ anche il francese. Adesso piano piano sto cercando di imparare l’arabo. Da piccolo avevo iniziato, poi col tempo ho mollato. Adesso sto recuperando piano piano. Ci tengo perché mio padre è egiziano e devo riuscirci”.

Angelina dal Portogallo chiede: come ci si sente a essere una fonte di ispirazione per molte persone in giro per il mondo?
“Una bella sensazione, perché essere un esempio per i ragazzi che ambiscono a diventare calciatori è un motivo di grande orgoglio. Vedo bambini che mi chiedono consigli e mi fanno i complimenti per quello che sono, è una cosa che mi fa molto piacere. Spero comunque di dare un buon esempio alle persone che sognano di diventare calciatori. Il consiglio che posso dare è quello di avere passione e umiltà, l’umiltà è la cosa fondamentale per il successo. Il vero campione penso che sia quello che resta umile nonostante i traguardi raggiunti”.

Akmed dall’Egitto chiede: Parlate spesso dell’Egitto con Salah?
“Salah è un bravissimo ragazzo e un grande giocatore, mi trovo bene in campo e nello spogliatoio. L’unica volta che abbiamo parlato dell’Egitto è quando abbiamo fatto il simbolo della piramide”.

Hassan dall’Egitto chiede: l’esultanza della Piramide assieme a Salah è stata preparata in anticipo?
“No, devo dire che dopo il gol contro la Fiorentina ho deciso di esultare con lui in quella maniera, ma non era stata preparata. Io mi sono avvicinato a lui e gliel’ho detto di fare così, lui si è messo ridere e mi ha seguito, ma nulla di preparato prima”.

Bin dalla Thailandia chiede: chi ti ha spinto a giocare a calcio?
“La passione per questo sport me l’ha trasmessa mio padre, che è stato la figura principale nella mia vita e nella mia carriera. La persona che mi è stata più vicino, che mi ha seguito ovunque. Quello che sono diventato lo devo a lui. Ha fatto tantissimi sacrifici, ha cambiato anche lavoro per portarmi agli allenamenti, una figura fondamentale, prima ancora di cominciare a giocare mi portava ai giardini per insegnarmi, sicuramente devo ringraziarlo tantissimo”.
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