Il mercoledì da leoni di Francesco Totti

Pubblicato il autore: Veronica Sgaramella Segui

mercoledì da leoni di Francesco Totti
La Roma vince grazie alle prodezze del capitano Francesco Totti: a cinque minuti dal termine regolamentare della ripresa, Spalletti gioca la carta numero dieci, ancora una volta vincente. Al momento del suo ingresso in campo, il club capitolino è da poco tornato in svantaggio, nel corso di una partita non particolarmente brillante e allo stesso tempo ampiamente contestata, in seguito all’iniziale calcio di rigore concesso al Torino e soprattutto ai due negati alla Roma, dopo altrettanti falli di mano in area.

La situazione sembrava ormai irrecuperabile visto l’1-2 e l’inevitabile contraccolpo psicologico causato dal gol siglato all’ottantesimo minuto da Josef Martinez. Data la concomitante notizia dello svantaggio dell’Inter al Marassi, la pressione era senza dubbio minore; tuttavia per recuperare terreno alle spalle del Napoli e sperare nella riconquista del secondo posto (alla luce dell’imminente scontro diretto con il club partenopeo), gli uomini di Luciano Spalletti erano ben consci di dover chiudere il match guadagnando tre punti fondamentali.

Tale obiettivo all’ottantacinquesimo minuto appariva più che improbabile, eppure Francesco Totti è riuscito a realizzare l’impossibile in soli tre minuti. Per la precisione, al numero dieci della Roma sono basati ventitré secondi per mettere a segno la rete del pareggio e quasi altri centocinquanta, prima di siglare dagli undici metri quella della vittoria. Inutile a dirsi, dopo il gol che ha sancito per i giallorossi la vittoria, lo stadio Olimpico è esploso in un boato di gioia, incredulità ed emozione. Diversi tifosi sugli spalti si sono commossi fino alle lacrime mentre i compagni di squadra in campo hanno travolto e sommerso in un collettivo abbraccio il proprio capitano.

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Luciano Spalletti dal canto suo non è rimasto indifferente, è anzi apparso sollevato per quel mercoledì da leoni di Francesco Totti che ha portato la squadra che guida al successo. Eppure, come ben noto nell’ambiente romano e calcistico, specie nelle ultime settimane, tra i due non sembrerebbe correre esattamente buon sangue. Il giocatore lamenterebbe difatti lo scarso spazio a disposizione, mentre il tecnico toscano avrebbe più volte palesato il bisogno di schierare i giocatori come meglio crede, ovvero al meglio per la Roma. La terza fazione, formata dai sostenitori giallorossi poi, non comprendebbe come sia possibile che Spalletti scelga volontariamente di schierare così poche volte in campo lo storico fuoriclasse.

L’allenatore ha tuttavia più volte motivato i propri ragionamenti tattici, confermando l’importanza di un giocatore del calibro di Francesco Totti che deve ad ogni modo essere trattato, al pari di tutti gli altri, per non far torto in primis ai compagni di squadra e poi allo stesso capitano. La panchina inoltre, sembra effettivamente aver spronato e motivato il capitano della Roma a dare il meglio di sé. Dopotutto Spalletti deve tener conto di molteplici fattori che la tifoseria giallorossa, molto probabilmente mette da parte al cospetto del capitano, ritenuto imprescindibile e intoccabile.

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La gestione di un giocatore del suo livello, pur sempre alla soglia dei quarant’anni non è prettamente semplice come potrebbe apparire. Concretamente dosare e centellinare le sue incredibili capacità sta fruttando notevolmente: Totti in qualità di arma in più e jolly funziona alla grande. Del resto è stato proprio Spalletti uno dei tecnici in grado di esaltarlo maggiormente ai tempi della prima esperienza capitolina. Poco importa dunque se i due effettivamente vanno poco d’accordo. La Roma possiede il più incredibile dei numeri dieci giallorossi mentre il tecnico toscano, è tornato nella capitale deciso a far bene e a non incappare negli stessi errori commessi in passato.

Totti merita senza dubbio più spazio perché ha dimostrato, ancora una volta, la sua capacità di essere straordinariamente decisivo in situazioni critiche. Trascinatore dentro e fuori dal campo, dovrebbe inoltre essere gestito meglio da parte della società, viste le recenti dichiarazioni del presidente Pallotta. Una sorta di mea culpa di Spalletti in questa direzione, è giunto già ieri nel post-partita grazie ad un probabilmente l’ho inserito in ritardo, mentre il dirigente americano si è detto quest’oggi “orgoglioso del capitano.” La questione relativa al rinnovo di un tale campione rimane comunque ancora complicata. Totti appena ne ha l’occasione, dimostra quanta voglia abbia ancora di giocare indossando la maglia giallorossa, la stessa in ventiquattro anni. Dopo aver dedicato la carriera e la vita alla Roma e dopo aver praticamente ipotecato il terzo posto (e la relativa chance di qualificarsi per il terzo anno di fila in Champions League), il mercoledì da leoni di Francesco Totti dovrebbe aver ormai chiarito ogni possibile dubbio, sia a Luciano Spalletti che a James Pallotta.

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